Taylor Fritz si conferma tra i grandi protagonisti dell’erba britannica. L’attuale numero 7 ATP ha conquistato l’accesso agli ottavi di finale di Wimbledon dopo una battaglia intensa e ricca di colpi spettacolari disputata contro l’azzurro Lorenzo Sonego. Davanti a microfoni e taccuini dei colleghi presenti in quel di Londra, l’atleta americano ha analizzato la gestione della pressione in campo, una delle sue armi principali su questa superficie, senza risparmiare, però, alcune riflessioni sul valore economico del circuito di doppio (e sulle polemiche degli ultimi giorni). Di seguito, le dichiarazioni di Fritz rilasciate nella consueta conferenza stampa post-gara.
D. Taylor, sei di nuovo alla seconda settimana di Wimbledon. Come ci si sente?
TAYLOR FRITZ: “È una bellissima sensazione. La partita di oggi è stata davvero dura, ho dovuto giocare bene. Sono felice di averne vinta una in cui sento di aver dovuto giocare davvero sotto pressione. Mi ha spinto e messo a dura prova. Mi sento bene in vista degli ottavi di finale”.
D. Quanto sei felice di aver vinto con questo stile? Non so se ritieni di mandare messaggi a te stesso o agli altri su cosa sei capace di inventarti in quel tipo di momenti.
TAYLOR FRITZ: “Per me è la cosa più divertente del tennis. La cosa che mi entusiasma di più è quando tiro fuori qualcosa di grande in un momento davvero importante. La gente fa colpi pazzeschi continuamente sul 40-0, quando non importa poi molto. Quando invece arriva il momento decisivo, la partita si può vincere o perdere nel giro di un paio di punti. Trovare i colpi migliori in quei frangenti è la cosa più divertente del giocare a tennis. Penso che molte volte io vinca i punti importanti essendo semplicemente più solido degli altri, giocando in modo molto conservativo e sicuro, aspettando l’errore dell’avversario. Quando invece riesco a inventarmi un colpo vincente di testa mia, beh, lo adoro”.
D. Ti capita mai di sorprenderti in situazioni del genere, o sei così consapevole di ciò di cui sei capace da non meravigliarti?TAYLOR FRITZ: “La risposta che ho fatto sul 5 pari è stato pazzesco. Con il rovescio è probabilmente uno dei miei colpi migliori, quindi so di poterlo fare. So di esserne capace, ma tirarlo fuori in un punto così cruciale è diverso: se perdo quel punto, lui ha il set point al servizio per andare al quinto set. E per come stava servendo, era molto probabile che mi avrebbe portato al quinto. Sì, farlo in quel preciso momento fa la differenza. Anche se so di saper fare quel colpo, trovarlo in un momento così importante è fantastico”.
D. Avevi detto che ti piace il colpo spettacolare nei momenti cruciali. In termini di gioco regolare che usi per battere gli avversari, cosa sta funzionando bene per te sull’erba?
TAYLOR FRITZ: “La cosa più ovvia è il servizio. Sinceramente c’era molto vento là fuori nei primi due set della partita. Una volta che il vento è calato un po’, ho trovato un ottimo ritmo al servizio. Ho servito con percentuali altissime, trovando molto bene gli angoli e variandoli continuamente. Sentivo che ci sarebbe voluto un game davvero speciale da parte sua per mettermi in difficoltà e strapparmi il servizio. Il ritmo della battuta era fantastico.
Poi le solite cose: il mio rovescio sull’erba è sempre uno dei miei colpi più solidi. Anche le risposte in back hanno funzionato alla grande. Ho tagliato molto bene la palla sia di dritto che di rovescio, rimettendo in gioco un sacco di risposte. Credo sia la pressione costante del mio ottimo servizio unita a queste risposte tagliate. È una cosa piuttosto fastidiosa da gestire per gli avversari”.
D. C’è stato molto malcontento da parte dei giocatori di doppio riguardo ai montepremi e al tabellone. I doppisti pensano che l’ATP stia essenzialmente cercando di uccidere il doppio. Cosa ne pensi?
TAYLOR FRITZ: “Non ho approfondito la questione né ci ho fatto troppa attenzione perché ovviamente la cosa è esplosa questa settimana, durante il torneo. Io sono concentrato su altre cose. Ma il mio pensiero è che alla fine della fiera questo è un business. Quindi se il tour ritiene che sia un costo eccessivo investire molti soldi nei montepremi del doppio, pagare gli hotel e le risorse che vengono utilizzate, e non vede un ritorno economico, allora la situazione è quella che è. Alla fine è un business. Non conosco i numeri reali, non so se il doppio sia redditizio o meno per il tour. Mi sembra comunque che ci sia già un bel montepremi nel doppio. Non saprei cosa dire, non so quale sia la decisione giusta alla fine”.
D. Considerando che l’ATP è un business, pensi che dovrebbe anche aiutare la base del movimento (il tennis giovanile e locale)? Dovrebbe concentrarsi sulla crescita del tennis in generale o solo sui numeri?
TAYLOR FRITZ: “Non saprei. Mi sembra che ci abbiano provato con il doppio per parecchio tempo. Sì, penso sia un’argomentazione corretta parlare di tradizione, del fatto che il doppio c’è sempre stato e cose del genere. Vado d’accordo con molti doppisti, non sto cercando di attaccarli. Credo che spetti all’ATP decidere. Non conosco i numeri, non so quanto sia redditizio o meno. Ma penso che se fossi nei loro panni, alla fine capirei il fatto che si tratta di un business”.
D. Oggi hai giocato su uno dei campi scoperti. Proprio a quest’ora alcuni giocatori si stavano lamentando del fatto che abbiano interrotto il gioco per chiudere il tetto. Pensi che dovrebbero farlo a partita in corso o non chiuderlo affatto a meno che non piova?
TAYLOR FRITZ: “Sinceramente non so quali fossero le condizioni ambientali. Immagino che se lo chiudono per la luce, allora diventi necessario farlo a metà partita. Dipende tutto da quando inizia il match. Se la partita inizia a un’ora ragionevole, dove un match da tre set dura due ore e mezza e si riesce a finire senza dover chiudere il tetto, per me va bene. Se invece fanno iniziare l’incontro un’ora prima che diventi troppo buio, sapendo già che a un certo punto dovranno chiudere il tetto per forza, allora probabilmente dovrebbero farla iniziare direttamente al coperto. Questo è quello che penso”.
