[WC] A. Fery b. [WC] G. Dimitrov 7-5 3-6 4-6 6-4 7-6(10-7)
La favola di Arthur Fery (N. 114 ATP) continua, e ormai non ha più niente di normale. La wild-card britannica, già miracolosa al turno precedente contro Zizou Bergs, quando aveva vinto al super tie-break del quinto set, si ripete anche sul Campo Centrale contro Grigor Dimitrov: rimonta, resiste, sopravvive e chiude 7-5 3-6 4-6 6-4 7-6, guadagnandosi un clamoroso quarto di finale contro Flavio Cobolli. Per il padrone di casa è un successo enorme, arrivato contro un avversario che era stato avanti due set a uno e che nel quarto parziale era stato per due volte avanti di un break, prima di farsi riprendere e poi superare.
La partita sembrava poter scivolare via dalla parte di Dimitrov, soprattutto dopo il terzo set. Il bulgaro aveva fatto valere a lungo una qualità superiore nei colpi di inizio gioco e nelle accelerazioni: 19 ace, 72 vincenti e l’81% di punti vinti con la prima raccontano bene quanto spesso sia riuscito a comandare. Ma dentro quei numeri c’è anche il rovescio della medaglia: 59 errori gratuiti, 7 doppi falli e troppe occasioni lasciate aperte a un Fery meno esplosivo, ma più ordinato, più continuo e lucidissimo nei passaggi di tensione.
Il primo set è il primo segnale della giornata speciale del britannico. Fery parte senza timori, tiene il campo, accetta lo scambio e approfitta delle pause di Dimitrov per restare agganciato. Il bulgaro produce di più, ma concede anche di più, e nel finale il set gira dalla parte della wild-card di casa: 7-5, con il Centre Court che comincia a capire di avere davanti una storia possibile.
Dimitrov però reagisce da giocatore esperto. Nel secondo set prende progressivamente il controllo, alza il rendimento al servizio e riduce gli spazi per Fery, che perde un po’ di profondità e fatica di più a gestire la pressione. Il 6-3 rimette il match in parità, poi nel terzo il bulgaro completa il sorpasso: trova il break, lo difende e chiude 6-4, portandosi avanti due set a uno.
La vera svolta arriva nel quarto set, quello in cui Dimitrov sembra avere in mano il match e invece finisce per farselo sfuggire. Il bulgaro piazza il break per il 2-1, ma Fery reagisce subito e rientra sul 2-2. La scena si ripete poco più tardi: Dimitrov strappa ancora il servizio e sale 4-3, ma anche in quel caso non riesce a consolidare. Fery trova il controbreak immediato, tiene per il 5-4 e poi, sul servizio del bulgaro, gioca il game più importante della sua partita: sale 0-40 e chiude alla prima occasione, firmando il 6-4 che porta tutto al quinto set.
Il quinto diventa una battaglia di nervi, più che di tennis puro. Fery parte avanti, Dimitrov risponde colpo su colpo, ma nessuno dei due riesce a trovare lo strappo decisivo. Il bulgaro continua a produrre vincenti, il britannico continua a giocare con una pulizia sorprendente nei momenti caldi: nonostante i 36 vincenti contro i 72 dell’avversario, Fery resta dentro la partita grazie a una gestione migliore della seconda, con il 57% di punti vinti contro il 45% di Dimitrov.
Si arriva così al super tie-break, e anche lì succede di tutto. Fery parte avanti, Dimitrov rientra e il punteggio resta in bilico fino al cuore del jeu décisif. Sul 5-4 Dimitrov, però, il bulgaro commette un pesantissimo doppio fallo che rimette Fery in parità. Da lì il britannico trova ancora risorse: resta agganciato, piazza l’ace del 7-6, sale 8-6 grazie a un errore di dritto di Dimitrov e, dopo la volée con cui il bulgaro accorcia sull’8-7, si prende gli ultimi due punti. Sul 9-7, Fery arriva al match point e lo trasforma grazie a un errore di rovescio di Dimitrov: è il punto che chiude una partita folle e apre un quarto di finale da sogno contro Flavio Cobolli.
Per Cobolli sarà una sfida delicatissima: sulla carta l’azzurro partirà con ambizioni importanti, ma dall’altra parte troverà un giocatore ormai in piena trance agonistica, reduce da due vittorie consecutive al super tie-break del quinto set e spinto da un Centre Court che ha appena adottato la sua favola. Dopotutto parliamo di un ragazzo che è andato letteralmente a scuola a Wimbledon
Fritz non lascia scampo a Bublik: 23 ace e quarti raggiunti senza patemi
[6] T. Fritz b. [10] A. Bublik 7-6(1) 6-4 6-4
Molto meno tortuoso il percorso di Taylor Fritz, che ha raggiunto i quarti di finale superando Alexander Bublik in tre set, 7-6(1) 6-4 6-4. Dopo la maratona vinta contro Tiafoe, il kazako non è riuscito a ripetere l’impresa e si è trovato davanti un Fritz quasi perfetto al servizio: 23 ace, appena un doppio fallo, l’89% di punti vinti con la prima e un rendimento nettamente superiore anche con la seconda, dove l’americano ha raccolto il 56% dei punti contro il 32% di Bublik.
Il primo set è stato il più equilibrato. Bublik ha avuto le sue occasioni in risposta, soprattutto nel quarto game, quando Fritz si è trovato costretto a salvare palle break prima di restare in scia. Nessuno dei due però è riuscito a strappare il servizio e il parziale si è deciso al tie-break, dominato dallo statunitense: Fritz è scappato subito, ha preso il controllo degli scambi e ha chiuso nettamente 7 punti a 1.
Da lì la partita è diventata molto più lineare per il numero 6 del seeding. Nel secondo set l’equilibrio è durato fino al 4-4, poi Fritz ha piazzato l’allungo decisivo proprio nel momento più pesante: sul servizio di Bublik, è salito 0-40 e ha trovato il break che gli ha permesso di servire per il set. Con due ace nei primi tre punti del game successivo, l’americano ha chiuso 6-4 e si è portato avanti due set a zero.
Nel terzo parziale Fritz ha indirizzato subito il finale. Sul 2-1, Bublik ha giocato un pessimo turno di battuta, condito anche da un doppio fallo, e l’americano ha strappato il servizio a zero. Da quel momento il match non è più cambiato: Fritz ha protetto il vantaggio senza tremare, ha continuato a martellare con la prima e sul 5-4 ha chiuso con un altro game autoritario, sigillato da un ace al centro. Per lui si tratta della quarta volta ai quarti di finale a Church Road nelle ultime cinque edizioni del torneo.
