Draper, il rientro è vicino? Wild card a Washington dopo il forfait di Wimbledon

Il talentuoso tennista britannico programma il rientro a Washington, primo snodo di uno swing nordamericano da gestire senza fretta

Di Francesco De Salvin
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Jack Draper - Indian Wells 2026 (foto X @BNPPARIBASOPEN)
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Il calvario fisico di Jack Draper sembra concedere una tregua, per la gioia del tennis britannico che, nel bel mezzo di un Wimbledon agro-dolce – segnato soprattutto dalla favola del semifinalista a sorpresa Arthur Fery –, spera di ritrovare una delle sue punte di diamante. Il ventiquattrenne nativo di Sutton, costretto al ritiro dai Championships prima ancora di scendere in campo per il primo turno, ha accettato una wild card per il Mubadala DC Open di Washington. L’ATP 500 statunitense scatterà il prossimo 27 luglio, sancendo – probabilmente – il rientro lampo del mancino inglese dopo i timori di un nuovo, lunghissimo stop.

I tormenti fisici dell’ultimo anno

L’ennesimo forfait casalingo era arrivato a causa della ricaduta di una contusione ossea al braccio sinistro, lo stesso problema che un anno fa lo aveva allontanato dai campi e condizionato pesantemente la sua ascesa. Negli ultimi dodici mesi, infatti, Draper ha vissuto una vera e propria via crucis medica: fatta eccezione per una fugace apparizione allo US Open, è rientrato stabilmente solo a febbraio, per poi essere nuovamente frenato dai problemi fisici. Prima dell’erba di Eastbourne, il suo ruolino di marcia contava appena una manciata di tornei, sollevando parecchi dubbi sulla tenuta del suo fisico possente.

Il fattore Andy Murray

Gli agenti del buon Jack hanno tuttavia confermato che il recupero sta procedendo per il meglio e che l’intenzione è quella di rispettare la tabella di marcia. Se così fosse, l’assenza dai campi di Draper si limiterebbe a circa un mese. C’è grande curiosità, del resto, nel vederlo all’opera sul cemento non solo per testarne la forma fisica, ma anche per osservare i primi frutti della prestigiosa collaborazione tecnica con Sir Andy Murray, entrato di recente nel suo team come coach; un innesto di enorme valore ed esperienza che potrebbe rivelarsi decisivo per la gestione della sua carriera.

L’inizio dello swing sul cemento: cautela e programmazione

Il torneo di Washington è uno dei primi a dare il via allo swing sul cemento nordamericano, la tradizionale scia di appuntamenti che precede lo US Open di fine agosto passando per i Masters 1000 del Canada e di Cincinnati. Nella capitale statunitense, Draper sarà atteso da un tabellone che si preannuncia comunque di altissimo livello, data la presenza fissa di molte stelle del circuito. Sarà un banco di prova complesso e da approcciare con la massima cautela, utile soprattutto per verificare la tenuta del braccio e riprendere confidenza con il ritmo partita, senza l’assillo del risultato immediato ma con l’obiettivo di ritrovare una necessaria continuità agonistica.

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