Il cognome più pesante si è preso la scena, ma non è l’unica storia delle semifinali junior di Wimbledon. Cruz Hewitt è in finale nel singolare maschile, ventiquattro anni dopo il titolo vinto dal padre Lleyton tra i grandi nel 2002. L’australiano ha battuto la testa di serie n.11 Thijs Boogaard 6-4 6-4, confermando un percorso fin qui perfetto: nessun set perso e vittorie di peso, compresa quella contro la testa di serie n.2 Jamie Mackenzie, campione del doppio junior al Roland Garros 2026 insieme a Vincent Reisach.
Hewitt ha gestito con grande solidità una semifinale tutt’altro che banale. Boogaard arrivava con credenziali importanti: poche settimane fa, sull’erba del Libema Open di ’s-Hertogenbosch, aveva portato Daniil Medvedev al tie-break del terzo set, arrivando anche a match point prima di arrendersi. Proprio per questo il 6-4 6-4 dell’australiano assume un peso diverso.
Le testate australiane hanno enfatizzato la settimana londinese di Cruz, sottolineando la crescita tecnica del diciassettenne, a partire da un servizio capace di avvicinarsi ai 200 km/h e da un tennis sempre più costruito su potenza, prima palla e aggressività. Dopo un passaggio a vuoto in avvio di secondo set, con il break subito, Hewitt ha reagito subito con il controbreak e ha chiuso senza concedere parziali: a Wimbledon non ha ancora perso un set.
Ora il figlio di Lleyton si giocherà il titolo e sarà il primo australiano in finale nel singolare maschile junior a Wimbledon dai tempi di Alex de Minaur nel 2016.
In finale troverà Jordan Lee, statunitense nato nel 2010, che ha superato Vincent Reisach 6-3 6-2 in appena 55 minuti. Un risultato netto con Lee capace di togliere subito riferimenti al tedesco, mancino e già campione al Roland Garros junior in doppio proprio insieme a Mackenzie. Reisach aveva costruito il suo torneo su servizio, primo colpo e capacità di prendersi la rete, ma contro Lee non è riuscito a trasformare quelle armi in una vera partita.
La corsa dell’americano è forse la più sorprendente del tabellone. Lee, qualificato, è il più giovane tra i ragazzi in gara e sta vivendo il suo primo Slam junior. Nonostante l’età, ha mostrato una maturità notevole, confermando quanto già intravisto negli ultimi mesi: nel 2025 era diventato soltanto il secondo giocatore nato nel 2010 a conquistare un punto ATP e aveva contribuito, da protagonista, al successo del Team USA nella Davis Cup Junior a Santiago, in Cile. A Wimbledon ha portato quella precocità dentro una finale Slam.
La n.1 Sun non lascia scampo, Pushkareva doma Skliar al terzo
Nel tabellone femminile, invece, la finale sarà tra Xinran Sun e Anna Pushkareva. La cinese, testa di serie n.1, ha travolto Janae Preston 6-1 6-3 in meno di un’ora, spegnendo sul nascere le ambizioni della statunitense. Preston arrivava da una striscia importante sull’erba e dal successo nel J300 di Roehampton, tradizionale appuntamento di preparazione a Wimbledon, ma contro Sun non ha mai trovato il modo di allungare davvero gli scambi né di spostare l’inerzia.
Sun ha dato alla sua semifinale la forma della superiorità. Primo set dominato, secondo più equilibrato solo nel punteggio, ma sempre sotto il controllo della cinese. A 15 anni, dopo la finale raggiunta al Roland Garros junior, la n.1 del tabellone conferma di essere una delle giocatrici più continue della stagione Slam junior. A Parigi si era fermata all’ultimo atto; a Wimbledon avrà subito un’altra occasione per completare il percorso.
Più combattuta l’altra semifinale femminile, vinta da Anna Pushkareva contro Polina Skliar 6-4 2-6 6-1 in un’ora e 25 minuti. La russa, testa di serie n.14, ha iniziato meglio, portando dalla sua parte un primo set deciso nei dettagli, ma ha subito il rientro della quindicenne ucraina, brava a cambiare ritmo nel secondo parziale e a rimettere in discussione la partita. Nel terzo, però, Pushkareva ha ritrovato ordine e profondità, lasciando appena un game all’avversaria.
Le finali junior di Wimbledon
- Singolare femminile: [1] Xinran Sun vs [14] Anna Pushkareva
- Singolare maschile: Cruz Hewitt vs Jordan Lee
