Wimbledon: uno Zverev da corsa spegne il sogno di Fery e completa le finali Slam

La sorpresa del torneo Arthur Fery rimane in partita per un set, poi Zverev gli va sopra. Seconda finale Slam consecutiva per Sascha dopo quella vinta al Roland Garros. In attesa del match tra Jannik Sinner e Novak Djokovic

Di Michelangelo Sottili
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Alexander Zverev - Wimbledon 2026 (x @Wimbledon)
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[2] A. Zverev b. [WC] A. Fery 7-6(0) 6-2 6-4

Finisce in semifinale la favola dell’uomo che ha reso imprevista una semifinale, al secolo Arthur Fery, capace di rimanere agganciato nel primo set, per poi essere sovrastato dal numero 3 del mondo Alexander Zverev, che non si è fatto sorprendere come Dimitrov e Cobolli e si è imposto 7-6(0) 6-2 6-4 in 2h14, guadagnando la sua quinta finale Slam, la seconda consecutiva, in attesa di conoscere il nome del suo sfidante: Jannik Sinner o Novak Djokovic.

Una vittoria che lunedì prossimo gli consentirà di salire al secondo posto del ranking, mentre Carlos Alcaraz rimane ancora fuori dal circuito. Inoltre, in virtù di questo risultato, Sascha può vantare la presenza in tutte le finali Slam: nell’Era Open, è il tredicesimo giocatore a riuscirci e quello che ha impiegato più partecipazioni, 42, staccando Murray a 41 (Andy ci riuscì al Roland Garros 2016).

Non in grado di generare grande potenza dal nulla, Fery si è affidato ai soliti anticipi con i colpi al rimbalzo e ha confermato l’ottima mano nei pressi della rete, senza tuttavia riuscire – se non forse nel primo parziale mentre l’altro gli prendeva le misure – a prendere il tempo all’avversario o costringerlo all’errore. E, anzi, lui stesso ha commesso troppi gratuiti per poter fare match pari. Troppo superiore Zverev al servizio, arrivato all’appuntamento con 4 break subiti e una velocità media della seconda di 187 km/h, mentre 188 è la media della prima del britannico. Molto bene anche con il dritto, Sascha, 22 vincenti e 16 non forzati, che troppo spesso ha avuto tutto il tempo di prepararlo per spingerlo con efficacia, mentalmente avvantaggiato dal citato divario in battuta.

Primo set – L’equilibrio scompare con il tie-break perfetto di Zverev

Arthur sceglie di rispondere e costringe subito ai vantaggi un Sascha dall’espressione preoccupata, vincendo sempre il punto una volta riuscito a far partire lo scambio, per poi tenere a zero per l’1-1. Il punteggio abbandona presto i binari dei servizi quando il numero 2 del mondo mette due buone risposte e arrivano altrettanti errori britannici.

Arthur però risponde quasi sempre (con il dritto, di pura opposizione con un po’ di backspin), Sascha è imperfetto a rete e falloso da fondo, perde la battuta per la quinta volta nel torneo e viene ripreso sul 3 pari. In tribuna, travestito da Benedict Cumberbatch, il Dottor Strange applaude il 175 cm nativo di Sèvres, cittadina francese dove ha sede l’Archivio internazionale di pesi e misure, il quale rimane incollato all’avversario fino al tie-break.

Lì però si fa scappare via Zverev con un doppio fallo e l’errore di dritto, Sascha si tranquillizza e, impeccabile, fa suo a zero il tredicesimo game con il vincente n. 20, 18 i non forzati, di fronte al bilancio di 5-11 di Fery, che chiaramente deve abbassare il numero dei gratuiti. Scambi brevi saldamente in mano tedesca, mentre non incide il vantaggio brit in quelli medi.

Secondo set – Zverev in controllo, Fery va sotto

Con la sicurezza di chi un mese fa ha vinto il suo primo Slam e il primo set contro uno che sì “se è arrivato fin qua, bisogna stare molto attenti” ma che in definitiva prima di questo torneo in carriera aveva giocato 14 match nel Tour, Sascha si fa ancor più aggressivo (dopo quattro giochi ha il 44% di colpi in attacco) e va sopra all’avversario che, tenuto il primo gane, viene travolto, doppio break con appena due punti vinti per lui. Fery riesce a prolungare il parziale il minimo indispensabile, ma il 6-2 per Zverev è inevitabile: tre punti persi al servizio (42% di unreturned, il doppio dell’avversario), 6 su 8 a rete e, finora, 15 vincenti dal lato del dritto. Arthur va a cambiarsi, al rientro il pubblico fa sentire il suo appoggio.

Terzo set – Fery non si arrende, ma Zverev è superiore

La wild card ce la mette tutta per restare in partita, ma la sua palla non fa male e Sascha ha tempo per caricare i suoi colpi e strappargli la battuta a zero al quinto game. Non sembra più in grado di vincere un “15”, Fery, che dopo due giochi è di nuovo sotto 0-40. Ma si ribella, strappa applausi anche all’avversario con un gran punto in acrobatica difesa e rimane in scia. Zverev al servizio è però intoccabile e, con due punti persi nella terza frazione, viaggia tranquillo a prendersi il posto nella sua prima finale a Wimbledon. Aspettando Sinner o Djokovic.

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