Safin: “Sinner e Alcaraz? Avessero giocato nell’epoca di Nadal e Djokovic non sarebbero n. 1 e neanche n. 2”

"Probabilmente avrei perso contro di loro, ma non sono spaventosi", ha ammesso Marat Safin. "Il livello di tennis è sceso, non è più lo stesso"

Di Fabio Barera
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Marat Safin - Australian Open 2020 (foto X @atptour)
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Jannik Sinner e Carlos Alcaraz cosa avrebbero potuto fare nell’epoca di Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic? Questa è la domanda che spesso fa da sfondo al dibattito tra le varie epoche del tennis. L’eterno dilemma tra i Big Three e i ‘Sincaraz’ non ha una risposta definitiva, anche perché ognuno si appella a una statistica o a una sensazione personale diversa da quella degli altri. E quindi si finisce per tornare al punto di partenza. Tra coloro che si sono espressi in tempi recenti sulla questione c’è stato anche Marat Safin, attuale coach di Andrey Rublev, che su YouTube in compagnia della sorella Dinara Safina e dell’ex tennista Anna Chakvetadze ci ha tenuto a dare la sua lettura.

Safin: “Avrei perso contro di loro, ma non sono spaventosi”

Marat Safin è partito subito dal confronto tra i migliori della scorsa epoca e quelli di questa generazione: Penso che probabilmente avrei perso contro di loro, ma non li vedo come giocatori spaventosi“. Poi è stato più specifico quando gli è stato chiesto di Jannik e Carlos: “Non sono per niente come Federer. È un livello completamente diverso. Per raggiungere il livello di Federer c’è ancora molto da crescere. Non voglio sminuire nessuno. È semplicemente il mio modo di vedere le cose. Se Sinner e Alcaraz avessero giocato nell’epoca di Nadal e Djokovic, o persino all’inizio degli anni 2000, non sarebbero stati né il numero uno né il numero due al mondo. Non credo che avrebbero mai raggiunto quei livelli. Il livello del tennis è sceso. Non so perché sia successo, ma il livello non è più lo stesso“.

Infine una riflessione ulteriore sulle diverse epoche: “Prima c’erano trenta o cinquanta giocatori capaci di giocare un tennis straordinario. Ora, al massimo, ce ne sono dieci. Arrivano in semifinale o in finale senza perdere nemmeno un set e ciò mi sembra persino divertente. Prima c’erano specialisti sull’erba, specialisti sulla terra battuta e specialisti sul duro. C’erano moltissimi giocatori capaci di competere al massimo livello a seconda della superficie. Se guardi le finali degli anni novanta o i primi anni del 2000, c’era un’incredibile quantità di giocatori molto potenti. Sono giocatori eccellenti, sono tennisti straordinari e hanno vinto moltissimi titoli. Non so se avrebbero vinto così tanti Slam giocando in quel periodo. Non ne sono sicuro“.

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