Facundo Bagnis sospeso 12 mesi dall’ITIA per contaminazione involontaria: ecco quando potrà tornare

Il 36enne Facundo Bagnis, ex n. 55 ATP, ha accettato la proposta dell'ITIA di un anno di sospensione. L'argentino, autosospesosi lo scorso ottobre, potrà tornare in campo il 17 ottobre 2026

Di Giovanni Pelazzo
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Facundo Bagnis - Cordoba 2024 (X @CordobaOpen)

Un altro caso di contaminazione involontaria interessa da vicino il mondo del tennis. Lo sfortunato protagonista questa volta è il 36enne argentino Facundo Bagnis, oggi n. 431 del mondo ma già n. 55 ATP, lontano dai campi dallo scorso ottobre per via di una positività all’idroclorotiazide, un diuretico ma anche un agente mascherante presente nella lista delle sostanze proibite dall’Agenzia Mondiale Antidoping. Sto attraversando uno dei momenti peggiori della mia carriera da professionista – aveva comunicato su Instagram il 23 ottobre 2025 -. Recentemente ho ricevuto dall’ITIA una notifica riguardo un controllo anti-doping che mi è stato fatto durante lo US Open e da qui è emersa la presenza di una sostanza proibita dalla WADA, l’idroclorotiazide, […] e per questo motivo ho deciso di accettare volontariamente la sospensione provvisoria, al fine di dedicare tutto me stesso a questo processo e dimostrare che non ho nulla da nascondere”.

La spiegazione plausibile e la comprovata involontarietà

Dopo queste parole di nove mesi fa, come in seguito accertato anche dall’ITIA, Bagnis è riuscito a comprovare l’involontarietà della contaminazione, fornendo documentazioni dettagliate (tra cui copie delle comunicazioni con il suo medico e ricevute di acquisto). Il suo medico, infatti, gli aveva prescritto un integratore e gli aveva consigliato una farmacia dove reperirlo, fornendo garanzie sulla sua sicurezza e sul suo utilizzo da parte di altri atleti professionisti.

Così, all’inizio del 2026, l’ITIA ha testato il prodotto presso un laboratorio indipendente e accreditato dal’Agenzia Mondiale Antidoping e da lì è emersa sia la presenza della sostanza quanto, soprattutto, la plausibilità della spiegazione fornita dal tennista argentino.

12 mesi di squalifica, ma 9 sono già passati

Riconosciuta quindi la non intenzionalità della contaminazione, e presi in considerazione precedenti relativi a casi simili, l’ITIA ha offerto al giocatore una sospensione di 12 mesi, che Bagnis ha accettato rinunciando contestualmente al proprio diritto a un’udienza dinanzi a un tribunale indipendente. Questo perché, logicamente, i nove mesi già scontati da Bagnis ovviamente contano, ragion per cui l’argentino potrà tornare in campo dal 17 ottobre 2026.

“Devo continuare con la mia carriera da professionista, lasciandomi alle spalle questo episodio così triste e doloroso – scrive su Instagram Bagnis dopo aver spiegato quanto accaduto fino a oggi -. Ho passato tutti questi mesi nel miglior modo possibile e oggi scelgo di continuare a essere legato a questo sport […]. Il mio ritorno alle competizioni avverrà il 19 ottobre: oggi mi sto reinventando e sto dando il meglio di me giorno dopo giorno. Grazie a tutti di cuore, Facundo”.

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