I numeri, si sa, hanno il vantaggio di non emozionarsi. Dicono che Jannik Sinner è ancora il numero 1, che Alexander Zverev lo insegue da lontano e che la matematica non ha ancora chiuso la porta. Ma per riaprirla davvero servirebbe qualcosa di più di una rimonta: un lungo inciampo dell’italiano e una seconda parte di stagione quasi senza macchia del tedesco. Possibile, perché nello sport la parola impossibile porta male. Probabile, decisamente meno. Dopo il secondo Wimbledon consecutivo, Sinner non ha ancora in tasca il primato di fine anno, ma ha già fatto molto perché agli altri restino soprattutto i calcoli e la speranza.
Quasi cinquemila punti di vantaggio
Il secondo trionfo consecutivo a Church Road non ha permesso a Sinner di aumentare il proprio bottino, perché Jannik era chiamato a difendere i 2.000 punti conquistati dodici mesi prima. Conservarli integralmente, però, è stato quasi importante quanto guadagnarne di nuovi.
L’azzurro guida adesso il ranking ATP con 13.450 punti, davanti a Zverev, salito al secondo posto con 8.480, e Carlos Alcaraz, scivolato in terza posizione a quota 8.160. Il vantaggio sul tedesco è di 4.970 punti, quello sullo spagnolo di 5.290.
Alcaraz ha pagato l’assenza da Wimbledon e la conseguente perdita dei 1.300 punti della finale raggiunta nel 2025. Alla vigilia dello Slam londinese il suo ritardo da Sinner era di 3.990 lunghezze: adesso il divario è diventato il più ampio mai registrato tra i due.
Nel frattempo, Zverev si è preso il ruolo di primo inseguitore. La vittoria al Roland Garros e la finale raggiunta a Wimbledon lo hanno riportato stabilmente alle spalle dell’italiano, approfittando anche del vuoto lasciato da Alcaraz, fermo da aprile per il problema al polso.
Sascha è quindi il primo giocatore che, almeno teoricamente, potrà mettere in discussione il primato di Sinner. Prima, però, dovrà produrre una rimonta che al momento appare più una possibilità aritmetica che altro.
La combinazione estrema dell’estate americana
La prima data da cerchiare è quella del 14 settembre, quando verrà pubblicato il ranking successivo agli US Open. Fino alla conclusione dello Slam newyorkese, Sinner è matematicamente certo di restare al numero 1 del mondo. Dal lunedì successivo, invece, Zverev potrebbe teoricamente superarlo.
Da qui alla fine degli US Open, Jannik dovrà scartare 1.950 punti, mentre il tedesco ne perderà 900. Nella peggiore delle ipotesi, dunque, Sinner scenderebbe a quota 11.500 e Zverev ripartirebbe da 7.580.
Tra il Masters 1000 canadese, Cincinnati e New York saranno disponibili complessivamente 4.000 punti. Vincendo tutti e tre i tornei, il tedesco potrebbe arrivare a 11.580, completando il sorpasso per appena 80 punti.
È il genere di scenario che piace ai computer e molto meno alle previsioni. Zverev dovrebbe vincere consecutivamente due Masters 1000 e gli US Open, mentre Sinner dovrebbe praticamente non raccogliere nulla.Non è impossibile, sia chiaro. Ma per trovare una combinazione più favorevole al tedesco bisognerebbe chiedere parecchio sia a Sascha sia, in senso opposto, a Jannik.
Il rendimento del numero 1 nel corso del 2026 suggerisce altro. Dopo la sconfitta contro Novak Djokovic nella semifinale dell’Australian Open, Sinner ha conquistato cinque Masters 1000 consecutivi: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma. Poi è arrivato il passaggio a vuoto del Roland Garros, seguito però dalla conferma più importante, il secondo titolo di fila a Wimbledon.
Dall’inseguimento alla fuga
A gennaio la situazione era completamente diversa. Alcaraz, dopo aver completato il Career Grand Slam a Melbourne, guidava con 13.650 punti contro i 10.300 di Sinner. In poco più di tre mesi l’italiano ha recuperato oltre tremila punti, effettuando il sorpasso il 13 aprile, all’indomani della vittoria ottenuta proprio contro lo spagnolo nella finale di Montecarlo.
I successi successivi di Madrid e Roma hanno portato Jannik fino al massimo di 14.700 punti. Nemmeno l’eliminazione al secondo turno del Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo gli ha fatto perdere il comando, perché Alcaraz, impossibilitato a difendere il titolo di Parigi, ha lasciato per strada un bottino ancora più pesante.
Tra Roland Garros e Wimbledon, Sinner ha perso soltanto i 50 punti del secondo turno di Halle 2025, avendo scelto di non disputare tornei di preparazione sull’erba. Una decisione che poteva sembrare rischiosa, ma che il successo londinese ha trasformato nella migliore delle scelte possibili.
Da qui alla conclusione della stagione resteranno comunque molti punti in palio, dall’estate nordamericana ai Masters 1000 di Shanghai e Parigi-Bercy, fino alle ATP Finals di Torino. Per questo il numero 1 di fine anno non può ancora essere assegnato.
La matematica impone prudenza, il campo suggerisce una direzione piuttosto precisa. Per strappare il trono a Sinner, Zverev avrà bisogno di vincere molto e spesso, sperando contemporaneamente che l’azzurro smetta di farlo. Non basta una grande seconda parte di stagione del tedesco: serve anche un crollo del campione di Wimbledon.
Il computer dell’ATP, del resto, non conosce né il pronostico né la scaramanzia. Continua a fare somme e sottrazioni, lasciando aperta la porta finché esiste anche una sola combinazione possibile. Quella porta, oggi, non è ancora chiusa, ma Sinner ha già fatto parecchio per ridurla a una fessura.
