[9] Y. Putintseva b. A. Charaeva 6-3 6-3
Poca partita fra la testa di serie numero 9 Putintseva e Alina Charaeva, che dopo l’ottima prestazione all’esordio nel torneo, non è riuscita a riportare in campo l’alto livello precedentemente mostrato.
L’avvio di match è subito decisivo: la giocatrice kazaka conquista il break in apertura alla seconda chance, dominando i successivi turni di battuta e mai offrendo all’avversaria la possibilità di rientrare in partita.
In battuta per restare nel parziale, Charaeva si scompone nuovamente, regalando un secondo break e il set.
In avvio di secondo, la giocatrice numero 118 del mondo sembra volersi rialzare: break a favore nel game inaugurale, successivo turno di battuta tenuto a 15 e due chance per andare avanti di due break. Putintseva, consapevole della propria superiorità, non trema: affronta il momento delicato, risale pian piano e rimette tutto on-serve nel sesto gioco. Break, servizio tenuto a zero, altro break e match chiuso. D’improvviso, per Charaeva è tutto svanito.
Ora, attende la vincente della sfida fra Sherif e Quevedo.
T. Zidansek b. [7] A. Bondar 7-6(5) (5)6-7 7-5
Match da oltre tre ore e mezza fra la sconfitta testa di serie numero 7 Anna Bondar e la slovena Tamara Zidansek.
Zidansek parete meglio: il break in avvio le permette di gestire la prima fase di match, dominando i propri turni di battuta e rischiando poco in quelli in risposta. Bondar, dopo l’iniziale passaggio a vuoto, non sembra voler mollare d’un centimetro: game dopo game, però, le palle break non arrivano. Almeno fino al decimo, fino al turno di battuta decisivo: al servizio per il set, Zidansek smarrisce quella lucidità che l’aveva contraddistinta fino a quel momento, regalandosi al controbreak a 15. Nel tiebreak, però, Bondar non riesce a incidere, nonostante l’inerzia a favore.
Dopo la pausa, il match sembra un altro: la battuta non è più cosi incisiva, chi al servizio non riesce a comandare il punteggio come nel parziale precedente. Dopo 3 break, questa volta è Bondar a vanificare l’opportunità di servire per il set. E, proprio già accaduto, chi spreca riesce comunque nell’impresa finale: Bondar conquista il set al tiebreak, rimettendo tutto in parità dopo quasi due ore e mezza di partita.
Il terzo set è il perfetto mix fra il primo e il secondo, un dolce epilogo che unisce le due trame dei suoi precedenti capitoli.
Nei primi sei giochi soltanto due palle break, fra turni dominati dalla giocatrice in battuta.
Dal settimo in poi, invece, è il caos a dominare: 5 break consecutivi, 12 palle break, 1 match point mancato da Zidansek sul 5-4 e quello concretizzato definitivamente in battuta per il 7-5.
A capire, si è capito poco. A vincere, questo è certo, è Tamara Zidansek.
C. Burel b. [8] E. Jacquemot 6-1 6-1
Il derby francese non comincia mai: Elsa Jacquemot non scende mai in campo, subendo un doppio breadstick in 60 minuti dall’attuale numero 630 del mondo Clara Burel.
Avvio rapido, 4 giochi consecutivi per Burel che, pur distraendosi un attimo concedendosi in un turno di battuta, chiude in 25 minuti con 3 break a favore e l’80% di punti vinti in risposta.
Secondo set specchio di quello precedente: mai un dubbio per Burel fino al 5 a 0, quando, al servizio per il match, manca 3 matchpoint e concede la battuta. Che sia l’inizio dell’epica rimonta? Ovviamente no, altro break e altro 6-1.
Sfida, adesso, alla vincente fra la testa di serie numero 3 Oliynykova e Pridankina.
[2] P Marcinko b. E. Avanesyan 7-6(3) 7-6(5)
Avensyan lotta fino alla fine, ma non basta: vince Marcinko dopo due ore e un quarto di partita, 7-6(3) 7-6(5).
Bastano poche parole a raccontare il primo parziale: dieci break in dodici game.
Poco conta chi ha servito per il set, la battuta non ha avuto alcuna valenza. Nove doppi falli totali, 39% di punti vinti al servizio per entrambe le giocatrici.
Conta chi ha vinto il punto decisivo, ed è Marcinko.
Nel secondo il gioco sembra diventare tennis: tre break nei primi quattro giochi, mandando avanti Marcinko. La giocatrice croata gestisce il vantaggio, offrendo poco e gestendo alla perfezione i propri turni di servizio. Almeno fino al turno di battuta decisivo, al momento in cui è chiamata a servire per il match.
Marcinko manca 3 match point, e subisce il contro break. Ancora tiebreak, e la croata ci arriva malissimo. L’emozione, però, non la travolge: vittoria 7 punti a 5.
Ai quarti di finale dovrà vedersela con Zidansek.
