ATP Kitzbuhel: Halys si regala il primo titolo a quasi trent’anni, Bublik abdica

Con 17 aces, Halys trionfa in Austria. E' il secondo francese a riuscirci nella storia del torneo. Da lunedì, Quentin tornerà alle soglie della Top 50

Di Danilo Gori
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Quentin Halys - Kitzbuhel 2026 (foto X @ATPTour_ES)

Q. Halys b. [1] A. Bublik 6-4 7-6(6)

A quasi trent’anni, li compirà il prossimo ventisei ottobre, Quentin Halys si regala il momento più alto della carriera. L’esperto francese trionfa al Generali Open di Kitzbuhel, superando la testa di serie n°1 e campione uscente Alexander Bublik per 6-4 7-6(6) in 1h34‘. E’ infatti il primo titolo ATP per il francese, alla sua seconda finale dopo il KO a Gstaad 2024 per mano di Berrettini, che si ripete ai danni del kazako dopo la recente affermazione svizzera.

Una prestazione sontuosa al servizio, quella del nuovo campione del 250 austriaco: autore di 17 aces con appena 5 punti persi sulla prima. Nel secondo set, dove il livello generale del match è salito, Sasha ha tentato anche di provocare il rivale per irretirlo. Bravissimo Quentin a non cadere nel tranello e completare la sua settimana perfetta, alzando il trofeo di Kitzbuhel senza aver perso set lungo il cammino (Djere, Vacherot, Navone, Hanfmann) nonostante abbia dovuto fronteggiare un set point nel tie-break. Diventa così il secondo francese a vincere il torneo dopo Pierre Dermon che sconfisse Roy Emerson nella finale del 1960.

Nel live ranking figura al 51° posto della classifica mondiale con un guadagno di 32 posizioni, dovrebbe così avvicinarsi al suo best raggiunto a giugno 2025 alla piazza n°46.

Primo set: dieci ace per Halys, che chiude al decimo game

Quattro ace, il primo dei quali con la seconda palla, aprono la finale di Halys; l’esordio alla battuta di Bublik non è così appariscente ma rimane comunque ben solido ed efficace. Il numero uno del seeding mette a segno un ottimo dritto dal centro verso sinistra e si incita, mostrandosi deciso a giocare per sé stesso e senza concessioni al di fuori del disegno tattico.

Halys però è gia in temperatura e risponde con ottima profondità, tagliuzzando le difese del rivale; Sascha risale con tenacia dallo 0-30 ma la battuta non gli offre punti facili e la vivacità da fondo campo del francese lo infastidisce, allungandogli un paio di conclusioni di rovescio oltre l’ultima riga del campo. Il kazako annulla due palle-break, più per errori di Halys che per altro, e difende il turno di corvée: dopo un quarto d’ora il francese guida per 3-2 e ha già otto ace al suo attivo.

Al di là del servizio-monstre, il dritto del francese funziona benissimo e in cross  costringe il kazako ad affidarsi al chop difensivo, non sempre impeccabile. Halys approda così al 4-3 avendo ceduto soltanto due punti alla battuta, mentre il conto degli assi completa per lui la prima decina.

Bublik ha però scoperto che la risposta slice bassa, soprattutto se indirizzata sul dritto del rivale, mette a disagio il rivale; i due punti strappati sulla sua battuta derivano proprio da questa soluzione. Il campione uscente ritenta la strada nel nono game e, complice qualche prima in meno del francese, il gioco inizialmente pare riuscire; qui Halys è bravo a rompere le righe cercando anche la rete per sventare le scelte dell’avversario.

C’è così il 5-4 per il transalpino, che prende coraggio e include la discesa a rete anche nel gioco successivo, portandosi a due punti dal set. Bublik rimedia parzialmente ma il dropshot oggi non gli funziona come in altre circostanze ed è più che altro un invito all’attacco per l’avversario. Halys manca un primo setpoint con una risposta lunga, ma il suo dritto ne conquista un altro e lo capitalizza.

Secondo Set: Bublik prova a sporcare il gioco, ma Halys è in giornata di grazia

Nel primo gioco della seconda frazione, al servizio, Halys è costretto ai vantaggi da una situazione di 40-0. Tuttavia, ancora una volta, Quentin riesce a difendere un turno di battuta senza concedere palle break. Dunque, ecco già una notizia portata in dote dal primissimo game del secondo set: per la prima volta nel match, Bublik si è arrampicato a quaranta in risposta.

Complice l’eccezionale prestazione finora fornita dal francese, in particolare dal lato del dritto, Sasha comprende come abbia bisogno di sporcare un po’ la partita attraverso i suoi tranelli psicologici. Perché il solo tennis, oggi, forse non basta per portare a casa l’incontro. In particolare, il kazako cerca di istillare dubbi nella psiche del francese mediante la messa in scena delle sue consuete gag con pubblico e raccattapalle. Così facendo, dopo aver salvato una pericolosissima palla break sul 2-1 avversario grazie ad un ottimo lob, i stratagemmi di Alexander ottengono il risultato sperato: quantomeno sino allo 0-30 con tanto di doppio fallo transalpino, poi però il n°83 ATP si desta dai torpori interni e risalendo la corrente mantiene la testa del set (3-2).

Il disorientamento causato dal peculiare modo di stare in campo di Bublik è già terminato. Halys, che comunque non ha mai smarrito la propria impassibilità esteriore, torna a dimostrare pienamente di meritare il titolo austriaco. In qualche modo, però, la testa di serie n°1 rimane abbarbicata alla sfida salvandosi ai vantaggi nei due successivi turni di servizio, cancellando pure un break point: il secondo del set. A differenza di quanto accaduto nel precedente parziale, il n°11 al mondo questa volta non inciampa sul 4-5 e ci regala un long set. Alla fine, tutto si decide al tie-break, dopo che Quentin è stato per due volte (30-30 e 40-40) a due punti dal successo nel dodicesimo game.

Allo scambio di mini-break iniziale segue grande equilibrio, unicamente spezzato sul 5-5: quando dapprima il francese frantuma il set point kazako con una accelerazione di diritto, per poi chiudere i giochi grazie al diciassettesimo ace e al conseguente tentativo di smorzata da parte di Bublik che termina in rete.

Ha collaborato Cipriano Colonna

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