Sinner allunga le vacanze, le vedette disertano ancora il Canada. Colpa dei Masters 1000 allungati?

Jannik Sinner non andrà a Montreal, ha prevalso il desiderio di una pausa più lunga. I tornei da 12 giorni sempre più in difficoltà

Di Vanni Gibertini
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Jannik Sinner - ATP Montreal 2024 (foto X @atptour)

Open del Canada ancora mutilato

Per il secondo anno consecutivo, il National Bank Open in versione maschile si trova a dover fare i conti con assenze pesanti nel suo tabellone: Sinner, Alcaraz e Djokovic non saranno della partita. Certo, l’idolo di casa Felix Auger-Aliassime sarà testa di serie n. 2, con Zverev ad aprire la lista del seeding, ma la mancanza del 25 volte campione Slam e dei due principali protagonisti del circuito (uno dei quali peraltro fuori da mesi per un grave infortunio al polso) si farà certamente sentire al botteghino.

L’Open del Canada maschile a Montreal è sempre stato un torneo con grande successo di pubblico, e questa del 2026 sarà la prima edizione a 12 giorni. Lo scorso anno a Toronto ci furono tante assenze, attribuite alla distanza di sole due settimane dalla finale di Wimbledon. L’edizione femminile si salvò nonostante l’assenza di Sabalenka grazie all’esplosione della 18enne canadese Mboko che sconfisse Osaka in finale, e all’ultima uscita agonistica di Eugenie Bouchard.

Furono oltre 287.000 gli spettatori a Montreal nelle quasi due settimane di gara, e la direttrice del torneo Valerie Tetreault aveva detto che sarebbe stata contenta di arrivare a 300.000 presenze per l’edizione ATP, anche se nel 2022 il torneo maschile fece quasi 240.000 spettatori in una singola settimana. Prima di incassare le assenze di Sinner, Alcaraz e Djokovic la soglia dei 300.000 era considerata “ambiziosa ma desiderabile.” Ora chissà…

Soldi vs giorni

Aveva anche detto che l’unica strada per l’aumento di montepremi e la parità di prize money tra uomini e donne (che da quest’anno in Canada sarà realtà) è quella di far funzionare il modello a 12 giorni, nonostante tutte le opinioni contrarie. “Deve essere un dialogo costante tra ATP, tornei e giocatori – aveva detto Tetreault a Ubitennis lo scorso dicembre – anche perché l’obiettivo è continuare a far crescere lo sport, portare più ricavi, aumentare i montepremi, e i giocatori vogliono più soldi. In questo senso il nuovo modello fa parte della soluzione.”

Però è ormai chiaro che l’ATP (o anche la WTA) non ha sufficiente leva sui Top players (che sono quelli che vendono biglietti) per costringerli a giocare quando non vogliono giocare, e il torneo canadese per due anni di fila non ha avuto ciò per cui paga. Forse qualcuno prima o poi si stancherà.

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