Astro nascente o abbaglio? A Palermo, Ibragimova lascia il segno: “Sono sulla strada giusta”

La giovane russa si racconta: “A 4 anni ho detto ai miei «Per favore, datemi solo la possibilità di giocare a tennis»

Di Pietro Sanò
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Ufficio Stampa PLO

Da Palermo, il nostro inviato

Ha un tennis brillante, dinamico e fluido. Poi ogni tanto s’incarta e si rimprovera con foga in lingua russa. Ma Alevtina ci mette subito in guardia in conferenza stampa: “Nessuna parolaccia, soltanto qualche parola per calmarmi”.

Di Ibragimova, si percepisce che è ancora una novellina del circuito maggiore, e lo testimonia il suo ingresso in sala stampa. Varca l’uscio della porta e cambia subito espressione, esclamando: “Perché ci sono tutte queste persone?”. Incredula, non si spiega il motivo per il quale così tanti giornalisti la stiano attendendo per saperne di più sulla sua storia, sul suo personaggio, ancora praticamente sconosciuto. 

Non impieghiamo poi così tanto ad inquadrarla. Non è la ragazza più loquace del mondo, ma mostra immediatamente grande professionalità e reitera il concetto di lavoro più e più volte. 

Si è presentata ai cancelli del Country Time Club dopo aver preso parte al WTA 250 di Iasi, in Romania. Qui ha sfiorato la vittoria più importante della sua giovane carriera, ritrovandosi a pochi passi dal traguardo contro la spagnola Paula Badosa: “Sì, ho avuto un’occasione – ci rivela -. Ero in vantaggio per 4-1. Era la prima volta che incontravo una giocatrice che ammiravo nella mia carriera da junior. Il suo tennis e il suo gioco di gambe mi hanno ispirata. Forse in quel momento semplicemente non credevo di poterlo fare e non avevo abbastanza esperienza. Forse lei lo ha percepito e mi ha messa sotto pressione”. 

Una chance, la prima della carriera, di battere una grande giocatrice. Ce ne saranno certamente altre. Il talento di Alevtina sembra già essere incanalato nella strada giusta; una forma mentis da atleta predisposta al sacrificio, intenta a smussare rapidamente gli angoli, e ritagliarsi quanto prima un posto tra le big della scena: “Devo solo migliorare un po’ ogni mese, continuare semplicemente a fare quello che faccio – ammette -. Perché penso che in questo momento io sia sulla strada giusta. Quindi devo solo andare avanti, non mollare mai e fare quello che mi dice la mia allenatrice”, ovvero Anastasia Myskina, vincitrice dell’edizione 1999 del Palermo Ladies Open.

La 21enne russa ha apprezzato molto il soggiorno nello splendido capoluogo siculo, dove ha raggiunto la prima semifinale in carriera nella categoria 125: “Mi sono piaciute molto le persone, i campi e la città di Palermo. Non ho avuto modo di visitarla, ma ci sono stata molti anni fa, quindi questo posto mi piace davvero molto. Mi è piaciuta molto anche la vista dall’hotel”. 

La sua avventura al Country Time Club si è conclusa a causa di una Jones ancora una volta inscalfibile, ma che ha comunque dovuto tirar fuori l’artiglieria pesante per frenare l’entusiasmo di Ibragimova, la quale, nel secondo parziale, è stata persino in vantaggio di un break: “Penso che anche Jones sia cresciuta e abbia iniziato a giocare meglio proprio in quel momento – commenta la russa -. Credo di aver commesso un piccolo errore e in quel momento lei ha giocato un po’ meglio, quindi si merita questa vittoria”.

La 21enne moscovita ci ha anche raccontato brevemente com’è sbocciato l’amore per il tennis, al quale ha dedicato l’intera vita, dividendo gli allenamenti tra la Capitale russa e Budapest: “Ho iniziato a giocare a tennis a 4 anni. È successo davvero per caso. Stavamo passeggiando sul campo con la mia famiglia e mi è piaciuto tantissimo questo sport. Ho chiesto ai miei genitori: «Per favore, datemi solo la possibilità di giocare a tennis» e da quel momento gioco a tennis. Quindi è stata tutta una mia idea, tutta una mia passione, tutta una mia ossessione”.

Alevtina ha inevitabilmente rubato la scena a molte in quel di Palermo, battendo – da sfavorita nel pronostico – l’esperta Zidansek e Clara Burel (ex n.42 del mondo). La stoffa sembra esserci, la mentalità – della quale ha tanto parlato anche Jones in conferenza stampa – pure. Ibragimova è ancora tanto imperfetta su vari aspetti tattici del gioco, ma la naturalezza dei suoi colpi è una base solidissima dalla quale partire. Nel contempo, ha ritoccato il suo best ranking, appropriandosi della casella n. 219.  

Talento pronto a esplodere o abbaglio? Il tempo darà le sue risposte.

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