PREMIUM ATP Montreal, Cobolli: “Sinner invidiabile per come prende le decisioni più difficili” [ESCLUSIVA]

Flavio Cobolli tranquillo prima del torneo di Montreal: "I momenti difficili non mi hanno tolto le mie sicurezze"

Di Vanni Gibertini
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Flavio Cobolli - Madrid 2026 (foto X @MutuaMadridOpen)

Dopo un’annata che lo ha catapultato nell’élite del tennis mondiale grazie soprattutto alla finale raggiunta al Roland Garros, Flavio Cobolli arriva al National Bank Open di Montreal da testa di serie n. 6 e con qualche ambizione di andare fino in fondo.

Ubitennis lo ha incontrato nella prima giornata del torneo tra un’intervista televisiva e l’altra.

Innanzitutto come stai?

FLAVIO COBOLLI: “Bene, bene.”

Siamo arrivati alla seconda metà della stagione. Nella prima metà della stagione ci sono stati, come del resto nei precedenti 12 mesi, tanti momenti che hanno cambiato il modo in cui vieni visto dal resto del mondo. C’è stata la vittoria di Amburgo l’anno scorso, poi la Coppa Davis alla fine dell’anno e poi la finale di Parigi. Tu come ti vedi invece rispetto a 12 mesi fa?

FLAVIO COBOLLI: “No, ovviamente so quello che è cambiato, so come è cambiato e so anche perché è cambiato. Ho fatto tanti risultati molto buoni, ho migliorato tante cose fuori dal campo, in campo abbiamo iniziato a lavorare in modo diverso per essere un giocatore migliore sempre, per riuscire a migliorare anche quando magari è difficile farlo e a darmi tempo quando è necessario. Sapevo che dopo la Coppa Davis ci sarebbe stato un momento in cui avrei avuto delle difficoltà, ma questo momento non mi ha tolto le mie sicurezze, non mi ha tolto la voglia di migliorarmi, la voglia di giocare in questo circuito, la voglia di giocare partite importanti e credo che questa sia la chiave per riuscire sempre a migliorarsi e riuscire sempre a rendere al meglio, soprattutto nei grandi tornei.”

Hai detto che fai fatica a giocare quando sei il favorito. Come si cambia questa cosa? Come si fa a cambiare?

FLAVIO COBOLLI: “Mah. Nel tennis si cambia tutto in un attimo, cambia tutto in una partita, in un momento. Ovviamente ho avuto delle difficoltà che sono evidenti, ma non devono rimanere nella mia testa, è una cosa che penso che vada cambiata, ma non credo che io ci debba dare tanto peso per come poi io mi sto allenando, quindi mi sto allenando bene, mi sto allenando tanto e questo è quello che serve per poi riuscire a combattere questa cosa.”

In Italia ha fatto chiaramente molto clamore la decisione di Jannik di non venire qui. La distanza che c’è tra Wimbledon e questi due tornei di 12 giorni, è sufficiente oppure c’è qualcosa da rivedere [nel calendario], secondo te?

FLAVIO COBOLLI: “Mah, io credo che Jannik tutte le decisioni che prende le prenda insieme a un team preparato, un team che vuole il suo bene e che sta facendo di tutto per farlo rendere al meglio. Credo che abbiamo da invidiare a Jannik tante cose, una di queste è la tranquillità con cui prende le decisioni più difficili. Credo che anche lui abbia delle persone dietro che lo guidano e lui credo che sia molto bravo a farsi guidare. Io ho mio padre che, diciamo, è quella figura di riferimento e anche io provo, sto provando, a farmi guidare da lui.”

Cobolli usufruirà di un bye al primo turno, come tutte le teste di serie. Esordirà al secondo turno contro il vincente del match tra il canadese Gabriel Diallo e un qualificato.

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