Non è un mistero che i campi duri siano il suo habitat naturale. Aryna Sabalenka sta smaltendo alla grande la delusione per l’uscita di scena a Wimbledon, battuta agli ottavi da Naomi Osaka, rifuggiandosi sulla superficie che più di tutte le ha regalato grandi soddisfazioni. Il Canada non è ancora presente nella mappa dei suoi successi, ma la caccia nella campagna di Toronto è aperta. La bielorussa liquida in due set Shuai Zhang e si presenta raggiante in conferenza stampa, sfoggiando la solita brillantezza dinanzi ai microfoni. Tanti i temi toccati, dalla vittoria di terzo turno con la cinese al percorso di avvicinamento all’US Open dove la nativa di Minsk è bis-campionessa in carica.
D. Hai accennato al fatto che il tema del tuo outfit all’US Open fosse ispirato al basket. Quanto basket guardi?
ARYNA SABALENKA: “Lo adoro. Ma quando guardo il basket mi piace sedermi a bordo campo. Rimango sempre colpita dai movimenti. Mi chiedo: «Ragazzi, ma come fate a farlo?». Mando sempre dei video al mio preparatore atletico dicendogli: «Credo che stiamo decisamente sbagliando qualcosa». Perché se questi ragazzi, con la loro stazza, riescono a muoversi in quel modo, allora io sto sicuramente sbagliando qualcosa (ride). No, è solo una battuta. Ma mi piace stare a bordo campo, perché così posso vedere i movimenti, le reazioni. Non so, mi sembra diverso.”
D. Parlando della tua partita di oggi, ovviamente Shuai è un’avversaria molto tosta da battere. Credo siano passati alcuni anni dall’ultima volta che hai giocato nel circuito. Quali sono stati i fattori chiave che ti hanno permesso di chiudere quella partita in due set?
ARYNA SABALENKA: “Sì, è una giocatrice impressionante. Il livello che mostra sempre in campo è altissimo, e migliora costantemente il suo gioco. Nel doppio è una vera forza della natura. Ho giocato molte partite contro di lei in doppio. È sempre una sfida impegnativa. Nel singolare sai che lei ci sarà. Ci proverà fino all’ultimo punto. Quindi, sì, è un’avversaria insidiosa. Direi che ha un’ottima precisione nel colpire la palla, e non è stato affatto facile affrontarla.”
D. Mi sembra che, in occasione di Wimbledon, Andrea Petkovic abbia sottolineato una statistica interessante, ovvero che, a partire da Roma 2025, chiunque ti abbia battuta prima della finale di un torneo abbia poi perso il turno successivo. Mi chiedevo se fossi a conoscenza di questo tipo di statistica, se avessi notato questa tendenza e se credessi che sia una coincidenza o…
ARYNA SABALENKA: “Penso che dovremmo presentare questa statistica alle giocatrici e chiedere loro: “Perché mai mi battereste se sapete che nel turno successivo succederà proprio questo?” (sorride). No, voglio dire, onestamente penso che sia una coincidenza. Non lo so, forse, sai, perché mi sembra che tutte le partite che ho perso di recente siano state tutte di tre set. Insomma, sono state partite molto impegnative, molto dure. A volte, se ti fanno giocare contro lo stesso avversario il giorno dopo, è difficile tirare fuori un tennis davvero eccezionale dopo aver giocato tre set contro di lui. Fisicamente mi sembra proprio difficile recuperare. Quindi penso che sia solo una questione di calendario. Non lo so. Insomma, ma è piuttosto impressionante. Dovremmo parlarne di più, giusto per mettere un po’ più di pressione sui giocatori (ride).”
D. A questo punto della tua carriera, quante partite ritieni di dover disputare per arrivare al massimo della forma in vista degli US Open?
ARYNA SABALENKA: “Non lo so. È sempre diverso. È questo il bello dello sport, perché non ci sono garanzie. È come se ogni volta fosse una storia diversa, completamente diversa. Di quante partite ho bisogno? Probabilmente quante più possibile. L’altra questione è che sto invecchiando, quindi probabilmente potrei giocare meno, proprio per arrivare agli US Open più fresca. Insomma, non lo so, è una bella domanda.”
D. Hai accennato al fatto di invecchiare. So che hai parlato del desiderio di mettere su famiglia prima o poi, e poi magari anche di tornare a giocare. Pensi che questo ti metta forse un po’ più di pressione quando affronti i tornei del Grande Slam, perché ovviamente vuoi raggiungere il massimo della forma proprio in quelle occasioni?
ARYNA SABALENKA: “Sì, no, per niente. Mi sembra che all’inizio della mia carriera fossi una che rifletteva troppo, quindi questo mi demoralizzava davvero e mi metteva molta pressione. Ma ultimamente non mi piace pensare troppo. Probabilmente è un altro problema che sto affrontando. Nessuna pressione in più. Mi sento solo più esperta, sì, dai, è proprio quello che sto dicendo. Ma mi sento solo più esperta e non mi sento ancora vecchia (ride).”
