WTA Toronto, Alexandrova: “La chiave è stata mettere pressione al servizio di Sabalenka”

Ekaterina Alexandrova analizza la propria stagione, parla del passaggio dall'erba alla sua superficie preferita e spiega qual è la parte complicata nell'affrontare la numero 1 del mondo Aryna Sabalenka: “Pensi di averla messa in difficoltà con un buon colpo e invece...”

Di Michelangelo Sottili
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Ekaterina Alexandrova – WTA Toronto 2026 (foto via Twitter @WTA)

Ekaterina Alexandrova ha messo a segno la quarta vittoria su nove sfide contro Aryna Sabalenka, numero 1 del mondo da 92 settimane consecutive e che manterrà la vetta anche dopo la conclusione del National Bank Open presented by Rogers anche se Elena Rybakina dovesse alzare il trofeo. Sicuramente un ottimo bilancio nei testa a testa con Sabalenka per Alexandrova, che dopo il successo ha spiegato di aver “cercato di giocare nel modo più aggressivo possibile, anche se questo mi costava molti errori non forzati”. L’importante era “non pensare che quella fosse la mia unica occasione o a cosa sarebbe successo dopo. Indipendentemente dal punteggio, cercavo semplicemente di fare sempre la stessa cosa”. Non che ci si aspettasse nulla di meno (o di più) da Ekaterina, che ha poche rivali in quanto a violenza dei colpi. Ecco cosa altro ha raccontato davanti ai media.

D. Puoi parlare della tua stagione 2026 e di quanto una vittoria come quella di stasera possa fare per la tua fiducia in vista del prosieguo, non solo di questo torneo, ma anche del resto della stagione?

EKATERINA ALEXANDROVA: Significa molto, perché quest’anno è stato piuttosto difficile per me. Soprattutto dopo la scorsa stagione, che era stata davvero positiva. Forse le aspettative che avevo dopo l’anno scorso non mi hanno aiutata. Ci sono state alcune difficoltà con l’attrezzatura, con la racchetta, e sono successe molte cose in campo, e questo non mi aiutava. In alcuni momenti ho fatto davvero fatica in campo. Una vittoria come questa aiuta tantissimo ad acquisire un po’ di fiducia nel fatto che stai facendo la cosa giusta.

D. So che hai parlato del fatto di voler semplicemente giocare il tuo tennis, essere aggressiva. C’erano degli aspetti che avevi notato nel suo gioco, delle vulnerabilità che cercavi attivamente di sfruttare come parte della strategia per questa partita?

EKATERINA ALEXANDROVA: Cercavo di essere più aggressiva in risposta perché, non lo so, per me il suo servizio sembrava una delle sue armi più importanti. Se fossi riuscita a creare un po’ di pressione in risposta, soprattutto sulla prima, questo avrebbe creato una certa tensione in campo e mi avrebbe aiutata ad avere qualche secondo in più, o forse meno, per rispondere più veloce, in modo che lei non avesse tanto tempo dopo il servizio. A volte funzionava davvero, ma ovviamente allo stesso modo mi costava molti errori. Però penso che mi abbia aiutato molto, perché sul mio servizio cercavo solo di mettere la palla in campo e iniziare il punto. Ma sul suo servizio cercavo di essere super aggressiva.

D. Quanto sei stata contenta di tornare sul cemento? Trovi che il passaggio dall’erba richieda un adattamento importante?

EKATERINA ALEXANDROVA: Io sono super contenta di questa parte dell’anno perché preferisco il cemento a qualsiasi altra superficie. A volte sull’erba è, in un certo senso, divertente, giocare e tutto il resto. Ma continuo a preferire il cemento.

D. Aryna Sabalenka è la numero 1 del mondo. Qual è la parte più difficile nell’affrontarla? Cosa la rende così difficile da affrontare?

EKATERINA ALEXANDROVA: Ogni aspetto del suo gioco è a un livello davvero molto alto. Servizio e una risposta incredibili. Può tirare colpi fantastici da entrambi i lati, giocare la smorzata e la volée. Insomma, può fare qualsiasi cosa. Devi essere preparata al fatto che non ci saranno punti facili o colpi facili. Quindi, per ogni punto che giochi, devi essere super concentrata e super preparata a qualsiasi cosa. Perché anche quando fai un buon colpo e ti aspetti qualcosa di più facile per te, giusto per chiudere il punto, magari con lei non è così, perché può giocare un colpo ancora migliore partendo dal tuo buon colpo. Penso che sia questa la difficoltà nell’affrontarla.

Inoltre, è brava anche a cambiare, per così dire, il timing e il ritmo. Perché oggi, per esempio, non percepivo un ritmo particolare. A volte era super veloce, a volte più lento, a volte c’era lo spin. È davvero difficile riadattarsi a questo tipo di gioco.

D. Cosa pensavi quando ha piazzato quell’ace sulla seconda di servizio sul tuo primo match point?

EKATERINA ALEXANDROVA: Ero tipo, ‘non può averlo fatto davvero’. Perché era un servizio incredibile per essere una seconda. Super carico, con tantissimo spin. Non aspettavo certo una palla facile da colpire, ma non che fosse così buono (ride). Niente che potessi fare, quindi mi sono concentrata pensando al punto successivo.

D. Hai detto prima che non è stata la tua stagione migliore. Arrivavi a Toronto con la convinzione che il tuo miglior tennis fosse in arrivo, oppure questa forma è arrivata in qualche modo più a sorpresa?

EKATERINA ALEXANDROVA: Non so se sia stata una sorpresa. Ero, in qualche modo, nel mezzo. Avevo giocato alcune buone partite nei tornei precedenti, ma ne avevo giocate anche alcune non così buone. Prima dell’inizio del torneo non avevo alcuna aspettativa. Penso di essere ancora, in qualche modo, a metà del percorso per trovare una forma davvero ottima.

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