Montreal forza 2000: ai quarti solo tennisti nati nel Nuovo Millennio per la prima volta. Senza Sinner e Alcaraz

È il primo Masters 1000 in cui tra i migliori otto ci sono solo giocatori nati dopo il 2000. Un traguardo raggiunto senza Sinner, Alcaraz, Musetti e Rune

Di lorenzocelenza
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Rafa Jodar - Madrid 2026 (foto X @MutuaMadridOpen)

Gli anni 2000 al potere: il record storico a Montreal

Questa edizione del torneo di Montreal potrebbe entrare direttamente nella storia. Anzi, togliamo il condizionale dalla frase e ricapitoliamo: il Canadian Open 2026 è già nella storia del tennis. I primi otto giocatori del torneo sono tutti nati dopo il 2000.

Partiamo dal più piccolo, Rafael Jodar, classe 2006, considerato come uno dei prospetti più grandi in circolazione, fino ad arrivare al “più grande”, Brandon Nakashima, nato nel 2001.

Nel mezzo, ci sono altri giocatori di grandissimo talento. Daniel Merida, classe 2004, che qualche settimana fa è riuscito a vincere il suo primo titolo ATP in Croazia, battendo in finale il bosniaco Damir Dzumhur. Learner Tien, 2005, giocatore di una grande intelligenza tattica e uno stile di gioco del tutto controcorrente grazie al suo fisico e al suo atteggiamento. Jakub Mensik, classe 2005, che non ha più bisogno di presentazioni: è vero, il tennista ceco pecca di continuità, ma il suo modo di giocare non ha sicuramente limiti e, quando sta bene, può mettere in difficoltà chiunque – non dimentichiamoci della semifinale Slam disputata al Roland Garros. Ben Shelton, classe 2002, che continua a migliorare torneo dopo torneo. Arthur Fils, 2004, un tennista temibile, specialmente quando è libero da lesioni ed infortuni; Luciano Darderi, classe 2002, nonché il giocatore con più quarti di finali disputati in questa stagione, più di Alexander Zverev e Jannik Sinner.

I nuovi “Gen Z” avvisano Sinner e Alcaraz

Il futuro è qui, ora, in Canada, nello specifico a Montreal. Questi magnifici otto giocatori hanno raggiunto i quarti di finale, senza che nel tabellone ci siano Sinner, Alcaraz, Rune e Musetti. Lo sappiamo, Jannik e Carlos sono una benedizione per questo sport. Negli ultimi anni si è parlato spesso di una mancanza di competizione nel circuito: l’azzurro e lo spagnolo si sono battagliati l’uno contro l’altro ogni Major stagionale, ma adesso la competizione sta crescendo e i nuovi talenti sono pronti a prendere il sopravvento. Il dominio esercitato negli ultimi anni dai due atleti si è fondato su una superiorità non solo tecnica e atletica, ma anche sulla capacità di gestire con estrema continuità i momenti decisivi dei tornei dello Slam e dei Masters 1000. La loro egemonia ha fatto sì che si creasse un fenomeno inverso: si sono ridotti gli spazi di inserimento per il resto della classifica.

Tuttavia, l’emergere di questo gruppo compatto di tennisti nati dopo il Duemila, capaci di occupare la fase finale di un torneo di grande livello come il National Bank Open presented by Rogers in assenza degli indiscussi protagonisti, dimostra che la competitività sta cambiando. La nuova generazione ha fatto un passo avanti e ha dimostrato di poter mettere in discussione il dominio di Sinner e Alcaraz. Tutto questo grazie ad un cambio e all’evoluzione del gioco, a un nuovo modo di interpretare lo sport, con personalità uniche.

Il tris perfetto: quando i quarti parlano la stessa età

C’è una curiosità però che rende questo torneo a Montreal speciale. È la prima volta nella storia dei Masters 1000 che il lotto dei migliori otto della competizione è composto esclusivamente da giocatori nati nel Nuovo Millennio.
Per gli altri decenni, quand’è che successo? Bisogna tornare indietro di cinque anni, a Indian Wells 2021, per trovare il tabellone dei quarti composto in maniera inedita solo da tennisti nati negli anni ’90. Invece, se vogliamo tornare ancora più indietro, c’è Cincinnati del 2005. In quella circostanza, quella fase del torneo si è formata solo da giocatori nati negli anni ’80. Non sappiamo come finirà questo torneo, ma una cosa è certa: rimarrà per sempre nella storia del tennis.

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