WTA Toronto, Rybakina: “Non penso al n. 1, devo rimanere concentrata solo su me stessa”

Elena Rybakina non vuol sentire parlare della vetta del ranking: "Ora voglio solo vedere miglioramenti nel mio gioco. Non mi interessano la classifica o i punti"

Di Beatrice Becattini
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Elena Rybakina - Indian Wells 2026 (foto X @BNPPARIBASOPEN)

Elena Rybakina non ha certo incantato nel suo match con Liudmila Samsonova. La russa ha buttato via una vittoria praticamente già incanalata dalla sua parte, con due break di vantaggio nel set decisivo. Tuttavia, l’incostanza e la tensione hanno fatto lo sgambetto alla giocatrice cresciuta in Italia, spianando la strada verso i quarti di finale alla numero 2 del mondo.

Ora la kazaka è davvero in lotta per strappare a Aryna Sabalenka la vetta del ranking. In caso di successo al WTA 1000 di Toronto, Rybakina si porterebbe a soli quattro punti di distacco dalla bielorussa, con la possibilità di scavalcarla già al termine dello swing americano.

In conferenza stampa, Elena si è soffermata proprio sull’eventualità di diventare numero 1 del mondo per la prima volta in carriera.

D: Con Sabalenka fuori dal torneo, se questa settimana vincessi il titolo a Toronto saresti a soli quattro punti da lei in classifica. Non sei mai stata numero 1 del mondo e ti stai avvicinando sempre di più a questo traguardo. È qualcosa che ti motiva maggiormente questa settimana oppure è qualcosa che hai in mente mentre giochi le tue partite qui?
ELENA RYBAKINA: “Cerco di non pensarci, perché devo ancora vincere molte partite. Durante la stagione sulla erba non ho giocato bene come avrei voluto, quindi per me la cosa più importante adesso è vedere dei miglioramenti.

Abbiamo lavorato duramente nelle ultime due settimane in vista dello swing americano. Per me, quindi, è importante semplicemente vedere dei progressi. Penso che in questo torneo alcune cose stiano funzionando, ma non sono ancora al mio meglio. Cerco di non pensare alla classifica, ai punti, e di affrontare una partita alla volta, per vedere fin dove riesco ad arrivare”

D: Sembravi molto carica verso la fine della partita e hai anche gridato un “Come on” piuttosto forte. Puoi spiegare quanto sia importante per te, in particolare, questa vittoria per acquisire fiducia in vista dell’avvicinarsi degli US Open?
ELENA RYBAKINA: “È importante perché con Lyuda (Samsonova, ndr) sono sempre partite difficili. Nelle ultime partite ho perso lottando e non stavo giocando al meglio. Sento che oggi sono riuscita a rimanere positiva e ho fatto tutto quello che potevo, quindi sono contenta che abbia funzionato. Sicuramente partite come questa ti danno fiducia”

D: Parlando della partita, so che è stata difficile e a tratti anche un po’ frustrante. Quali aspetti del tuo gioco ti hanno fatto innervosire e come sei riuscita a superare le difficoltà nel momento decisivo, nella fase finale della partita?
ELENA RYBAKINA: “Direi che la frustrazione c’è stata soprattutto all’inizio della partita. Il servizio non funzionava e mi sembrava di commettere troppi errori. Il primo set è stato piuttosto difficile. Poi, nel secondo set, ho avuto alcune opportunità, ma stavo ancora inseguendo, non ero io a condurre, quindi è stato difficile.

Penso che la cosa di cui sono più orgogliosa sia il fatto che, anche quando ero sotto 3-0 nel terzo set, sono riuscita a vincere. Nei primi game sono stata un po’ sfortunata, perché ci sono stati alcuni nastri e la palla non è andata dalla mia parte. Però poi sapevo che, se avessi continuato a lottare, avrei potuto provare a ribaltare la situazione, quindi sono contenta che sia successo”

D: Hai detto che ci stai arrivando, ma che il tuo gioco non è ancora esattamente al livello che vorresti. Ci sono aspetti specifici sui quali pensi di dover ancora migliorare, oltre al servizio?
ELENA RYBAKINA: “Sento che in realtà la risposta sta migliorando, ma ci sono ancora dei momenti in cui calo un po’. Penso che per me la cosa più importante adesso sia individuare questi momenti chiave e giocare in maniera più aggressiva, cercando di sfruttare subito le opportunità e di non concedere troppe occasioni. Perché poi inizio a inseguire e, ovviamente, diventa più difficile anche dal punto di vista mentale. Quindi devo solo cercare di individuare tutte queste opportunità e sfruttarle il prima possibile”

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