Taylor Fritz si presenta al Cincinnati Open dopo la prematura sconfitta a Montreal per mano dell’argentino Tirante. Il californiano era reduce dal titolo di Washington in finale con Jodar, ma dopo il torneo vinto si è sentito come svuotato fisicamente, “il mio corpo ne ha risentito, e subito dopo il torneo si è come schiantato contro un muro”. Adesso il n.1 americano è pronto a scendere in campo a Cincinnati, conscio dell’assenza dei primo due giocatori del mondo, cosa, che a suo avviso, rende il tabellone più aperto nelle battute finali.
D. Mi chiedevo se avessi avuto modo di vedere il documentario di Rafa su Netflix?
FRITZ: “E’ nella mia lista. Ho guardato la prima metà del primo episodio, ma ogni volta che apro Netflix e lo vedo e penso che devo trovare il tempo di guardarlo”
D. Uno dei temi, come probabilmente sai, è che lui parlava sempre di abbracciare la sofferenza e i problemi fisici che affrontava, e imparare a superarli. Mi ha fatto pensare a te e a come tu convivi con il tuo dolore al ginocchio, di come sai che farà male quando ti sforzi, sapendo che fa parte del gioco. Mi chiedevo se senti vicino a te questa idea di abbracciare il dolore.
FRITZ: “Se sai che non peggiorerai la situazione e che non danneggerai la tua carriera facendolo, ti dici “sì, perché no?”, quindi cerchi solo di superarlo, facendo del tuo meglio. Io odio arrendermi e mollare, ma la cosa più intelligente a volte, quando ti capita di infortunarti, è fermarsi. Solo che io lo vedo come una resa”
D. Fa parte della prognosi il metterti al corrente del dolore che proverai e di quello con cui dovrai convivere?
FRITZ: “All’inizio dell’anno a volte mi sento peggio con il ginocchio, ma non vuol dire per forza che stia peggiorando. Se riesco a giocarci sopra cerco di farlo, perché se non c’è motivo di ritirarsi provo ad andare avanti”
D. So che tu vuoi vincere tutte le partite, ma se vogliamo trovare un lato positivo nella tua ultima sconfitta, perdere presto a Montreal è stata una benedizione dopo l’intensa settimana a Washington?
FRITZ: “Sì assolutamente. Diciamo che ero in un buon momento per giocare bene anche in Canada, e volevo farlo. Ma dopo il primo set con Tirante avrei dovuto stringergli la mano e chiuderla lì. Il mio corpo non era a posto, ed è stata dura giocare la settimana a Washington e poi subito giocare il giorno dopo. Infatti il mio corpo ne ha risentito, e subito dopo il torneo si è come schiantato contro un muro”
D. Ne ha parlato anche Zverev prima, sostenendo che con i tempi stratti tra Montreal, Cincinnati e lo US Open, i grandi giocatori debbano dare priorità o al Canada o a Cincinnati. Tu sei dello stesso avviso?
FRITZ: “Non se davvero qualcuno stia dando priorità ad uno rispetto all’altro. Ma suppongo che chi abbia saltato il Canada stia focalizzato su Cincinnati. Però è molto difficile affrontare un torneo lungo e poi passare subito all’altro facendo strada anche lì. Penso che fosse più facile un tempo, quando era spalmato su una-due settimane, adesso invece sono tre settimane senza sosta, e se giochi anche a Washington diventano quattro. Comunque, con la settimana di riposo tra Cincinnati e lo US Open, penso che tutti saranno pronti per lo Slam.
D. Questo è il secondo torneo consecutivo senza Jannik e Carlos. Voi siete abituati a giocare contro di loro, ma pensi che questa sia una opportunità speciale, con questo tabellone aperto?
FRITZ: “Forse una volta raggiunti le fasi finali del torneo, ma non è una cosa a cui penserò almeno fino ai quarti di finale, perché è lì che noterai la loro assenza. Quindi sì, è una opportunità, ma che si presenta solo alla fine del torneo”
D. Per i giocatori fa differenza non avere i primi due tennisti al mondo in tabellone? Come cambia la percezione con la presenza di Jannik e Carlos qui, considerando quello che hanno fatto negli ultimi due anni di Tour nei grandi tornei?
FRITZ: “Penso che i giocatori subito dietro in classifica sentano più pressione per vincere un titolo o cogliere l’occasione. Ma come detto in precedenza, io non me ne accorgo finché non arrivo in fondo nel torneo”
D. Parlando di reputazioni, Indian Wells è sempre stato votato come il torneo preferito dai giocatori. Ora che anche Cincinnati ha avuto i suoi elogi, come compareresti i due tornei dal vostro punto di vista?
FRITZ: “Sì, per me è difficile perché sarò sempre di parte con Indian Wells, ma penso che le strutture qui siano valide, quanto quelle di alcuni Slam. Quello che hanno fatto qui è incredibile, è bello vedere come abbiano investito molto nel tennis e nei giocatori”
