ATP Cincinnati: fuori Rublev e Medvedev, che spreca tre matchpoint consecutivi. Bene Fritz

Daniil Medvedev sciupa l’occasione e cede a Brandon Nakashima, che ora sfida Nuno Borges. Out da Cincinnati anche Andrey Rublev

Di Danilo Gori
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Andrey Rublev - ATP Cincinnati 2026 (@ Cincinnati Open, credit: Luke Schlaife)

Tre sedicesimi di finale al Cincinnati Open e due teste di serie che prendono commiato: Andrey Rublev cede abbastanza nettamente a Borges, mentre Medvedev parte piano per poi prendersi il primo set al fotofinish dopo aver annullato quattro setpoint. Nel secondo gioca meglio del rivale ma manca la triplice occasione sullo 0-40 del decimo gioco, e da lì in poi Nakashima cresce fino a dominare il set decisivo. Fritz elimina Merida.

[6] T. Fritz b. D. Merida Aguilar 6-3 6-4

L’americano ha problemi con la prima battuta, che non centra il quadrilatero spesso quando lui vorrebbe, rimanendo poco oltre il 50%, ma in tutto il primo parziale deve difendere solo una palla-break; il giovane Merida manda il servizio con continuità decisamente maggiore, intorno all’80%, ma non sempre si fa trovare pronto in uscita dal movimento. Il numero 40 del computer cerca spesso per primo la soluzione vincente o la presa di possesso del campo, palesando però scarsa pazienza se il palleggio si prolunga.

Fritz toglie il servizio al ventunenne iberico sul 3-2 e ne sa gestire l’atteggiamento aggressivo tenendo lo scambio e agevolandone gli errori: Merida chiude il parziale con sette colpi vincenti ma anche 14 errori non forzati e con la necessità di contenere maggiormente i tentativi di disturbarlo già in risposta.

Lo spagnolo manca una palla-break nel secondo game del secondo set ma in quello successivo si viene a trovare nel pantano dello 0-40: con coraggio e anche un pochino di follia spinge non appena può e pesca due colpi vincenti da fondocampo davvero pregevoli, che lo aiutano a togliersi dai guai e a sedersi sul 2-1 in proprio vantaggio.

Lo spettro dello 0-40 si manifesta nuovamente due game più in là, e del resto Merida seguita a non coprirsi a sufficienza con la battuta e a non essere sicuro con i colpi di rimbalzo; gli errori sulla misura questa volta sono più numerosi dei miracoli e causano il break.

Merida dispone di soluzioni strepitose, sulle quali però non esercita sempre il controllo necessario per impensierire veramente un giocatore esperto e forte come il texano finalista a New York e a Torino 2024, cui tra l’altro il servizio principale sta funzionando decisamente meglio che non nella frazione iniziale. Lo spagnolo cede al decimo game senza più avvicinarsi al contro-break e dopo aver commesso ben 25 errori gratuiti, di cui 17 con il rovescio. L’avversario di Fritz negli ottavi sarà il qualificato Christopher O’Connell, favorito dalla rinuncia di Fonseca.

N. Borges b. [13] A. Rublev 6-3 6-4

Il portoghese inizia mostrandosi più Rublev dell’originale, ovvero mulinando il dritto con violenza e precisione superiore al russo, che si trova a forzare il colpo con meno tempo a disposizione e commette qualche errore di troppo rispetto alla norma. Borges sale fino al 4-0 lasciando altrettanti punti all’atleta russo, che comincia a dare segni di avvilimento.

Rublev recupera un break e prende coraggio, ma solo durante il nono game riesce davvero a farsi valere in risposta; il moscovita rimedia a un 40-0 che vale tre setpoint per il lusitano e si procura anche la palla per il ritorno in equilibrio in termini di break, ma non ha fortuna e finisce per cedere la frazione alla quinta occasione. Borges serve meglio, mette a segno più colpi vincenti (8 a 5) e commette meno errori (10 a 12).

Il secondo parziale si apre con il portoghese a un filo dal break, Rublev però ora mette in campo un numero maggiore di prime palle e nel quarto gioco va anch’esso a palla-break. Andrey non riesce a convertirla e sul 2-2 ha l’unico momento di noncuranza mentre è al servizio, e Borges ne fa tesoro conquistando il break che si rivelerà decisivo.

Il moscovita infatti non riesce più a impensierire il rivale in ribattuta e cede al decimo game. Per Borges è la prima vittoria in carriera contro Rublev, giunta dopo cinque sconfitte e un solo set vinto, lo scorso aprile a Montecarlo: 6-4 1-6 6-1. L’avversario del ragazzo portoghese al quarto turno sarà Brandon Nakashima.

[27] B. Nakashima b. [4] D. Medvedev 6-7(3) 7-6(4) 6-1

Primo e secondo set: un tie-break per parte, Medvedev manca tre matchpoint consecutivi

I battitori iniziano subito con decisione e il ritmo degli scambi è immediatamente alto; Medvedev fatica più di quanto non faccia il suo avversario e paga con alcuni errori di troppo, ma serve ottimamente, al di là di un doppio errore al primo tentativo, non perdendo contatto con l’americano; dal canto suo Nakashima governa più spesso il palleggio e si siede dopo cinque giochi sul 3-2 in proprio favore.

Daniil inizia con un doppio fallo anche il sesto game e Nakashima si conferma capace di sfruttare ogni centimetro del campo, premendo sul lato sinistro delle difese del russo e portandosi sullo 0-40. Brandon centra il bersaglio al terzo tentativo e fugge sul 5-2 mettendo agli atti un 13 su 13 sin lì con la battuta di partenza e una palla corta di rovescio a una mano e susseguente pallonetto, sempre con il revers, perfettamente alle spalle del moscovita.

Nakashima diverte anche a rete e comanda a proprio piacimento sulla diagonale del dritto, senza contare un paio di discese a rete felicissime, ma Medvedev resiste e, dopo aver annullato quattro palle-set, coglie il conto-break. Il numero 4 del tabellone si merita il tie-break, considerando che il drive di Nakashima perde di profondità e l’americano dai tratti nipponici si irrigidisce, faticando a spostare il rivale come all’inizio del match.

Medvedev finisce così per dominare il game numero 13, cucendo un lob bellissimo e mandando anche due servizi vincenti, episodi che ci rammentano di come Nakashima non trovi più punti facili con il servizio da parecchi minuti.

Scambi durissimi e spettacolari anche all’inizio del secondo set: Medvedev detta legge sulla diagonale dei rovesci e Nakashima non trova variazioni utili con lo slice. Lo statunitense tiene il primo turno di battuta cavandosela, ed era tempo, con un servizio vincente, ma il suo dritto stenta a coniugare chilometri/ora e precisione come nel pieno della prima ora di gioco, e Daniil sale sul 3-2 con un drive lungolinea straordinario.

Di fronte a un Medvedev in crescita Brandon prova a movimentare intelligentemente lo scambio e accorcia con il dropshot, tentando di nuovo la strada della rete, di nuovo con apprezzabili risultati; con un serve and volley di dritto consegue il 4-4, mentre Medvedev, sempre più lucido e penetrante nei colpi, sale 5-4 dopo un game bianco.

Nel decimo game l’azzardo di Nakashima par mostrare la corda e la volée sbagliata sullo 0-15 è il preludio ai tre matchpoint dello 0-40; l’americano però non demorde e si salva in extremis. I duellanti giungono al 6-6 e durante il secondo tie-break il livello del tennis sale improvvisamente: al rovescio lungolinea di Medvedev del 2-1 fa seguito il dritto in cross di Nakashima, al termine di uno scambio senza respiro. Sul 4-4 ancora l’americano centra la risposta di dritto assassina e sull’abbrivio si prende il set: tutto in equilibrio dopo due ore e nove minuti.

Terzo set: Medvedev crolla d’improvviso e cede 6-1

Toilet break per Medvedev, che al rientro sembra aver ceduto parte della verve con cui aveva preso il predominio dello scambio: Nakashima guadagna efficacia con il servizio e torna a osare con il cross di dritto, mentre le corse verso il net sono lucide e redditizie. A Daniil si inceppa la prima palla, ma il kick del servizio di riparazione non fa sorridere Nakashima (che peraltro non sorride mai); l’americano prova la sortita direttamente sulla risposta e si procura improvvisamente una palla-break, che trasforma sempre con l’aggressività della ribattuta.

L’appannamento iniziale di Medvedev si conferma e il match perde l’assoluto equilibrio che lo ha caratterizzato, con lo statunitense che fugge velocemente sul 4-1 con un game di soli quattro scambi. Medvedev ha una reazione d’orgoglio e risale da 0-40 nel sesto gioco, ma ormai il suo rivale corre con le ali ai piedi e sforacchia le difese del russo, che si arrende alla quinta palla-game. E’ il 5-1, il 6-1 arriva poco dopo, Nakashima alza il braccio in segno di esultanza, guardandosi bene dal sorridere; “So calm and composed” dice di lui l’intervistatrice sul court; ora c’è l’ottavo di finale con Borges.

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