[21] A. Fils b. [7] F. Cobolli 6-3 6-4
Una volta terminato il primo set in favore di Arthur Fils, è stato quasi naturale credere in una plausibile ennesima rimonta della settimana di Flavio Cobolli. Ma purtroppo, in questo sabato di fine agosto, vi raccontiamo un epilogo differente. Il tennista capitolino si è arreso in poco più di un’ora – 67 minuti, per esser scrupolosi – ad uno straripante Fils, a tratti davvero incontenibile. Se l’alba del match ha fatto sperare in una lunga lotta ad armi pari, con l’andare della sfida, il francese è cresciuto a dismisura, facendo la differenza per velocità e precisione. Parlano i numeri: ben 16 vincenti per il classe ‘2004 di Bandoufle; uno soltanto per Flavio, che non è quasi mai riuscito ad imporre il suo meraviglioso dritto come accaduto nei giorni precedenti, mietendo vittime per le vie di Cincinnati. Oltre al solo vincente collezionato, sono diversi gli errori – specialmente col rovescio – commessi in momenti cruciali dell’incontro, ed aver ceduto immediatamente il servizio in apertura di secondo parziale. – dopo il difficile epilogo del precedente – è stato un invito a nozze per Fils, che da quel momento ha cambiato marcia, senza più guardarsi indietro. Il ventiduenne transalpino conquista meritatamente l’accesso alla sua primissima finale Masters in carriera (la terza del 2026 a livello Tour), dove sfiderà uno tra Frances Tiafoe e Brandon Nakashima.
Primo Set: Cobolli poco cinico. Fils mette in cassaforte il 1° parziale
Incomincia con significativo ritardo l’attesissimo incontro di semifinale tra Cobolli e Fils, che una volta entrati in campo per il warm up sono stati ricacciati negli spogliatoi per via dei fulmini presenti nel cielo di Cincinnati. Poco meno di un’ora dopo, il meteo dell’Ohio ha consentito il regolare inizio del testa e testa.
Una breve fase di studio tra i due, qualche errorino di troppo, specialmente sul lato transalpino. All’alba di questo pirotecnico vis a vis, Fils è il più rigido dei due, e lo dimostra coi diversi doppi falli commessi nei primi giochi. Il terzo game, infatti, si rivela deleterio per il nativo di Bandoufle. Mentre Cobolli lascia andare armoniosamente i suoi colpi, il rivale è impreciso, e trema persino sulla palle break, dove si consegna con un sanguinoso doppio fallo. Flavio, suo malgrado, impiega un battibaleno a restituire il favore al collega classe 2004. Il colpo in uscita dal servizio è sempre errato o fuori misura, e con quattro gratuiti commessi, l’azzurro ripristina celermente la parità sul centrale di Cincinnati. Nonostante una pessima gestione del vantaggio, il tennista capitolino è bravo a cancellare il terrificante turno di servizio precedente, e si rimbocca le maniche per restare lucido e guadagnare un’altra chance. Il nuovo numero 6 del mondo (o almeno, lo sarà da lunedì) prova ad utilizzare il meno possibile il latente rovescio, col quale sta fortemente pagando dazio contro Fils, spostandosi – quando possibile – sempre più sul lato del dritto. Arthur s’aggroviglia col suo bimane, pescando la rete, ed ecco un’altra palla break. Qui Flavio si lascia ingolosire sin troppo dalla sua arma migliore, ma il famigerato inside-out di dritto, questa volta non sfonda. Fils sventa il pericolo, e guida nel punteggio (senza break) il primo parziale dell’incontro, sin quando, nell’ottavo gioco, riesce a mettere alle corde un Flavio ancora vistosamente in difficoltà sul lato sinistro. Il talento francese ricama alla perfezione da fondo campo con accelerazioni potenti e precise, il primo parziale è suo (6-3).
Secondo Set: cambio ritmo per Fils, che appieda un pallido Cobolli
Cobolli porta con sé gli strascichi di un finale di primo set sottotono. In apertura del secondo parziale, Flavio manifesta una mancanza di idee e qualche difficoltà nell’esecuzione dei colpi, complice un Fils ispirato e in fiducia. La risposta di dritto del tennista transalpino è più che insidiosa, carica di top spin ed anche piuttosto vicina alle righe. La postura dell’azzurra, al contrario, è tutt’altro che perfetta, e il numero degli errori aumenta considerevolmente. Dinamica identica negli ultimi due punti del primo gioco; dritto carichissimo di Fils che punta il rovescio di Flavio. Ecco il terzo break strappato del francese, che trova un flow devastante, impedendo al capitolino d’imbastire una controffensiva. Pilota automatico impostato per Arthur, quest’oggi spaziale in ogni area del rettangolo di gioco. Gli slice di Flavio non sono edificanti, e soprattuto non sembrano sortire l’effetto ottenuto nei match precedenti.
Il rivale – a differenza degli avversari incontrati da Cobolli lungo l’avventura in Ohio – gira attorno alla morbida pallina interlocutoria dell’azzurro, e picchia come un fabbro col mortifero dritto, raccogliendo una sfilza di vincenti. Anche al servizio, Fils appare ingiocabile. Le incertezze mostrate in battuta del primo parziale sono oramai svanite, e Arthur piazza ace su ace, mandando ai matti Cobolli. Sul finale di partita, il finalista del Roland Garros tenta di minimizzare gli errori attendendo l’errore dell’avversario, ma è una tattica conservativa che non paga affatto. I colpi di Flavio restano cortissimi. Pane per i denti di Fils, che stacca il pass per la sua primissima finale 1000 con lo score di 6-3 6-4.
