ATP Cincinnati, Fils si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “Facile criticare: chi parla adesso?”

Arthur Fils è diventato il più giovane francese a vincere un Masters 1000, il primo da Tsonga nel 2014: "Per qualcuno sembrava che non sapessi più giocare a tennis"

Di Matteo Beltrami
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Arthur Fils - Cincinnati Open 2026 (Photo by Jared Wickerham/Wick Photography for Cincinnati Open)

Arthur Fils ha appena conquistato il trofeo più importante della sua carriera nel Masters 1000 di Cincinnati, battendo in finale il padrone di casa Frances Tiafoe. Un torneo vissuto da outsider, lontano dai riflettori, ma che gli ha permesso di diventare il quinto francese a vincere un Masters 1000 nella storia – il secondo nell’albo d’oro a Cincinnati dopo Guy Forget nel 1991 – e il primo a trionfare da Jo-Wilfried Tsonga nel 2014. Un grande salto di qualità per Fils, non solo in termini di prospettive per il futuro, ma anche di classifica, che adesso lo vede occupare l’undicesima piazza del ranking ATP.

In conferenza stampa, come riportato da “L’Equipe”, il più giovane francese a trionfare in questa categoria di tornei, ha provato a condensare i suoi pensieri e le prospettive per il futuro, partendo da quel messaggio lasciato sulla telecamera dopo la vittoria: “Chi parlerà adesso?“. Un messaggio rivolto a tutti quelli che hanno messo in dubbio il suo valore. “Quando le cose si fanno difficili, mi dico che non ho scelta. Quello che faccio, lo faccio per me, per la mia squadra, ma anche per dimostrare loro che si sbagliano. È così facile criticare. Quando non ho giocato il Roland Garros o quando ho perso al primo turno a Washington, secondo alcuni era come se non sapessi più giocare a tennis”.

Dopo aver vinto tornei 250 e 500, è arrivato il primo titolo 1000, ma guai a parlare di punto di arrivo: “Ho sempre detto alla mia squadra che mi piacerebbe vincere tornei in tutte le categorie. Oltre ai tornei del Grande Slam, non ho mai vinto un Futures. Ho sempre detto alla mia squadra che questa cosa mi dispiaceva un po’. Più seriamente, cercherò di lavorare ancora più duramente per provare a conquistare titoli più importanti, se ne avrò la possibilità. E so che non sarà facile. E spero proprio che questo non sia l’unico Masters 1000 che vincerò“.

La mente torna subito al grave infortunio di un anno e mezzo fa, quella frattura da stress alla schiena che ne ha pregiudicato il rendimento nel circuito. “Grazie a quell’infortunio ho capito parecchie cose. È certo che mi ha fatto molto, molto male. Ma tutte le persone a me vicine mi hanno incoraggiato a tornare più forte, ad affrontare le partite in modo un po’ diverso. Cercare di essere più riflessivo, fare le scelte giuste, fare dei sacrifici. Non giocare più come un bambino, in pratica. E ora si vede che questo lavoro sta dando i suoi frutti. Ma è solo l’inizio. Questo titolo non è un fine in sé, ma non è niente male”.

Fils è stato costretto a rimanere lontano dal circuito per otto mesi, prima di un’ulteriore assenza di due mesi. Anche questa stagione il suo fisico lo ha frenato in diverse occasioni, in particolare nel periodo del Roland Garros. “L’anno scorso è stato difficile. Anche quest’anno non è stato facile, con il Roland Garros e alcuni infortuni che mi hanno tenuto lontano dal campo“.

Questi periodi lontano dalle competizioni hanno però rafforzato il suo desiderio di tornare a vivere momenti come questo. “Quando ti infortuni, pensi semplicemente a tornare e a vivere momenti del genere. Fa davvero bene avere un trofeo accanto a me, soprattutto un Masters 1000. Non ne avevo mai vinto uno prima. È per questo che gioco a tennis“.

Tornado a Cincinnati, il francese ha ammesso di non aver necessariamente espresso il miglior tennis della sua carriera per tutta la settimana. In compenso, la sua capacità di trovare soluzioni è migliorata: “Mi hanno detto che forse non avevo giocato il miglior tennis della mia vita, ma erano molto contenti delle mie reazioni in campo e del fatto che fossi stato un po’ più maturo in alcuni momenti”.

Adesso però è il momento di alzare l’asticella, perché la posta in palio aumenta, e Fils vuole dimostrare di potersi sedere al tavolo dei più grandi, quello di Sinner, Alcaraz e Zverev. “So che non è affatto facile. Devo lavorare tanto, tanto, tanto per riuscirci. Ma penso che avere già uno di questi trofei alla mia età sia qualcosa di molto positivo.”

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