Mariano Navone è uno dei protagonisti indiscussi del day 1 dello US Open 2026. Dopo una battaglia di 4h36′, il n. 49 ha battuto Novak Djokovic in 7-6⁵ 5-7 4-6 6-2 6-1 centrando un’impresa che non riusciva da 20 anni a qualsiasi tennista sulla faccia della terra. L’ultimo ad estromettere Nole dal primo turno di uno Slam, infatti, era stato Paul Herbert Goldstein all’Australian Open 2006. Il 25enne di Nueve de Julio, che adesso attende uno tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka, ha rilasciato alcune dichiarazioni in conferenza stampa al termine del match.
D: Potresti dirci cosa ne pensi della tua prestazione?
Mariano Navone: “È difficile riflettere sulla partita, ormai è troppo tardi. È stata una partita difficile, una vera battaglia. Gocare contro Novak per la prima volta sul palcoscenico più importante che il mondo del tennis abbia al momento è pazzesco. Non ha mai perso, cioè… per 20 anni non ha mai perso al primo turno, è pazzesco. Dal punto di vista mentale, penso che sia stata la migliore partita. Ero sotto 1-2 e poi ho perso il servizio anche nel quarto. Da lì in poi il mio gioco è migliorato, ma nel quinto set è stata dura anche per i miei colpi, perché lui era in difficoltà a causa di un infortunio. Ho capito che non si sentiva molto bene. È difficile giocare contro di lui in queste condizioni, perché sai di avere molte possibilità di batterlo“.
D: Pensi che questo sia il momento più importante della tua carriera?
Mariano Navone: “Non avevo mai giocato all’Arthur Ashe e non avevo mai affrontato Novak. È la prima volta che vinco una partita al quinto set. Prima di allora credo di aver perso quattro match. Questo momento lo ricorderemo a lungo. Battere Novak al primo turno di un Grande Slam… Insomma, non so ancora se sarò uno degli ultimi, ma è qualcosa di importante per me e per lo sviluppo del mio gioco. Le probabilità erano minime. Non so cos’altro dire, perché Novak è il GOAT di questo sport. L’ho battuto agli US Open, sull’Arthur Ashe, in una sessione serale. È sicuramente uno dei momenti più belli che ho vissuto nel tennis”.
D: Quando eri piccolo, hai mai pensato di giocare contro Novak, Roger o Rafa? E in quei sogni hai mai immaginato di batterli?
Mariano Navone: “Sono andato molto vicino a battere Rafa a Bastad nel 2024. Ho perso al terzo set in una partita durata quattro ore, quindi è stata una sfida davvero impegnativa per me. In quel momento ero per la prima volta intorno al 30° posto nel ranking. Mi sono alzato tantissime volte prestissimo per vedere Novak in Australia, per vedere Novak al Roland Garros, per vedere Novak agli US Open, e poi andavo a scuola in ritardo. Mia madre dice che mi odia per questo, ma per me significa molto. Forse è un sogno che si avvera, ma è stato un piacere”.
D: Puoi dirci quando hai notato per la prima volta che forse stava faticando un po’ fisicamente? E qual è stata la tua strategia vista la sua condizione non al 100%?
Mariano Navone: “Dovevo concentrarmi sul momento, sul mio gioco e sulle cose importanti dal mio punto di vista. Non potevo guardare Novak in continuazione. È difficile sentirsi bene dopo quattro ore e mezza, questo è certo. Nel quinto set l’ho visto un po’ insicuro. Anche nel primo set ha avuto qualche momento di stanchezza, ma stiamo parlando di Novak. È il GOAT. Trova sempre la chiave per battere chiunque. Penso che la cosa migliore che ho fatto sia stata concentrarmi su me stesso, sul mio allenatore, e pensare ogni volta alla strategia da adottare in base a ciò che dovevo fare”.
