US Open, Bellucci: “Fritz ha fatto tutto meglio di me”

L'analisi di Mattia Bellucci dopo la dura sconfitta contro Taylor Fritz: "Non ho gestito al meglio la partita"

Di Vanni Gibertini
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Mattia Bellucci - Montreal 2026 (foto Ubitennis)

Una brutta scoppola quella presa da Mattia Bellucci contro Taylor Fritz sull’Arthur Ashe di Flushing Meadows.

“Andava a un’altra velocità”

LUCA BALDISSERA: Matteo, senti, il secondo turno sullo stadio più grande del mondo sta diventando un’abitudine. Il problema è che, dall’altra parte, ci sono di solito i pesi massimi in queste situazioni. Come te la vivi rispetto all’anno scorso con Carlos? Com’è stata?

MATTIA BELLUCCI: “È stata una partita più o meno sulla stessa linea, nel senso che lui ha espresso un livello di gioco nettamente superiore al mio. Non ho avuto modo di impensierirlo. Io non ho fatto una prestazione sicuramente eccellente, ma lui andava a un’altra velocità. Si parla solo di tennis e di quello che sa fare meglio di me, e si è sviluppata una situazione diversa rispetto a quanto si fosse creato a Stoccarda.

Non so se fosse l’erba, non so se fossero le condizioni: non posso sapere se abbiano determinato un pochino l’esito. So che sicuramente a Stoccarda avevo la sensazione di riuscire a stargli più dietro, di riuscire ad arginare un po’ di più quelli che erano i suoi punti di forza; oggi invece mi sono sentito proprio in grossa difficoltà sotto ogni punto di vista.

Ci sono tante similitudini con la partita con Alcaraz, nonostante siano due giocatori completamente diversi. C’è però una cosa in comune: andavano entrambi nettamente più forte di me. Si creano anche un po’ di difficoltà quando inizi il primo set prendendo 6-0. Nel secondo set ho provato ad attaccarmi un po’ alla partita, ma ho preso un break sul 2-1, in cui mi pare di essere stato in vantaggio. Quando inizi ad andare sotto e lui è sempre più in fiducia, è molto complicato girarla, specialmente con giocatori di questo tipo.”

Il gradino

Dov’è esattamente, secondo te? Se andiamo a vedere le cose scomponendole, tu tieni il servizio a 215, il diritto viaggia, ci sono le variazioni: è un insieme, è una sua intensità costante? Dov’è che percepisci e dici: “Accidenti, qui c’è un gradino”?

MATTIA BELLUCCI: “Il discorso è che i colpi singoli sono una cosa; mettere insieme il tutto, giocare a un determinato ritmo, mettere insieme una palla dopo l’altra, lui lo fa molto meglio di me. Magari servo anch’io a 215, però oggi l’ha fatto con una precisione e una qualità nettamente superiori rispetto alle mie.

Oggi non ho servito benissimo, però è anche vero che lui, quando mettevo la prima in campo, ha risposto tantissimo. Quando uno va a vedere il servizio singolarmente, il diritto singolarmente, può fare il giochino: chi ha il diritto migliore della storia, e mettere Del Potro contro altri giocatori. Però, quando si parla di partite che si giocano sul campo, escono le competenze di giocare anche in determinate situazioni che non sono facilissime. Oggi specialmente si è vista una gran differenza.”

Sei uno che questa cosa la dimentica facilmente, oppure è una cosa che richiede qualche giorno?

MATTIA BELLUCCI:No, non sono uno che dimentica facilmente. In realtà non dimentico facilmente neanche le vittorie; forse, delle volte, mi è un po’ più facile darmi contro piuttosto che dirmi bravo.

Oggi so di non aver gestito la partita nel migliore dei modi, però cercherò di farne tesoro. È l’unica cosa che possa fare in questo momento. È chiaro che dispiace, anche perché il primo turno era stato buono, era stato un buon inizio, quindi ero felice di approcciarmi a una partita di questo tipo. Ricavare così poco e sentirmi così poco dentro la partita è una cosa che dispiace tanto. Io non ho giocato bene, ma lui ha dei grossissimi meriti.”

Il livello dei Top 10

Quando si dice che il livello dei giocatori che non sono fra i primi dieci è cresciuto talmente tanto da ridurre il divario, se uno legge questo punteggio — senza sapere che cosa è successo prima — sembra invece che il divario sia ampio. Quindi ti domando: è ampio o non lo è?

MATTIA BELLUCCI: “Quando uno decontestualizza la partita singola e la inserisce in una dinamica di questo tipo, ci sono partite che ti danno una risposta di un certo tipo e partite che te ne danno un’altra. Ho giocato con Fokina tre volte e per tre volte ho lottato; due volte sono riuscito a vincere contro uno che è numero 20 del mondo. Ho giocato a Stoccarda contro Taylor Fritz e ho perso 7-5 al terzo.

Ogni partita necessariamente ha la propria storia. È chiaro che, se un giocatore è numero 10 del mondo, è perché ha delle capacità e delle competenze in più rispetto a me nella quotidianità e durante l’anno, perché altrimenti non so esattamente quanti punti abbia Fritz oggi, ma credo che abbia più del doppio dei punti che ho io; anzi, senza dubbio ha più del doppio dei punti che ho io.

La partita secca è un po’ fuorviante, secondo me. Oggi ho perso 6-0, 6-1, 6-1: se uno va a guardare soltanto questa partita, dice: ‘Vabbè, uno non è entrato in campo’, però non funziona in questo modo.”

Ora la Cina

Dove vai a giocare ora?

MATTIA BELLUCCI: “Giocherò in Cina, quindi probabilmente ancora non so se a Hangzhou o a Chengdu, e poi a Pechino e Shanghai.”

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