La macchina del tempo – US Open 2015, Fognini e quella rimonta impossibile contro Nadal

Due set sotto, il ligure rischia e gioca duro contro uno dei più grandi. Lo spagnolo a fine match: “Non sono io che ho perso, ha vinto lui”

Di Redazione
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Fabio Fognini - Indian Wells 2024 (Foto X @BNPPARIBASOPEN)

Fabio Fognini e Rafael Nadal: gli head-to-head tra i due giocatori, che non hanno bisogno di presentazioni, a fine carriera di entrambi sono quasi a senso unico, 14 a 4 per il maiorchino. Ma in quel 2015, lo stesso anno in cui la “signora Fognini”, Flavia Pennetta, vince il suo Slam a New York, sempre Flushing Meadows regala al campione azzurro un imprevisto momento di gloria: vittoria contro lo spagnolo al terzo turno e ottavi a New York per la prima volta in carriera. Oddio…. imprevisto mica tanto. Perché, dopo 4 sconfitte su 4 scontri diretti fino al 1014, Fognini aveva aperto proprio quel 2015 con due successi contro Nadal a Rio de Janeiro e a Barcellona.

Fognini e quel “precedente”
Però New York è torneo Slam. E cemento. E negli Slam i grandi alzano il livello. Infatti il match si apre come da pronostici: con Nadal che va avanti due set a zero e neanche soffrendo più di tanto. Il punteggio dice 6-3 6-4 per il favorito dopo poco più di un’ora di gioco, anche se in campo si vede già un ottimo Fognini. D’altra parte, le statistiche parlano chiaro: Nadal prima di quel giorno (5 settembre 2015), si era fatto rimontare da due set sotto una volta soltanto a Miami, da Roger Federer. Era il 2005 e i due si giocavano la finale: lo spagnolo non aveva ancora nel suo Palmarès né Masters 1000 né titoli Slam. Tempi e storie lontanissimi: Federer, allora numero uno del mondo, vinse per 2-6 6-7 7-6 6-3 6-1 contro lo spagnolo (31 del ranking).

La storia ritorna
Dieci anni dopo la storia si ripete: sempre sul cemento, sempre in America, ma questa volta in uno Slam e con un altro avversario che firma l’impresa. Al terzo set Nadal sale sul 3-1 e per l’azzurro la situazione sembra ormai compromessa. Ma Fognini nel frattempo, in realtà, era riuscito con fatica a trovare la chiave per la risposta al servizio dello spagnolo. E infatti comincia a macinare vincenti anche nei game in rimessa: sempre vicino alla linea di fondo rischia, corre, inventa di dritto e di rovescio, da fondo e da rete.

Numeri e testa
Sbaglia, sì (a fine match i suoi errori gratuiti sono 57 contro i 18 di Rafa), ma fa gioco e guadagna terreno. E se gli errori sono tanti, ancora di più sono i suoi vincenti: il bilancio finale dice 70 a 30 per l’azzurro. E’ tutto merito, come spesso accade, dell’atteggiamento mentale. Fognini, come dice ai microfoni a fine match, stava continuando a ripetersi il suo mantra: “Provaci, gioca il tuo tennis”. E funziona. I suoi colpi trovano continuità, il rovescio piatto incrociato fa sempre più male a Nadal che spesso è costretto ad arretrare e a giocare in difesa. Lo spagnolo è sempre più lontano dalla linea di fondo mentre Fabio rischia, anticipa, cerca il vincente. Il terzo set è suo, 6-4.

Un tennis che fa male
Nadal capisce che la partita gli sta scivolando via di mano, mentre Fognini ci crede. Continua a crederci anche dopo aver perso il servizio nel primo game del quarto set. Le sue accelerazioni e le sue discese a rete costringono il maiorchino a giocare sempre più in difesa. E, dopo il 6-3 Fognini nella quarta frazione, ci si gioca tutto al quinto. Battaglia serrata tra i due con il pubblico dalla parte del due volte campione (Rafa ha vinto qui nel 2010 e nel 2013). Fognini gioca bene, la sua mente è lucida e il suo tennis fa male. Va avanti di un break, Rafa lo riprende. Fabio scappa di nuovo e Rafa ritorna. E’ una giostra di break e controbreak che tiene il pubblico con il fiato sospeso. Fino all’ultimo round, quando l’azzurro trova lo strappo decisivo che lo manda a servire per il match e stavolta non trema: chiude per 6-4 dopo tre ore e 45 minuti di battaglia.

Nadal e il match capolavoro
Dopo la sconfitta, Nadal non cerca scuse: “Questo match non l’ho perso io, l’ha vinto lui. Ha giocato alla grande e io ho avuto le mie occasioni. Fabio ha un grande talento e grandi colpi e oggi ne ha giocati di incredibili”.

Già, perché quello è stato un match capolavoro di uno che di talento ne ha sempre avuto da vendere. E che in quella notte di settembre a Flushing Meadows lo ha fatto vedere al mondo intero.

Isabella Dalla Gasperina

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