Da quasi quattro anni, a causa dell’invasione della Russia su vasta scala ai danni dell’Ucraina, sui campi da tennis assistiamo a momenti di tensione più o meno evidenti quando si affrontano avversarie dei due Paesi sopracitati. Dalla mancata stretta di mano a fine match, al rifiuto di posare vicino alla rete per le foto di rito prima dell’inizio dell’incontro. Una protesta che spesso e volentieri si sposta al di fuori del rettangolo di gioco tra conferenze stampa dal contenuto umano molto potente e post ‘Instagram’ in cui si chiedono prese di posizione nette da parte degli organi che governano questo sport.
Ebbene, nelle ultime ore una delle tenniste più attive in tal senso ha denunciato un attacco. Elina Svitolina, infatti, ha pubblicato un post sul proprio profilo ‘Instagram’ in cui ha rivelato come i russi abbiano distrutto il suo Padel Club, inaugurato con l’amico e connazionale Sergiy Stakhovsky. Non solo, perché nel farlo ha anche chiesto una presa di posizione per fermare il Paese aggressore. Ecco, dunque, le sue parole.
Svitolina: “Chiediamo azioni concrete per fermare l’aggressore”
“Ad oggi, 776 atleti e funzionari sportivi ucraini hanno perso la vita a causa dell’aggressione russa. 942 impianti sportivi in tutta l’Ucraina sono stati danneggiati o completamente distrutti. Oggi, il mio club, lo SVITO Padel Club, è diventato uno di questi. Gli atleti ucraini e le nostre giovani generazioni non hanno la possibilità di allenarsi e prepararsi alle competizioni internazionali alle stesse condizioni degli atleti di altri paesi. Con questo messaggio desidero rivolgermi ai nostri partner e amici internazionali che sostengono e tifano per noi, atleti ucraini, sulla scena internazionale, e chiedere il vostro sostegno e azioni concrete che possano contribuire a fermare l’aggressore“.
