Alex De Minaur analizza in conferenza stampa il match vinto contro Alexander Zverev per 2-6 7-6(5) 11-9 e rivela la sua passione per i tornei a squadre presenti durante l’anno. Accompagnato da Patrick Rafter, vice capitano della sua squadra – il Team World – si riflette molto anche sul tennis australiano e i suoi esponenti.
Il match contro Zverev
D. È stata una grande vittoria oggi. Il Team World è arrivato questa mattina in svantaggio per 3-1, ma il tuo match, insieme a quello di Learner, ha cambiato l’inerzia e ora siete in vantaggio. In che modo pensi che l’ambiente di squadra ti aiuti ad assorbire quella pressione e a ribaltare un match come hai fatto oggi?
ALEX DE MINAUR: “Sì, penso che sia stato fantastico guardare Learner giocare semplicemente un grande match, dare spettacolo e, in un certo senso, dettare il ritmo per noi, per il Team World. È un ragazzo incredibilmente in gamba e un grande giocatore, quindi è stato molto divertente guardarlo fare il suo debutto e, naturalmente, dettare il ritmo. Finora stiamo avendo una giornata piuttosto buona, quindi speriamo di poter continuare così“.
D. Un primo set difficile. Cosa ti passava per la testa, e cosa ti è stato detto dalla panchina?
ALEX DE MINAUR: “Quello che mi passava per la testa era che mi trovavo in un bel po’ di guai, e la situazione sembrava piuttosto deprimente. Ho pensato che Sascha fosse partito in quarta e che stesse colpendo la palla a un livello altissimo con molto ritmo da entrambe le parti, e io facevo fatica a trovare dei varchi. Insomma, il consiglio e il piano di gioco erano di fare del mio meglio per restare lì attaccato, cercando di variare il più possibile. Sono riuscito a rimettere in gioco un po’ più di risposte, ho cambiato la mia posizione in risposta, ho mostrato atteggiamenti diversi e lentamente, in un certo senso, mi sono trascinato dentro la partita. Sì, e poi ho colto le mie occasioni quando si sono presentate“.
D. C’è stata una chiamata di let nel tie-break, qual è la tua opinione al riguardo?
ALEX DE MINAUR: “Hanno chiamato il let perché lo schermo è andato… Dunque, le regole dicono che hai due servizi, ma ovviamente mi sarebbe piaciuto giocare quel punto con una seconda di servizio invece di concedergli un’altra prima. È stato un peccato, ma ho cercato di fare del mio meglio affinché la cosa non mi turbasse e di rimanere concentrato sul momento. Sono riuscito a scegliere il lato giusto e alla fine ha funzionato. Quindi tutto bene. Se non avesse funzionato, allora forse ne avrei avuto un’opinione diversa“.
Il punto di Patrick Rafter
D. Alcaraz e Zverev sono arrivati a questo torneo come i due giocatori, per così dire, di più alto profilo. Quanto è grande l’iniezione di fiducia nell’ottenere una vittoria contro di loro?
VICE CAPITANO PATRICK RAFTER: “Accidenti se spero che lo sia. È enorme. Voglio dire, Zverev per come è sceso in campo, ha ovviamente dimostrato di essere il giocatore numero 1 al mondo o in procinto di diventarlo, e voleva semplicemente farcela pagare, come a dire: “Come vi siete permessi di batterci l’anno scorso?”È sceso in campo con quell’atteggiamento, e avete visto lo spirito combattivo di Alex.
Quindi, sapete, è questo che rende questo evento piuttosto bello, perché l’impatto della panchina e giocare per i propri compagni di squadra danno un’atmosfera diversa. De Minaur ci va a nozze, va benissimo in Coppa Davis. Stiamo affrontando i due migliori giocatori del mondo in questo momento e abbiamo i nostri ragazzi che si faranno il culo per ottenere un risultato. Conta molto, non bisogna mai sottovalutare quanto sia importante“.
D. Patrick, che fossi tu o Lleyton o ai tempi di Newcombe e Rosewall, e ora questo ragazzo seduto accanto a te… gli australiani sono sempre stati noti per il loro amore per la lotta, specialmente in squadra. Mi chiedevo se potessi parlarne un po’.
VICE CAPITANO PATRICK RAFTER: “Sì, è sempre stato lo stile australiano. Molte volte, non ci definirei i giocatori più belli da vedere, ma in un certo senso abbiamo sempre trovato il modo di portare a termine il lavoro e di lottare, non importa come.
A volte abbiamo avuto alcuni elementi di disturbo nella nostra squadra, di cui non sono mai stato un grande fan, perché mantenere il tipo di cultura che si è costruito nel corso di molti anni può essere distrutto molto rapidamente. E vedere arrivare questo ragazzo, che ormai gioca in Coppa Davis da 10 anni, è ciò di cui abbiamo bisogno. Lo abbiamo visto qui, l’abbiamo visto in Coppa Davis, basta guardare il suo atteggiamento, è un grande modello di riferimento“.
De Minaur: “Aspetto questi eventi con ansia ogni anno”
D. Hai battuto Sascha due volte in due anni alla Laver Cup. Cos’è che tira fuori il meglio di te nella Laver Cup? E lo hai battuto anche alla United Cup. E un’altra domanda: come sta la tua gamba?
ALEX DE MINAUR: “Sì, la gamba sta bene (sorride). Guarda, penso che questi tipi di eventi mi diano sempre un’energia diversa. Ma io mi esalto in questo tipo di ambienti, sai? Li aspetto con ansia ogni singolo anno. Il tour tennistico è un anno lungo, e ogni volta che hai la possibilità di giocare per qualcosa di più di te stesso, ti dà un’energia extra. Ho sempre giocato molto bene rappresentando il mio Paese, e sono contento di essere riuscito a fare una buona prestazione anche oggi“.
De Minaur: “Rod Laver? Un pioniere”
D. Alex, riguardo al tuo connazionale australiano Rod Laver, cosa significa per te la sua eredità?
ALEX DE MINAUR: “Beh, Rod è stato un pioniere. Quello che ha fatto per lo sport non è secondo a nessuno per tutti noi australiani che siamo cresciuti qui. Abbiamo compreso cosa ha fatto, cosa ha fatto per tutti noi, per tutta la nostra cultura. Ho avuto la fortuna di vivere dei momenti piuttosto speciali con Rod nel corso degli anni. Mi ha consegnato lui la giacca della Coppa Davis quando ho fatto il mio debutto, ed è stato un momento davvero speciale. Vederlo ancora apprezzare il tennis e fare così tanto per questo sport, anche alla sua età, è una cosa davvero bella. Sono felice che questo torneo porti il suo nome e spero che potremo portarlo avanti per molto tempo“.
