Carlos Alcaraz è pronto a prendersi la scena in questo finale di stagione. L’assenza di Jannik Sinner potrebbe rivelarsi chiaramente un vantaggio, non di poco conto, per lo spagnolo. Che punta alla vittoria del Masters 1000 di Shanghai, fresco anche di titolo a Tokyo, per un rush finale da sogno. E finire la stagione come l’aveva iniziata, a suon di vittorie. Dovendo anche riscattare uno storico non proprio eccellente nel 1000 cinese.
D. Sei già venuto in Cina quattro o cinque volte. Puoi raccontarci cosa ti piace del Paese, dei tornei e anche dei tifosi, che sono così appassionati?
CARLOS ALCARAZ: I tifosi sono molto appassionati, direi, di qualsiasi sport, e penso che sia una cosa fantastica per la comunità. Mi piace molto ogni volta che vengo qui, perché penso che apprezzino il buon tennis, le partite. Ogni volta che cammini per le strade, penso che sia bello. Le persone sono davvero coinvolte. Come ho detto, è una grande trasferta. Ovviamente siamo alla fine della stagione e a volte i giocatori possono arrivare qui un po’ stanchi, mentalmente e fisicamente. Ma le persone e i tifosi ci danno la spinta per avere una buona energia durante le partite e gli allenamenti, ed è fantastico.
D. Siamo arrivati alla fine della stagione. Quanto sono importanti per i tuoi obiettivi di carriera le ATP Finals e la Coppa Davis? Hai parlato molto spesso di quanto sia importante per te rappresentare la Spagna. Il 29 novembre, si spera, giocherai la finale di Coppa Davis, lo stesso giorno delle elezioni in Spagna, un Paese che sta affrontando anche un problema abitativo. Come rappresentante del tuo Paese, considerando che viaggi per tutto l’anno, come fai a rimanere informato su quello che succede in Spagna? E, per esempio, cosa potrebbe significare per te e per il Paese vincere la Coppa Davis?
CARLOS ALCARAZ: Il tennis può essere uno sport solitario a volte, perché è uno sport individuale, giochi per te stesso per la maggior parte del tempo. Avere la Coppa Davis per rappresentare il proprio Paese, penso sia fantastico. Per me è una grande fortuna essere spagnolo e rappresentare la mia bandiera è una delle cose più belle che possa fare in questo momento. Come ho detto molte volte, la Coppa Davis è sempre uno dei miei obiettivi principali e più importanti ogni stagione. Sono entusiasta all’idea di andarci e giocare. Ma in questo momento voglio solo giocare al meglio delle mie possibilità in questo torneo.
Vivo ancora lì, a casa, e per me è molto importante sapere cosa sta succedendo, cosa accade, anche per farmi un’idea di quale sarà un po’ il futuro del mio Paese. Le elezioni potrebbero coincidere con la finale di Coppa Davis, ma tutti noi giocatori spagnoli sappiamo cosa sta succedendo nel nostro Paese in questo momento. A volte può essere difficile trovare tutte le notizie per rimanere informati, ma cerco di farlo ogni volta che sono fuori casa o in viaggio.
D. Quello che hai fatto dopo il tuo ritorno è incredibile. Vorrei chiederti di un altro giocatore che sta tornando. Un tuo caro amico, Holger Rune, è rientrato dopo 11 mesi. Ha detto che avete parlato a Tokyo. Cosa pensi del suo ritorno e delle settimane e dei mesi che sta attraversando in questo momento, perdendo contro giocatori contro i quali normalmente non perderebbe?
CARLOS ALCARAZ: L’infortunio che ha avuto è davvero complicato perché nel tennis il movimento è quasi tutto. Penso che il suo stile si basi sul movimento, sul muoversi bene in campo e sul coprire il campo il più possibile.
In questo momento può perdere qualche partita, ma personalmente sono davvero felice di vederlo di nuovo in campo. Mi sono allenato con lui quando è venuto a Murcia per una settimana. E l’ho visto giocare bene. Si tratta di entrare nelle partite, ritrovare il ritmo della competizione, che è davvero, davvero importante. Deve essere paziente perché sarà un processo lento, ma arriverà al punto in cui vuole arrivare.
D. Avendo saltato diversi mesi della stagione all’inizio dell’anno, il tuo corpo probabilmente è più fresco del solito in questo periodo della stagione. Pensi che questo ti dia un vantaggio entrando negli ultimi due mesi della stagione e, si spera, verso un grande risultato qui a Shanghai?
CARLOS ALCARAZ: Non direi che il mio corpo sia più fresco perché, dopo essere rimasto così a lungo senza competizioni, quando sono tornato nel circuito e ho ricominciato a giocare partite fisicamente molto impegnative, ho sentito che il corpo non era abituato e questo può causare qualche piccolo problema. Per noi è assolutamente normale.
Ma mi sento fresco mentalmente, e per me questa è la cosa più importante. Sono pronto ad affrontare la sfida di questo torneo. Se guardiamo a un paio di anni fa, probabilmente questa trasferta, o questa parte della stagione, non è mai stata la mia migliore. Quindi in questo momento voglio semplicemente essere nella condizione giusta per questo torneo, perché voglio davvero vincere i tornei, questo e quelli che avrò nei prossimi mesi. Quindi, in questo momento, penso che sia una spinta in più che ho per il resto della stagione.
D. Nella prima metà dell’anno hai vinto l’Australian Open e Jannik ha vinto tutti i Masters. Poi le cose sono cambiate molto velocemente. Per esempio, Sascha ha vinto due Slam. Ti sorprende quanto velocemente possano cambiare le cose?
CARLOS ALCARAZ: Per niente. Conosco il tennis, è, diciamo, una montagna russa. Un giocatore può iniziare l’anno davvero, davvero bene, vincendo due, tre, quattro tornei, quello che è. Poi può cambiare tutto e può essere un altro giocatore, che sulla terra, e persino sull’erba, può dominare il circuito e vincere ogni torneo. E poi, negli Stati Uniti, può cambiare tutto di nuovo.
Una stagione può essere davvero lunga. Giochiamo tante partite. Giochiamo tanti tornei. A volte abbiamo* molto tempo per adattare il nostro gioco nel miglior modo possibile al resto della stagione. Quindi so che nel tennis devi essere pronto e concentrato in ogni torneo, ogni settimana, durante gli allenamenti, per cercare di migliorare, perché gli altri giocatori magari si stanno allenando più duramente di te per raggiungerti. Questa è la bellezza del tennis, direi: avere tanti giocatori che lottano per la stessa cosa e vedere la classifica cambiare continuamente. Quindi non sono affatto sorpreso.
* [La trascrizione ASAP riporta “we have”; il contesto della risposta lascia però qualche dubbio sulla presenza di “don’t”.]
