H. Hurkacz b. [10] Novak Djokovic 6-4 6-3
L’entusiasmo di Novak Djokovic per l’eccezionale record – e il conseguente titolo – ottenuto a Pechino, viene un po’ stemperato a causa di una pallida sconfitta rimediata all’esordio nel Rolex Shanghai Masters.
Hubert Hurkacz, che a Pechino aveva persino alzato bandiera bianca in semifinale per via di un fastidio fisico, ha steso il campionissimo serbo in due set, conquistando anche la prima vittoria contro di lui, dopo aver sempre perso nelle otto precedenti sfide. L’incontro è stato più che equilibrato nel corso del primo parziale, durante il quale, sia il serbo che il polacco hanno sfoggiato buona parte del loro repertorio, galvanizzando il partecipe pubblico dello Stadium Court di Shanghai. L’impennata del livello di gioco si è, purtroppo, arrestata al decimo game, dove Novak è praticamente scomparso dal match a causa di un crollo d’energie improvviso. Da quel momento, v’è stato un solo padrone in campo, Hubi Hurkacz, vincitore con lo score di 6-4 6-3 in un’ora e ventisette minuti. Il polacco attende adesso l’esito dello scontro tra Musetti e Zhou per conoscere il suo prossimo sfidante.
Primo Set: Crollo fisico di Nole sul finale, Hurkacz ne approfitta
Il centrale di Shanghai accoglie Novak Djokovic e Hubi Hurkacz, protagonisti del penultimo match di giornata. La sfida tra i due si accende immediatamente, con Nole che, fresco di record e trionfo a Pechino, conversa animatamente col proprio box. E coach Viktor Troicki si prepara ad un’altra giornata complicata da gestire. Nole si lamenta di qualsiasi dettaglio che non gli va a genio, ma quando il punto inizia è sempre presente e lucidissimo – perlomeno nella prima parte di set. Il polacco concede moltissimo nel colpo in uscita dal servizio, concedendo parecchi gratuiti nei primi scorci dell’incontro. Ma anch’egli, game dopo game, trova ritmo. E una volta superata una fase embrionale piuttosto disordinata, il tete a tete si ravviva, raggiungendo un livello godibile. Sbalorditiva la plasticità del serbo nei recuperi laterali, che gli consentono di ritornare rapidamente al centro del campo e lottare con un Hurkacz più vigoroso e scaltro a far muovere in continuazione il 39enne. La tattica di logoramento escogitata da Hubi, paga sul finale di primo set, ancora privo di break. Nel decimo game, Djokovic arriva male su un rovescio, che termina lunghissimo. È un chiaro segnale di stanchezza. Nole si piega sulle ginocchia, tentando di guadagnare qualche secondo in più prima del servizio successivo. Hurkacz fiuta l’opportunità e fronteggia il 1° set point, ma trema vistosamente e sparacchia fuori un timidissimo dritto. Alla seconda chance, il polacco adotta la strategia inversa: Nole gli serve una seconda debole, Hubi chiude gli occhi e tira una bordata in diagonale che pone fine al parziale. 6-4 in favore del polacco.
Secondo Set: Djokovic scompare dai radar. Hurkacz avanza indisturbato al terzo turno
Djokovic manifesta una sensazione di malessere fisico verso il proprio angolo. La bevanda preparata da un membro dello staff del serbo, però, non sembra sortire l’effetto sperato. Il 24 volte slam patisce le cinque partite consecutive disputate a Pechino, e nel secondo set contro Hurkacz crolla a picco dal punto di vista fisico. Il polacco s’impadronisce dell’incontro, e nel quarto game, senza nemmeno dover sudare troppo, mette la freccia per il sorpasso, consegnatogli da Nole mediante un sanguinoso doppio fallo. Hubi scappa via sul punteggio di 4-1, ipotecando l’incontro. Mentre il serbo brancola nel buio, concedendo un’ulteriore chance di break che somiglia tanto ad un match point. Con un pizzico di coraggio e qualche buona prima, Djokovic evita il colpo del k.o e si regala una possibilità di rimanere a galla. Il polacco ha piani ben diversi, e la sua violenta prima di servizio non concede più scampo a Novak, sconfitto in due set, con il netto score di 6-4 6-3.
