Sinner, Cahill resta nel 2027? Norman è un’alternativa, Ferrero si (auto)candida

La fine anticipata dell'anno di Jannik Sinner lascia incognite sul futuro del suo staff. Intanto, Darren Cahill pubblica una foto con una volpe

Di Sabrina Giorgi
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Il futuro dello staff di Jannik Sinner resta uno dei grandi interrogativi in vista del 2027. La stagione del numero uno azzurro si è interrotta anticipatamente e, con il ritorno in campo previsto soltanto per il prossimo anno, anche le valutazioni sulla composizione del suo gruppo di lavoro potrebbero subire qualche cambiamento. Al centro della questione c’è soprattutto Darren Cahill, il supercoach australiano che da tempo ha manifestato l’intenzione di ridurre gli impegni lontano da casa e che, inizialmente, sembrava destinato a concludere la propria esperienza al fianco di Sinner alla fine del 2026.

Adesso, però, lo scenario potrebbe essere diverso. Non è da escludere la possibilità che Cahill rimanga almeno per accompagnare Jannik nella delicata fase del rientro, che peraltro avverrà proprio in Australia. Parallelamente, continuano a circolare i nomi di Magnus Norman, storico allenatore di Stan Wawrinka, e di Juan Carlos Ferrero, ex tecnico di Carlos Alcaraz, che recentemente non ha certo chiuso alla possibilità di lavorare con Sinner.

Il rientro di Sinner

L’unica certezza, al momento, riguarda il calendario: Sinner non tornerà a disputare un torneo di tennis prima del 2027. Il campione italiano dovrà concentrarsi sul recupero fisico dopo i problemi al ginocchio destro, con l’obiettivo di presentarsi nelle migliori condizioni possibili all’inizio della nuova stagione. Se il percorso di recupero procederà senza intoppi, Jannik potrebbe tornare direttamente a Melbourne, in occasione dell’Australian Open, anche se non è esclusa la partecipazione a uno dei tornei di preparazione, come Brisbane.

La sua presenza annunciata all’One Point Slam – l’evento che si disputa con un solo punto per partita nella settimana che precede il primo Slam dell’anno – non rappresenta, infatti, un’indicazione certa sui tempi del rientro agonistico. Nel frattempo, il ranking mondiale è destinato a cambiare già nelle prossime settimane e l’azzurro non sarà più numero uno del mondo, scavalcato da Alexander Zverev.

L’incognita Cahill

Per quanto riguarda la struttura tecnica, Simone Vagnozzi rappresenta una certezza, mentre resta da capire chi occuperà il ruolo dell’ex tennista australiano. Darren Cahill, entrato nel team nell’estate del 2022 affiancando Vagnozzi nella fase decisiva della crescita di Sinner, ha più volte manifestato l’intenzione di concludere il proprio lavoro con Jannik al termine del 2026. In particolare dopo le ATP Finals di Torino, torneo che Sinner ha conquistato nelle ultime due edizioni. La chiusura anticipata della stagione, tuttavia, potrebbe modificare i programmi. Interrompere il rapporto senza accompagnare l’azzurro nel ritorno alle competizioni sarebbe una conclusione diversa da quella immaginata e, certamente, non vantaggiosa per il giocatore. Darren Cahill conosce bene Sinner, ha seguito le sue vittorie più importanti e lo ha sostenuto anche nei passaggi più complicati, come nel caso Clostebol.

Tra le ipotesi più interessanti c’è quella di una collaborazione a tempo parziale. Cahill potrebbe rimanere al fianco di Sinner nei tornei più importanti, limitando gli spostamenti e concentrando la propria presenza negli Slam. Una soluzione che risponderebbe alle esigenze di entrambi. Da un lato, il desiderio dell’australiano di viaggiare meno e dall’altro la necessità del campione di conservare un riferimento fondamentale. Un ruolo meno operativo durante la stagione, ma ancora centrale negli appuntamenti più importanti, con il Roland Garros come possibile obiettivo simbolico per chiudere il percorso insieme.

Nel 2025, infatti, Sinner aveva perso la finale contro Carlos Alcaraz dopo essere stato avanti di due set a zero con tre match point. Anche l’edizione successiva si è conclusa con una delusione, rendendo Parigi un obiettivo ancora più importante in prospettiva. Arrivare al Roland Garros con Cahill ancora nel proprio angolo e riuscire a conquistare il titolo potrebbe rappresentare il modo ideale per concludere un ciclo. Al momento, però, non risultano decisioni ufficiali: il futuro del tecnico australiano resta aperto.

La foto con la volpe: un messaggio per Jannik?

Nel pieno delle indiscrezioni sul proprio futuro, Cahill ha pubblicato una fotografia su Instagram che ha attirato l’attenzione degli appassionati. L’australiano si è mostrato su un campo da golf in compagnia di un peluche a forma di volpe. Un dettaglio particolare considerando che Jannik è tanto associato all’animale. L’immagine, da sola, non conferma ovviamente alcuna decisione sul futuro, ma cattura l’attenzione. Una scelta curiosa quella di Cahill, che mentre si sta godendo un periodo lontano dal circuito nel pieno delle speculazioni sulla sua collaborazione con Sinner, decide consapevolmente di richiamare il giocatore nelle sue stories.

Le alternative: Norman e Ferrero

Se il rapporto con Cahill dovesse concludersi, uno dei nomi più accreditati per un possibile nuovo assetto tecnico è quello di Magnus Norman. Il suo curriculum da allenatore è legato soprattutto alla collaborazione con Stan Wawrinka, con il quale ha lavorato durante una delle fasi più brillanti della sua carriera. Lo svedese, però, non si è espresso pubblicamente sull’eventualità di un suo ingresso nel team azzurro.

A inserirsi nel quadro delle possibili soluzioni è anche Juan Carlos Ferrero, l’allenatore che ha contribuito alla crescita di Carlos Alcaraz. Dopo la fine del rapporto con il campione spagnolo, Ferrero non ha più allenato altri tennisti, nonostante le richieste ricevute. Durante un’intervista a Punto de Break gli è stato appunto chiesto se prenderebbe mai in considerazione la possibilità di allenare Jannik. “Se in futuro dovessi farlo, non sarebbe mai per fare del male ad Alcaraz“, ha precisato Ferrero. “Avere l’opportunità di lavorare con due dei migliori giocatori di questa generazione sarebbe una grande soddisfazione personale. Il fatto di aver allenato Carlos non significa che tu non possa allenare il suo principale rivale. Il mondo competitivo funziona così: a volte sei con alcuni e poi con altri“. A riguardo, aggiunge: “Se fosse successo un mese dopo la nostra rottura, avrebbero potuto pensare che fosse una vendetta. Ora che la relazione è finita e che è passato un anno, quello che sto cercando di fare è concentrarmi sulla mia crescita come allenatore“.

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