Si conclude al secondo turno l’avventura di Matteo Berrettini al Masters 1000 di Shanghai. L’azzurro si è arreso in due set lottati a Nakashima, protagonista di una grande estate nordamericana e più solido e concreto nei momenti importanti. Lo ammette lo stesso Berrettini al termine del match. “È stata un’altra partita con un sacco di chances, soprattutto il primo set grida vendetta. Non sono riuscito a sfruttare tre palle break di fila (nel quinto gioco, ndr) ma stavo giocando bene, è stata una partita di alto livello – ha spiegato il romano a Sky Sport -. Nakashima è stato molto solido, alla fine ha giocato meglio di me nei momenti cruciali e questo è uno sport che, soprattutto su superfici così rapide, si gioca su pochi punti“.
Superficie parecchio veloce quella di Shanghai, come già aveva fatto notare Djokovic, anche lui KO al secondo turno contro Hurkacz. Matteo però prova a non scomporsi e a restare lucido: “Fisicamente sto bene, ho voglia di giocare, di competere, di stare lì, di migliorare ancora. Mi brucia parecchio quando perdo, è un buon segnale, nonostante io sia nel Tour da un po’ di anni – ha detto abbozzando un sorriso -. C’è sempre qualcosa che si può migliorare e un obiettivo davanti che non è soltanto quello di vincere le partite, ma sento che nel percorso che sto facendo da qualche anno a questa parte sto mettendo sempre dei tasselli importanti“.
Poi la chiosa finale, con uno sguardo di speranza a quel che resta di 2026. L’ultimo appuntamento sarà la Coppa Davis, cui l’azzurro tiene da sempre tantissimo. “Dispiace perché avevo delle buone sensazioni sia per questo torneo sia per Tokyo, però so che il tennis è così. Ti premia quando meno te lo aspetti, quindi continuerò a spingere e a giocare e vedremo che succede“. Appuntamento sull’indoor europeo per nuovi test.
