[1] A. Zverev b. [19] A. Bublik 7-6(6) 4-6 7-6(1)
Quattro set point annullati nel primo parziale e un tie-break decisivo, poi dominato. È stata una partita tutt’altro che semplice per Alexander Zverev, il fresco sicuro N.1 del mondo del 2026, che ha avuto bisogno di 2 ore e 38 minuti per avere la meglio su Alexander Bublik e conquistare un posto nei quarti di finale del Masters 1000 di Shanghai. La testa di serie numero 1 ha prevalso con il punteggio di 7-6(6) 4-6 7-6(1), al termine di una sfida equilibrata e caratterizzata da un rendimento particolarmente elevato al servizio.
Il primo set è una battaglia di nervi, con Bublik che finisce per sprecare quattro occasioni per conquistarlo. I due protagonisti procedono senza concedere break, anche se Zverev deve fronteggiare un momento delicatissimo quando serve sul 5-6. Il kazako arriva a procurarsi un set point, ma il tedesco riesce a salvarsi e a trascinare il parziale al tie-break.
Qui Bublik sembra prendere definitivamente il controllo della situazione, salendo fino al 6-3 e guadagnandosi altri tre set point consecutivi. Zverev, però, trova le risorse per annullarli tutti, recupera fino al 6-6 e completa il sorpasso, conquistando il parziale per 8 punti a 6. Una rimonta pesantissima, soprattutto sul piano psicologico.
Nel secondo set Bublik reagisce e dimostra di non aver accusato il colpo. Il kazako supera un lungo e complicato quarto game, nel quale annulla due palle break, e nel gioco successivo riesce finalmente a strappare il servizio a Zverev, portandosi avanti 3-2. Sul 5-4 Bublik si trova a servire per il set, ma deve affrontare un game particolarmente combattuto. Il kazako manca due set point e concede anche una palla break a Zverev, che però non riesce a sfruttarla. Alla terza occasione Bublik chiude 6-4, rimandando il verdetto al parziale decisivo.
Il set decisivo si apre con un immediato scambio di break. Bublik conquista il primo game sul servizio dell’avversario, ma Zverev reagisce senza concedergli neppure un punto nel gioco successivo, ristabilendo immediatamente la parità. Da quel momento i turni di battuta tornano a essere rispettati e l’equilibrio accompagna i due giocatori fino a un nuovo tie-break.
Questa volta, però, non c’è alcuna rimonta da costruire: Zverev prende subito il largo, vola sul 5-1 e chiude per 7 punti a 1, conquistando una vittoria sofferta quanto preziosa.
I numeri restituiscono l’immagine di una partita nella quale entrambi hanno cercato spesso la soluzione vincente: 49 vincenti per Zverev contro i 46 di Bublik. La differenza emerge soprattutto nella gestione degli errori gratuiti, 23 per il tedesco e 36 per il kazako, penalizzato anche dagli otto doppi falli. Zverev ha inoltre messo in campo il 77% di prime, vincendo l’81% dei punti giocati con questo fondamentale.
Nei quarti il tedesco affronta Alex de Minaur che lo ha battuto recentemente in Laver Cup a Londra.
[25] A. Davidovich Fokina b. H. Hurkacz 1-6 6-3 7-6(6)
Undici punti vinti in meno, diciotto ace subiti in più rispetto a quelli realizzati, ma alla fine è Alejandro Davidovich Fokina a esultare. Lo spagnolo supera Hubert Hurkacz per 1-6 6-3 7-6(6) dopo 2 ore e 4 minuti, completando una rimonta che sembrava improbabile alla luce dell’andamento del primo set.
L’avvio del polacco è infatti travolgente. Hurkacz sfrutta l’efficacia del proprio servizio e conquista due break nei primi quattro giochi, prendendo rapidamente il largo fino al 5-0. Davidovich Fokina riesce a evitare il cappotto, annullando anche un set point nel sesto game, ma non può impedire all’avversario di chiudere il parziale sul 6-1.
La partita cambia volto nel secondo set, quando lo spagnolo comincia a trovare maggiore continuità e a mettere pressione all’avversario. Il break arriva nel quarto gioco e permette a Davidovich Fokina di allungare fino al 4-1. Hurkacz, tuttavia, non si arrende: strappa la battuta allo spagnolo nel settimo game e riduce lo svantaggio sul 3-4, riaprendo una frazione che sembrava ormai indirizzata. La reazione dura pochissimo, perché Davidovich Fokina ottiene immediatamente un nuovo break e poi tiene il servizio a zero, chiudendo 6-3.
Il terzo set è il più equilibrato, ma anche quello nel quale Hurkacz può recriminare maggiormente per le occasioni mancate. Il polacco si procura tre palle break consecutive già nel secondo gioco, senza riuscire a sfruttarne neppure una. Ne arriva un’altra nel quarto game, ma anche questa viene cancellata dallo spagnolo.
Superata la fase più delicata, Davidovich Fokina riesce a difendere tutti i propri turni di servizio. Hurkacz, dal canto suo, non concede ulteriori opportunità all’avversario e la partita approda inevitabilmente al tie-break decisivo.
Lo spagnolo prende il comando e si procura due match point consecutivi sul 6-4. Hurkacz li annulla entrambi e torna in parità sul 6-6, ma Davidovich Fokina non si lascia sfuggire la terza occasione: sale sul 7-6 e chiude 8-6, conquistando l’accesso ai quarti di finale.
Le statistiche raccontano bene il paradosso di questa sfida. Hurkacz mette a segno 21 ace contro i soli 3 dell’avversario, realizza 40 vincenti contro 34 e commette dieci errori gratuiti in meno (22 contro 32). Il polacco vince complessivamente 99 punti contro 88, ma non riesce a sfruttare la propria superiorità numerica nei momenti decisivi.
Il dato più eloquente riguarda le palle break: appena 3 trasformate su 12 per Hurkacz, mentre Davidovich Fokina ha sfruttato entrambe le opportunità avute a disposizione. Una differenza che, insieme alla maggiore lucidità nel tie-break finale, ha finito per decidere una partita dall’andamento sorprendente.
Per lo spagnolo c’è il quarto di finale contro la grande sorpresa del torneo, il francese Arthur Gea
