Daniil Medvedev approda ai quarti di finale del Rolex Shanghai Masters, grazie al successo su uno dei rivali di sempre, ovvero Stefanos Tsitsipas. In 16 confronti diretti, il russo si è imposto per 11 volte, ribadendo anche sul cemento cinese la sua forza in questo particolare incrocio. Per un posto in semifinale sfiderà Tommy Paul, vittorioso su Zizou Bergs.
In conferenza stampa il numero 5 del mondo ha analizzato la propria prestazione, sottolineando come durante lo swing asiatico stia ritrovando il suo miglior tennis – anche grazie alle palline! Inoltre, si è soffermato sul ritiro di Gael Monfils, arrivato a sorpresa (senza dire nulla) prima del Masters 1000 di Parigi, dove avrebbe salutato il tennis davanti al pubblico di casa, e sull’obiettivo ATP Finals.
D: Qual è il segreto del vostro gioco? Quando vi mettete in campo uno contro l’altro, giocate sempre partite divertenti.
DANIIL MEDVEDEV: “Penso che sia semplicemente perché siamo entrambi buoni giocatori. A volte giochiamo un po’ meglio, altre volte un po’ peggio nel corso della stagione. Ma, per esempio, penso che Stefanos all’inizio della stagione forse non stesse attraversando il suo momento migliore. Ma quando abbiamo giocato contro, ho avuto la sensazione che abbia giocato meglio rispetto a quando ci siamo affrontati nelle semifinali degli Slam. In una singola partita può succedere di tutto. Ormai sappiamo entrambi come colpire di dritto e di rovescio, quindi sono contento di essere riuscito, a mio parere, a farlo meglio di lui oggi”.
D: Hai giocato molto bene in questa stagione. Ma credo che la continuità che hai mostrato qui in Cina sia notevole. Che cosa significa per te? Perché parliamo sempre di continuità e, in questa fase della stagione, sei uno dei pochi giocatori che riescono a mantenerla.
DANIIL MEDVEDEV: “Non voglio dire che sto giocando alla grande, anche se vorrei poterlo dire. Ma ho la sensazione che le palline utilizzate qui, le stesse da tre settimane, e le condizioni dei campi siano adatte al mio gioco. Sento di capire quello che sto facendo in campo. So quali colpi voglio eseguire.
Non mi ritrovo a pensare: ‘Ma perché diavolo il mio rovescio finisce in rete, se è da tre settimane che mi alleno su questo colpo e ancora non riesco a metterlo dentro?’, con riferimento agli Stati Uniti. (Ride.)
Ma va bene così. Cerco semplicemente di dare il massimo, qualunque sia la settimana che mi aspetta. Anche negli Stati Uniti, quando perdevo al primo turno, cercavo comunque di fare del mio meglio. Sono contento che qui il mio meglio sia migliore rispetto a quanto riesco a fare a volte là”.
D: Gael Monfils ha annunciato ufficialmente il suo ritiro. Non so se l’hai visto.
DANIIL MEDVEDEV: “È una storia un po’ strana, quindi magari puoi dirmi qualcosa in più, non lo so. Chi l’ha inserito in questa lista? È lui che vuole ritirarsi?”.
D: Sì.
DANIIL MEDVEDEV: “Ok, allora va bene”.
D: Volevo conoscere la tua opinione su di lui. Avete giocato contro cinque volte, e sono sempre state grandi battaglie. Che cosa pensi di lui, sia come persona sia come giocatore?
DANIIL MEDVEDEV: “È super divertente. Ed è davvero difficile giocarci contro. Soprattutto, dirò una cosa, è molto difficile affrontarlo quando sei in vantaggio nel punteggio. Perché lui si rilassa e comincia a tentare qualsiasi colpo, anche tweener e cose del genere. Ma spero innanzitutto che stia bene, perché immagino che avrebbe voluto giocare a Parigi. Quindi, se si è ritirato, non so cosa stia succedendo, ma spero che si stia godendo la vita e che stia bene. Ha avuto una carriera straordinaria e probabilmente è uno dei pochi, se non l’unico, di cui nessuno dirà mai qualcosa di negativo”.
D: Sembra che tu stia attraversando un ottimo momento di forma. Quanto dovrebbero temere gli altri giocatori in tabellone ad affrontarti?
DANIIL MEDVEDEV: “Penso che quando si arriva ai quarti di finale di un Masters, mettiamola così, tutti dovrebbero temere tutti. Perché Bergs ha battuto Alcaraz, Paul ha battuto Vacherot, il campione in carica, e io giocherò contro uno di loro (Paul, ndr). Anche loro, quindi, stanno giocando molto bene. Io cerco semplicemente di esprimermi al meglio. Quando gioco al mio miglior livello, so di essere difficile da battere”.
D: Un’ultima domanda sulla partita. Diresti che, considerando la tua lunga storia di confronti con Stefanos, questa sia stata una vittoria più agevole rispetto al passato? E quanto attribuiresti questo successo ai cambiamenti che ci sono stati nel tuo gioco?
DANIIL MEDVEDEV: “Direi, sicuramente, il primo set. Nel primo set sono stato nettamente superiore, credo di aver avuto palle break in ogni game. In un game non ho avuto palle break, ma ero comunque avanti 0-30. Nel secondo set la storia è stata diversa. È stato molto combattuto. Sono contento di essere riuscito, sul 5-5, a rispondere bene, a trovare un buon ritmo e a strappargli il servizio. Ma, in generale, sono soddisfatto della mia partita e del modo in cui ho giocato”.
D: Nella tua carriera ti sei qualificato molte volte per le ATP Finals. Questa volta, in che cosa è diverso inseguire questo obiettivo fino alla fine della stagione? È cambiato qualcosa nel tuo atteggiamento nei confronti del gioco oppure no?
DANIIL MEDVEDEV: “È tutta una questione di risultati. Se avessi giocato bene in Canada, raggiungendo i quarti di finale, e avessi continuato a ottenere buoni risultati qui, senza perdere 200 punti da qualche parte la settimana scorsa, probabilmente sarei già matematicamente qualificato. Quindi è solo una questione di risultati. Se perdi al primo turno, magari non vai a Torino. Se raggiungi i quarti di finale in ogni Masters della stagione, probabilmente a Torino ci vai. Perciò cerco semplicemente di fare del mio meglio e, se mi qualifico, perfetto. Altrimenti, vanno bene anche le Maldive!”.
