Dopo i fatti degli ultimi giorni, con i bombardamenti sull’aeroporto di Riad da parte degli Houthi, il Six Kings Slam cambia ufficialmente data. La milionaria esibizione, originariamente in programma nella capitale saudita dal 21 al 24 ottobre, si svolgerà tra il 27 e il 30 dicembre.
È ben evidente che davanti agli stravolgimenti, a volte imprevedibili, della storia, lo sport e, di conseguenza, il tennis passano assolutamente in secondo piano. La situazione in continuo divenire che attanaglia l’Arabia Saudita e tutto il Medio Oriente, con equilibri precari divenuti assai effimeri, obbliga a un passo indietro gli organizzatori del Six Kings Slam – per approfondire la questione si rimanda al pezzo di Carlo Galati.
Six Kings Slam, il rinvio obbligato e un futuro ancora incerto
“La decisione riflette l’impegno di Riyadh Season a garantire eventi sportivi organizzati secondo i più elevati standard qualitativi. È stata presa dopo una valutazione delle difficoltà organizzative e logistiche legate allo svolgimento del torneo e del loro possibile impatto sulla qualità dell’esperienza offerta al pubblico“ si legge nella nota ufficiale diramata dall’organizzazione.
Il tennis, dunque, può e deve aspettare. Il rinvio è ufficiale, ma le date selezionate rischiano di non esserlo altrettanto. Sarà l’evoluzione dello scacchiere internazionale a dettare i tempi.
Se, come auspicato, entro la fine del 2026 si dovesse arrivare a una de-escalation, allora il Six Kings Slam farà da frontiera tra la passata e la nuova stagione.
Carlos Alcaraz, Novak Djokovic, Alexander Zverev, Taylor Fritz, Alex de Minaur e Learner Tien sono i protagonisti annunciati, con il giovane statunitense chiamato a sostituire Jannik Sinner dopo il forfait dell’azzurro per tutto il resto dell’anno.
Vedremo se tutti i nomi saranno confermati o se vi sarà qualche modifica. Senza voler affrettare i tempi, ciò che viene in mente è che un’esibizione da pochi match – due o tre a seconda del giocatore – possa essere un banco di prova per Sinner dopo tanti mesi fermo ai box. E la presenza di Jannik a Riad porterebbe con sé due buone notizie: il recupero del numero 1 del mondo e un clima nel mondo che andrebbe a farsi meno cupo.
