Roddick: “Forse Sinner sta risolvendo anche altri problemi”

"Se fossi in lui, mi prenderei questo tempo per controllare approfonditamente tutto - dice l'ex n. 1 del mondo su Jannik Sinner -. Non è obbligato a condividere, non dobbiamo per forza sapere tutto"

Di Giovanni Pelazzo
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Jannik Sinner - Wimbledon 2026 (foto chryslène caillaud @Sport Vision)

Benché la sua stagione sia ufficialmente finita alcuni giorni fa, è inevitabile che di Sinner si continui a parlare un po’ ovunque. Non solo in Italia, dove l’argomento è comunque sempre all’ordine del giorno, ma anche all’estero. Una delle voci più influenti tra gli opinionisti è sicuramente quella di Andy Roddick, che insieme al giornalista Jon Wertheim ha affrontato diversi temi durante l’ultima puntata del podcast Served (qui il link), tra cui anche la decisione di porre fine anzitempo alla sua stagione.

Sinner e la comunicazione “poco trasparente”

“A tutti piacerebbe sapere qualcosa di più, non c’è stata la comunicazione più trasparente possibile da parte di Sinner. Pensiamo per esempio a Emma Navarro, che si è raccontata senza filtri. È vero che i tennisti sono lavoratori individuali e che non sono obbligati a raccontare tutto a tutti, ma è certamente un peccato che Sinner vinca Wimbledon e non giochi più una partita per tutta la stagione”, commenta Wertheim.

Riesumando i panni del giocatore, tuttavia, Roddick si schiera con Sinner. “Il paragone tra Sinner e Navarro non sta in piedi. A Emma faccio i complimenti, credo che quello che abbia scritto e condiviso sia stato fantastico. Tuttavia, non significa che se una persona si sente di condividere ciò che sta attraversando solo perché ci sono domande a riguardo allora tutti devono seguire quella strada – dice l’ex n. 1 del mondo -. È una scelta e, peraltro, non è che Sinner stia cambiando modo di essere. Che cosa succederebbe se dopo Wimbledon avesse detto, per esempio, che si trattava di un mese di stop? Succederebbe che tutti farebbero il conto alla rovescia per il suo rientro, ma se poi in allenamento succedesse qualcosa? Condividere ogni singola fase del percorso significherebbe anche spiegare ogni piccolo cambiamento. Chi vuole condividere è giusto che lo faccia, ma noi non abbiamo il diritto a sapere tutto“, sostiene Roddick.

L’ipotesi di Roddick: “Sinner potrebbe essersi fermato per risolvere anche altri problemi”

Proseguendo il suo ragionamento, il campione dello US Open 2003 ha posto l’attenzione sull’importanza della tenuta fisica per un giocatore che vuole entrare “nel Pantheon del tennis”. “Di Sinner non si parla più per quanto sia bravo in campo, ma per quanti Slam riuscirà a vincere da qui a fine carriera. 12? 15? Riuscirà ad arrivare a 20 come i Big 3? Per rispondere a queste domande, che lui si è guadagnato il diritto di ricevere, il suo corpo dovrà tenere duro per tantissimo tempo. Ciò che mi ha sempre stupito dei Big 3, così come di Serena, ancor più che il loro livello riguarda la costanza per cui lo hanno mantenuto. Jannik, ma anche Carlos, quest’anno hanno dimostrato che dopo 3/4 anni ai massimi livelli c’è purtroppo un conto da pagare.

Ipotizzando che la situazione fisica di Sinner non fosse al 100% dopo Wimbledon, potrebbe avere senso anche che lui abbia deciso di fermarsi fino a fine anno per risolvere non solo il problema al ginocchio, ma anche per investire al massimo questo tempo per risolvere altri piccoli problemi fisici. Due piccioni con una fava, insomma. Premesso che non so niente, ma se io fossi al suo posto, lo considererei come un pensiero più che logico da fare. Anziché affrettarsi a tornare in campo, perché non controllare tutto approfonditamente?”, ha cocluso lo statunitense.

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