Andrea Petkovic, è già futuro: debutta da conduttrice in tv

La tedesca, da sempre appassionata di comunicazione, ha iniziato a condurre un format di approfondimento su ZDF, Nel 2020 il suo impegno nel circuito potrebbe alleggerirsi

Di Pietro Scognamiglio
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Ben nota nel circuito per la molteplicità dei suoi interessi, Andrea Petkovic ha sfruttato la off season per dare il via a una nuova avventura professionale. La definiamo così perché non sembra avere i connotati dell’occasionalità o del passatempo, almeno stando a quanto fatto filtrare dalla diretta interessata. Il primo dicembre è andato in onda sul canale tematico tedesco ZDF Sport uno degli speciali da lei diretti, con l’esordio nel ruolo di conduttrice televisiva. Stile impeccabile che sta già spopolando sui social e collaudata disinvoltura davanti alle telecamere, la stessa già mostrata in altre occasioni. La numero 78 del mondo è riuscita così a dare sfogo maturo a una sua passione sempre coltivata, quella per il giornalismo e più in generale per la comunicazione sportiva.

La prima volta dall’altra parte delle telecamere è stata preceduta, nel corso degli ultimi anni da articoli sul tennis (ma gli spunti sono andati anche oltre le vicende di campo) e da un utilizzo mai banale dei social, specie su Twitter dove i suoi cinguettii vengono sempre seguiti con attenzione. Garantiscono forma curata e contenuti mai banali. Petkovic, al netto di risultati recenti non da copertina, è stata sempre considerata personaggio di interesse dal punto di vista mediatico. All’agonismo si approccia ormai con serenità, senza ossessioni, dopo i vari infortuni che l’hanno frenata negli anni scorsi. Nella stagione appena conclusa, il miglior risultato è stato la semifinale persa a Linz contro Cori Gauff.

Fuori dal campo, però, ha iniziato nei mesi scorsi un percorso di specializzazione ad Harvard e uno dei suoi scritti a tema sportivo è stato premiato negli Stati Uniti. Nel suo curriculum accademico figurano già una laurea in scienze politiche e le nozioni acquisite in alcuni corsi di filosofia e letteratura seguiti per via telematica, impegni non sfociati nel conseguimento di un secondo titolo accademico ma funzionali alla curiosità e alla voglia di imparare che Andrea ha sempre manifestato. A 32 anni, ha lasciato intendere come l’impegno nel circuito (pur confermato per il 2020) potrebbe alleggerirsi. Per condividere spazi e tempi con altre attività. E con la costruzione del suo futuro.

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