Le mille racchette rotte di Safin: “Quelli della Head le hanno contate tutte”

Per la precisione sono 1055 ed è lo stesso Marat a confermarlo: "Mi hanno spedito uno snowboard con il numero preciso scritto sopra!"

Di Lorenzo Colle
3 min di lettura 💬 Vai ai commenti
🔒 Ubitennis Paywall
Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

Nell’ultima puntata di Tennis United, il talk show tennistico condotto a distanza da Vasek Pospisil e Bethanie Mattek-Sands, il pubblico è stato allietato da due ospiti d’eccezione: Marat Safin e Yevgeny Kafelnikov, entrambi russi, entrambi vincitori Slam e entrambi ex numeri uno del mondo.

Protagonista indiscusso è stato Safin, tanto noto per le sue qualità tecniche quanto per la discontinuità e l’irrequietezza in campo. Nel corso della puntata, il russo ha svelato il preciso numero di racchette rotte in carriera, scatenando l’ilarità generale: “Ho ricevuto uno snowboard da Head con sopra scritto: 1055. Le hanno contate tutte!

A cavallo tra gli anni ’90 e i primi anni 2000, Kafelnikov e Safin hanno vinto due Slam a testa, spronandosi l’un l’altro a migliorare sempre di più. Lo stesso sta succedendo adesso tra Daniil Medvedev, Karen Khachanov e Andrey Rublev, tutti e tre classificati tra i primi 15 giocatori del mondo. “Quando sono diventato top 10, Marat era sei anni più giovane di me e voleva raggiungermi. Tra di noi c’era sana competizione e ci spronavamo a vicenda. Abbiamo tre ragazzi in top 20 e tutti e tre sono in competizione tra loro. Questo è il motivo per cui il tennis russo sta andando così bene“, ha commentato Kafelnikov.

È una competizione sana perché sono ancora amici”, ha confermato Safin.“Vanno fuori a cena insieme. Sono bravi ragazzi, il che è un bene. Sono pronti a imparare e anche questo è un bene“. Safin, lo ricordiamo, ha fatto da capitano alla selezione russa nella ATP Cup dello scorso gennaio.

Inevitabile è arrivata anche la domanda su quali siano stati i momenti più belli della carriera per i due. Abbastanza scontata la risposta di Kafelnikov: “Vincere gli Slam (Roland Garros 1996 e Australian Open 1999, ndr) e diventare numero uno del mondo sono state le vette più alte della mia carriera. Significano molto per me.

Non sorprendono neanche gli highlights scelti da Safin: “Uno è ovviamente lo US Open (2000, vittoria in finale su Sampras, ndr). Il secondo è stato battere Federer nella semifinale degli Australian Open (2005, ndr) e poi vincerli. Il primo è stato inaspettato, il secondo era quello più realizzabile. Avevo avuto alcuni tentativi e non erano andati bene…alla fine ce l’ho fatta”.

🎾 Gioca con noi
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per Wimbledon e sfida la community Ubitennis. Scarica la nostra app o gioca dal web!
Leave a comment