ATP Parigi: Sinner travolge Shelton, è in semifinale

Jannik Sinner smaltisce un avvio contratto, poi prende il controllo del match con lucidità e potenza. Vittoria per 6-3 6-3 e prima semifinale al Masters 1000 di Parigi. 24^ vittoria consecutiva indoor

Di Jenny Rosmini
5 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jannik Sinner – Parigi 2025 (foto via Twitter @RolexPMasters)
🔒 Ubitennis Paywall
Un messaggio dal direttore
Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

Jannik Sinner archivia Shelton 6-3 6-3 e, nella sua 400ª partita a livello ATP, centra la prima semifinale al Rolex Paris Masters, estendendo a 24 la striscia di vittorie indoor. L’azzurro è ora a due successi dal tornare n.1 del mondo: se dovesse vincere il titolo a Parigi, lunedì riprenderebbe la vetta del ranking (non per molto). In semifinale lo attende il vincitore di Medvedev–Zverev: contro il russo conduce 8–7 nei precedenti, mentre con il tedesco è 4–4, arricchito dal trionfo nella finale di Vienna di domenica scorsa.

[2] J. Sinner b. [5] B. Shelton 6-3 6-3

Primo set: Sinner sbanda all’avvio, ma poi non sbaglia più

Partita iniziata con Sinner molto concentrato sulla risposta, consapevole di trovarsi di fronte a un grande battitore come Shelton. L’altoatesino cerca di impattare la palla il prima possibile per togliere tempo all’americano e farlo muovere lateralmente, mettendo alla prova la sua reattività.

Nel terzo gioco arrivano subito due palle break per Sinner, ma l’azzurro non riesce a concretizzarle: un diritto in rete e una gestione un po’ confusa della seconda occasione consentono a Shelton di salvarsi. Nei primi scambi Sinner sembra un po’ contratto e anche fisicamente meno brillante; l’americano vince quasi tutti i punti lunghi, mentre dalla panchina arriva il suggerimento di accorciare gli scambi.

Nel quinto gioco Sinner ottiene finalmente il break, ritrovando equilibrio e lucidità. Gioca con più tattica e controllo, senza forzare eccessivamente, e concretizza il vantaggio sul 15-40 — lo stesso tipo di situazione che non era riuscito a sfruttare nel secondo gioco.

Da lì in poi domina: splendida una prodezza in passante incrociato per andare sullo 0-40, e poco dopo consolida il break, salendo 4-2 con un parziale impressionante di 12 punti a 2.

La capacità di spostamento di Sinner è straordinaria: sempre in equilibrio, anche in corsa sembra avere il tempo di fermarsi e ritrovare il baricentro. I suoi colpi, puliti e profondi, aprono perfettamente il campo, mirando con precisione millimetrica agli angoli.

Sinner mantiene ancora una volta il servizio a zero e sale 5-3: fin qui, Shelton ha conquistato un solo 15 in risposta. L’americano appare invece confuso; dal box, il padre-coach gli suggerisce di essere più “disruptive” e di rompere gli schemi dell’italiano, ma gli schemi di Sinner si dimostrano indistruttibili.

Nel nono gioco, Sinner strappa nuovamente il servizio all’avversario e chiude il primo set 6-3 in 34 minuti, grazie anche a una risposta di puro riflesso su un servizio a 221 km/h.

Secondo set: dopo il controbreak, Sinner rialza il livello e sigilla la vittoria

La prima occasione per Sinner arriva nel quarto gioco, sul 40-30 in risposta riesce a strappare il servizio a Shelton e portarsi avanti 3-1.
Ma nel turno successivo l’azzurro concede qualcosa: va subito sotto 0-40, offrendo all’americano le prime palle break dell’intera partita. Shelton le sfrutta con decisione, ottenendo il controbreak a zero e riaprendo così il set. Shelton, rinvigorito, tiene il proprio turno di battuta a zero e aggancia il 3-3. Ma l’italiano non si scompone e risponde allo stesso modo: game tenuto a zero e nuovo vantaggio, 4-3.

Nell’ottavo gioco, arriva la svolta definitiva: Sinner si procura due palle break e le concretizza grazie a un doppio fallo di Shelton — il quinto del match — che gli regala il game e lo porta sul 5-3.
Poco dopo, chiude senza esitazioni: 6-3 anche nel secondo set, in appena un’ora e nove minuti complessivi di gioco.

È la 43ª semifinale della sua carriera e la prima all’ATP di Parigi.
Fisicamente può apparire affaticato, ma tatticamente non perde mai lucidità. ll punteggio finale è netto, con 20 punti in più rispetto all’avversario, che ha commesso il doppio degli errori.

🎾 Gioca con noi
Gioca al nostro Fantatennis
Crea la tua squadra per Wimbledon e sfida la community Ubitennis. Scarica la nostra app o gioca dal web!
Leave a comment