Passione fa rima con speculazione. È l’asciutto schema mentale che cerca di applicare chi ambisce a gonfiare le proprie tasche a scapito di coloro, ultimi in ordine di arrivo, ancora a caccia di un biglietto per seguire eventi sportivi di massima importanza.
Parliamo di bagarinaggio, e il bagarinaggio non ha confini. Ne sa qualcosa anche Melbourne, con l’Australian Open arrivato alle battute conclusive con le due semifinali pronte a svelare i nomi di chi si contenderà il titolo nell’edizione 2026. La polizia dello Stato di Victoria si è adoperata per arginare tale fenomeno, arrestando alcuni responsabili delle spropositate inflazioni ai tickets per i match di Melbourne Park.
La legge prevede il divieto di vendita dei biglietti, inerenti a manifestazioni dichiarate come Australian Open o Gran Premio di Formula Uno, a un costo di più del 10% superiore rispetto al proprio valore nominale. Le partite sotto la lente di ingrandimento sono due. La prima è quella valevole per i quarti di finale tra Carlos Alcaraz e Alex de Minaur dove due biglietti, dal valore iniziale di 299$, sono arrivati a costare 750$ (circa 440 euro), maturando una plusvalenza di 451$. La seconda è l’imminente semifinale di venerdì 30 gennaio, con un biglietto a spiccare il volo da 519$ sino a alla rivendita per 979$ (575 euro). Non serve un genio della matematica per intuire facilmente che siamo ampiamente al di là della forbice di guadagno consentita.
La polizia di Victoria e le misure contro il bagarinaggio
I commercianti che hanno provato a vendere almeno 124 tagliandi a prezzi inflazionati sono finiti in manette, con la polizia dello Stato di Victoria che, tra moniti e contromisure, cerca di venirne a capo. Secondo il quotidiano australiano Herald Sun le forze dell’ordine avrebbero imposto la revoca di circa 57 annunci di biglietti illegali sui siti di vendita secondaria online. Al fine di scoraggiare i futuri trasgressori, il governo statale ha diramato un comunicato sui relativi rischi e le sensazioni per chi non rispetta le regole:
“Siamo determinati a garantire che i biglietti per l’Australian Open abbiano un prezzo equo per i tifosi, motivo per cui eventi importanti come questo sono tutelati dalle nostre severe leggi contro il bagarinaggio. Il nostro messaggio ai bagarini è chiaro: non vendete biglietti per eventi importanti a prezzi gonfiati, altrimenti rischiate di essere multati”. Non si tratta di bruscolini, ma di multe salate con una sanzione, secondo le leggi dello Stato di Victoria, chd vanno da un minimo di 1018$ a 610.530$ (da 600 fino a 360.000 euro), a seconda della gravità del reato.
