[Q] S. Bejlek b. [2] E. Alexandrova 7-6(5) 6-1
E’ approdata una nuova stella nel tennis femminile, decisa a far brillare la vetrina WTA. Finalmente una giocatrice capace di essere qualcosa di differente, ma allo stesso tempo dal sapore rétro. Sara Bejlek personifica un tennis di completezza tecnica e strategica, in grado di abbinarsi ad un strapotere fisico in termini di resistenza. Vince il primo titolo della sua giovanissima carriera, al termine di un cammino straordinario. Una settimana fa disputava il primo turno di quali: sette partite vinte, tre top 20 battute e un incremento in classifica impensabile. Un 7-6(5) 6-1 in 1h41‘ con frazioni agli antipodi, una soffertissima l’altra dominata, che le regala il 500 degli Emirati. Da lunedì, lei che ha iniziato il torneo da n°101, sarà trentottesima nel ranking mondiale: dopo una carriera junior che la vide nel 2022 ottenere la semifinale in Australia e la quarta posizione Under 18.
Ekaterina Alexandrova satura di testa, annichilita in personalità e carattere, perde contro Bejlek la quinta finale nelle ultime sei giocate (la quarta consecutiva). Undici anni in più, ma un tennis notevolmente più povero. Sicuramente il problema alla spalla avvertito nel primo set l’ha condizionata pesantemente nella spinta del servizio, ma ciò non giustifica i tremori mostrati nei momenti clou. Adesso per la russa – riserva alle ultime WTA Finals – la possibilità di riscattarsi nella finale di doppio, soprattutto per riprendersi in vista della pesante cambiale da difendere a Doha.
Primo set: durissima frazione, spicca il carattere di Bejlek su Alexandrova
Dallo Zayed Sports City International Tennis Centre di Abu Dhabi va in scena la quinta edizione del torneo emiro. La finalissima mette di fronte la testa di serie n°2 contro un’autentica sorpresa proveniente dalle qualificazioni. Entrambe sono reduci da semifinali al cardiopalma: Ekaterina ha dovuto cancellare un match point prima di rimontare Baptiste, Sara si è imposta su Tauson dopo quasi tre ore di lotta a pochi minuti dallo scoccare della mezzanotte. Prima di questa settimana, dove ha raggiunto la prima finale in carriera vincendo 5 partite due set, la ventenne ceca vantava come migliore risultato nel Tour i quarti ottenuti nel 2025 a Praga con appena 7 vittorie complessive a livello di circuito principale. Per la tennista russa, al contrario, l’approdo all’ultimo atto è ormai divenuta una piacevole ricorrenza dallo scorso anno quando raggiunse quattro finali trionfando a Linz. Una serie di risultati che le ha permesso di entrare in Top 10.
Bejlek è una giocatrice molto atipica per il tennis moderno: mancina, in grado di utilizzare tutti gli angoli del campo e capace di variare continuamente mediante l’uso di svariati tagli. Contro Alexandrova, che invece fa della solidità e della costanza i suoi punti di forza esprimendo un tennis di continuità e di rendimento, sarà ancora più importante evitare di dare ritmo alle accelerazioni progressive ceche.
E’ chiaro che un ruolo cruciale nell’incontro l’avrà l’aspetto fisico, la classe 2006 ha giocato esattamente il doppio dei match disputati dalla trentunenne: oltretutto Sara si è presentata in campo con una fasciatura al polpaccio sinistro. La palla della ceca è decisamente più arrotata, è cresciuta sulla terra e si vede, non disdegnando di far correre la russa anche nella copertura verticale esibendosi in ottime smorzate prima di eseguire chirurgicamente il pallonetto a chiusura dello schema. Nonostante la giovane età, Bejlek è sempre stata – fin da junior -un prospetto dal buonissimo potenziale da cui ci si attendeva un imminente salto di qualità. Con il suo tennis “diverso” dalla monotonia del tennis femminile, fatto variazioni sul tema come lo slice e il chop, la giovane ceca è la prima a rompere l’equilibrio nel quarto gioco avviando i presupposti per il break tramite uno splendido cross strettissimo di dritto. Vantaggio poi vidimato dalla stessa Alexandrova, vittima di un evidente passaggio a vuoto con diversi gratuiti. L’illusione ceca dura pochissimo, arriva immediatamente il contro-break: anche in questo caso a zero, ci erano andate vicine a scambiarsi i favori già nei primi due turni di servizio tenuti ai vantaggi (3-2).
Si vede limpidamente come gli sforzi profusi in semifinale abbiano lasciato delle scorie, l’eccezionale mobilità che sono solite mostrare non si ammira con la stessa puntualità. La russa cerca di verticalizzare di più, ma soffre ancora e la spunta sempre ad oltranza (3-3). A proposito di energie spese, la n°11 WTA richiede un MTO per farsi trattare la spalla sinistra.
Quando il gioco riprende, la fase del match che segue è tutto fuorché esaltante: tanti errori e rarissime giocate di qualità. Ma come detto, ambedue hanno un discreto alibi con il serbatoio quasi svuotato. Sul 4-4, sfruttando le difficoltà sempre più impellenti di Sara nello spostamento laterale, Alexandrova si procura una ghiotta palla break ma non è abbastanza fredda. Allora Bejlek sale in cattedra con il suo tennis liftato, iniziando a far male più spesso grazie al lungolinea bimane. La partita d’improvviso riacquista tono e vigore, con la sensazione che una dose di forze straordinarie le abbia pervase ed irrorate di nuova carica energetica.
Non succede nulla di rilevante fino al 6-5, quando con la russa al servizio per agganciare il tie-break, la giovanissima ceca rimonta dal 30-0 vincendo tre punti consecutivi con lo stesso motivo tattico. Accorciare la gittata dei suoi colpi per poi rialzare immediatamente la traiettoria rispolverando profondità. Sul set point, Sara prova ad essere aggressiva in risposta tentando una soluzione definitiva ma la palla si ferma in rete. Tuttavia, in questo frangente Ekaterina è completamente imballata dalla paura: cerca di sfogarsi con Andreev per scuotersi. Purtroppo però anche Sara sul secondo set point è troppo passiva. Alla fine, dopo un’interminabile game da 15 punti alla quinta occasione la russa centra il 6-6.
Due mini-break a fare da antipasto, poi un durissimo braccio di ferro nel terzo punto del tie-break indirizzano l’esito del set. Il punto lo vince Alexandrova con un recupero in avanzamento, ad infliggere il colpo di grazia a Bejlek un altro interminabile scambio che la vede soccombere per un nastro in grado di accomodare l’avanzata russa.
Ora la ceca ha perso eccessivamente campo e i metri da percorrere aumentano a dismisura. Ma Ekaterina sentendo vicino l’obiettivo, si fa nuovamente attanagliare dalla tensione e dal 4-2 perde tre punti in fila che portano Sara sul 5-4. Nell’ultimo scatto, infine, sale su di giri la resistenza fisica e mentale della ceca che si mostra più forte di testa. Il rovescio lungo di Alexandrova, dopo il terzo scambio di durezza inaudita che la ventenne vince in modo incredibile quasi sdraiata dalla fatica con un diritto che ricade all’incrocio delle righe, sigilla una prima frazione soffertissima e tostissima. Un’ora e dodici minuti, è avanti Bejlek.
Secondo set: Bejlek funambola, Alexandrova crolla. Il titolo è suo
Sara non cala di un millimetro dopo il set vinto, anzi continua ad osare in maniera straripante. Ubriaca la russa con attacchi in slice e una copertura delle rete da assoluta giocoliera circense. Alexandrova va ancora più in confusione, la bussola della lucidità è ormai smarrita. Ekaterina commette doppio fallo e alla seconda chance offerta lancia la ceca già avanti di un break in avvio di secondo parziale. Bejlek coglie la palla al balzo e accelera le operazioni (2-0).
La n°2 del seeding è completamente esausta di testa, la sua più giovane avversaria sta dimostrando superiore carattere e maggiore personalità. Ma soprattutto Sara è in grado di arrivare su qualsiasi palla, anche su colpi che sembrano irraggiungibili dove non solo riesce ad essere col tempo giusto per trovare l’impatto ma restituisce sempre un’opposizione fastidiosa. Il fisico eccezionale, considerate anche le sette partite in 8 giorni, fa il resto. La russa lascia andare l’ultimo appiglio di speranza, subendo il doppio break – per la seconda volta nel match servizio ceduto a zero – che ratifica nella sostanza il successo ceco. Il 3-1 diventa 4-1. La partita è finita, negli ultimi quattro giochi il parziale recita 18 punti a 3 per altrettanti games cechi. Sara Bejlek da favola, Abu Dhabi è sua. 6-1 in 29 minuti.
