A Montpellier, si designa ufficialmente la finalissima dell’Open Occitanie. Le due semifinali hanno raccontato due duelli serrati, a partire da un ritrovato Adrian Mannarino, che sta vivendo una settimana straordinaria in Francia. Ha fatto sognare il pubblico transalpino anche Titouan Droguet, steso nel set finale dal re dell’Indoor, Felix Auger-Aliassime. Di seguito, la cronaca dei due incontri.
[1] F. Auger-Aliassime b. [Q] T. Droguet 6-4 (5)6-7 6-1
(ha collaborato Andrea Binotto)
Si è concluso dopo quasi due ore e trenta il primo scontro tra Droguet e Auger-Aliassime, vincitore della semifinale dell’Open Occitanie. Il canadese confeziona l’89esima vittoria a livello indoor, confermandosi come il giocatore più in forma, al chiuso, dal 2020, e domenica sfiderà Mannarino nella 21^ finale ATP della carriera.
Nel parziale d’apertura il campione in carica del torneo ha messo le cose in chiaro sin da subito. I suoi giochi in battuta sono filati via lisci, mentre il 24enne francese ha faticato molto a tenersi stretti i suoi. In avvio di partita il transalpino ha mostrato un grande spirito combattivo con il quale ha cancellato ben sei palle break al suo avversario. La settima occasione, però, è stata quella buona per il 25enne canadese, che dopo aver brekkato è giunto alla meta senza faticare troppo.
All’alba del secondo parziale, prende coraggio Droguet, sostenuto a gran voce dal pubblico transalpino, desideroso di assistere ad una finale tutta francese. Aliassime pasticcia col dritto nel secondo game, ma è lesto a riparare con l’ottimo servizio dopo la concessione della palla break. Il gioco di Titouan vive di picchi e momenti meno proficui, dato il suo stile quasi estremo, senza mezze misure. Felix prova a dare lo strappo mettendo a segno alcuni colpi degni del suo nome, ma le seconde di servizio di Droguet puntano la figura del canadese, superando anche i 200 km/h. Per Auger-Aliassime, breakkare, è tutt’altro che un gioco da ragazzi. Così, il patema del canadese, raggiunge il culmine nel tiebreak, conquistato da un frizzantissimo Droguet per sette punti a cinque.
Il canadese porta con sé gli strascichi del secondo parziale, e nel set decisivo s’innesca un valzer di errori gratuiti, da una parte e dall’altra. Droguet regge sino al quarto game, e sulla palla break commette un sanguinoso doppio fallo che permette ad Aliassime di scappare nello score. Dopo aver impensierito l’avversario per ben due set, il francese si disunisce del tutto, incassando un tremendo 6-1 nel set finale. Felix Auger-Aliassime raggiunge Mannarino nella finalissima di Montpellier.
A. Mannarino b. [Q] M. Damm 1-6 6-3 6-4 (di Andrea Binotto)
È Adrian Mannarino l’altro finalista del torneo. Il 37enne francese ha battuto Martin Damm in rimonta, per 1-6 6-3 6-4 dopo circa un’ora e trequarti di partita, nel loro primo confronto diretto. La partita non è però iniziata nel migliore dei modi per il transalpino, che subendo 16 vincenti dal 22enne statunitense e non riuscendo mai a impensierirlo in risposta si è fatto travolgere nel primo parziale. Nel secondo, invece, Mannarino ha battuto meglio, ha tratto vantaggio dai numerosi errori dell’avversario (15 in tutta la frazione), dalle seconde di servizio aggredibili e ha rimesso così in piedi il match convertendo l’unica palla break procurata.
Nel parziale decisivo ulteriori gratuiti dettati dalla fretta hanno condannato Damm. Il break subito in apertura è stato infatti custodito con gelosia dal francese, che dopo aver cancellato due palle del contro break, al momento di servire per chiudere i conti, è riuscito a mettere la firma sulla partita al secondo match point. Nonostante l’americano abbia messo a segno più del doppio dei vincenti rispetto al suo avversario (41 di cui 23 ace, con l’84% di punti vinti con la prima, il transalpino 19 di cui 11 servizi vincenti), ha commesso anche parecchi gratuiti più di Mannarino (35 a 14), molto bravo a sfruttare le sue occasioni e a chiudere con il 78% di trasformazione con la prima.
Resta comunque un gran torneo per Damm, che prima di questa settimana non aveva neanche mai raggiunto un ottavo di finale ATP e aveva battuto un solo top 100 in carriera (ora il suo bilancio è 4-6). La vittoria su Hubert Hurkacz, ma anche quella contro Luca Nardi, sono state un prosieguo di quanto mostrato nell’ultimo periodo, nel quale si era qualificato per il tabellone principale dell’Australian Open. Dal prossimo lunedì salirà alla posizione numero 130 al mondo, suo best ranking.
Mannarino, dal lato opposto, si riavvicina alla top 50. Sebbene il suo avversario, come anche lui stesso, avesse un buon record contro i tennisti mancini, la sua esperienza in alcuni momenti cruciali della partita gli ha permesso di prevalere. La fiducia riacquistata grazie ai due derby vinti nel torneo, dopo un inizio di stagione con 0 successi e 4 sconfitte, lo ha portato a essere più cinico nei momenti topici del parziale decisivo, lui che per di più dal 2022 non godeva di un buon bilancio contro i tennisti fuori dalla top 150 (35-25 il suo storico prima di questa partita). Adesso, però, ha staccato il pass per la sua 16esima finale ATP in carriera, la sesta su cemento indoor. Ma soprattutto, domenica giocherà per la prima volta in casa un ultimo atto di un evento del circuito maggiore.
