Casper Ruud è diventato il primo giocatore di alto profilo a usufruire della nuova “Parental Status Exemption” introdotta dall’ATP a partire dalla stagione 2026.
Il 30 gennaio il norvegese attuale N. 13 del mondo e la moglie Maria Galligani hanno accolto la loro prima figlia. Nei giorni successivi Ruud ha deciso di rinunciare all’ATP 500 di Dallas (9–15 febbraio), torneo in cui nel 2025 aveva raggiunto la finale, per restare in Norvegia con la famiglia.
In condizioni normali, un ritiro dopo la deadline da un torneo ATP 500 comporta delle sanzioni: oltre a una possibile multa, può essere prevista una penalità di ranking, che per un top 30 (Commitment Player) si traduce generalmente nell’assegnazione di zero punti per l’evento.
Questa volta, però, il sistema sanzionatorio non è stato applicato.
Cosa prevede la nuova regola
Nel Rulebook ATP 2026, nella sezione dedicata alle “Penalità per ritiro” e alla “Revoca delle multe e/o penalità per ritiro”, è stata inserita una clausola specifica relativa allo status genitoriale.
La norma stabilisce che:
“Il giocatore non è soggetto ad alcuna sanzione per ritiro tardivo qualora si ritiri entro un periodo di due settimane coincidente con la nascita o l’adozione legale di un figlio (ossia fino a quattordici (14) giorni prima o dopo l’evento). È richiesta la presentazione di una documentazione ritenuta adeguata dall’ATP.”
Il ritiro di Ruud dal Dallas Open rientrava pienamente in questa finestra temporale, consentendogli di evitare sia la sanzione economica sia l’eventuale zero in classifica.
La rinuncia alla Davis Cup e il rientro
Nei giorni precedenti al torneo texano, Ruud aveva già rinunciato alla sfida di Coppa Davis tra Norvegia e Gran Bretagna (5–6 febbraio), sempre per la nascita della figlia. La notizia era arrivata circa dieci minuti prima della cerimonia del sorteggio.
Il suo rientro nel circuito è avvenuto a metà febbraio al Delray Beach Open, dove ha raggiunto i quarti di finale prima di essere sconfitto da Sebastian Korda, segnando così la ripresa regolare dell’attività agonistica.
Tennis e paternità: verso un circuito più sostenibile?
La “Parental Status Exemption” rappresenta un aggiornamento significativo del regolamento ATP, in un sistema tradizionalmente rigido in materia di obblighi di partecipazione, soprattutto nei tornei Masters 1000 e 500.
Il caso Ruud costituisce la prima applicazione pubblicamente rilevante della norma, che riconosce formalmente la nascita o l’adozione di un figlio come circostanza legittima per un ritiro senza conseguenze disciplinari o di ranking. La tutela della paternità non è più affidata alla buona volontà dei tornei o a negoziazioni informali, ma è scritta nero su bianco.
Una modifica che introduce maggiore chiarezza regolamentare su un aspetto finora gestito senza una previsione specifica nel codice ATP.
