ATP Miami, Fils: “Che sia finale o primo turno, mi concentro allo stesso modo. Ho vinto grazie al mio team”

"Paul ha giocato meglio di me, non capivo dove tirasse" ha ammesso candidamente Arthur Fils, per la prima volta in semifinale al Miami Open

Di Sabrina Giorgi
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Arthur Fils - Miami 2026 (foto X @MiamiOpen)

Dopo aver eliminato Tommy Paul con il punteggio di 6(3)-7 7-6(4) 7-6(6) ai quarti del Miami Open 2026, Arthur Fils approda per la prima volta in carriera in semifinale. Nella conferenza stampa post match racconta della partita vinta e del lavoro svolto con il suo team. Ad attenderlo al prossimo turno sarà Jiri Lehecka.

Fils su Paul: “Non capivo dove tirasse”

D: Arthur, complimenti. Come sei riuscito a far girare la partita?
ARTHUR FILS
: “Non lo so davvero, ho solo dovuto continuare a credere in me stesso, era la cosa più importante. Paul ha giocato un tennis davvero ottimo, soprattutto nel tie-break fino al 6-2: ha fatto quattro o cinque vincenti, stava giocando in modo incredibile. Io mi sono detto: punto dopo punto, se sono fortunato ne esco, altrimenti va bene lo stesso, non è un dramma. Serviva benissimo, non capivo dove tirasse, e anch’io stavo servendo piuttosto bene. È stata davvero una battaglia dura. Stava giocando meglio di me, quindi dovevo solo lottare fino alla fine e vedere cosa sarebbe successo”.

D: Come ti senti fisicamente? Il terzo set è stato duro.
ARTHUR FILS: “Sì, è stato duro fisicamente, adesso devo recuperare. Le gambe fanno un po’ male, le sento un po’ rigide, ma quando vinci di solito non lo senti troppo. Se avessi perso, domani probabilmente non riuscirei nemmeno a camminare”.

D: È evidente che hai una grande fiducia interiore in quello che sai fare. Rimontare da 2-6 nel tie-break lo dimostra. Da dove viene questa convinzione che forse altri non hanno?
ARTHUR FILS: “Viene sicuramente dall’educazione che ho ricevuto, ma stasera se il mio team non fosse stato in campo con me avrei perso di sicuro. Mi hanno spinto in modo incredibile: Oliver, mio padre, Lapo, Iván, Chris, anche gli amici e la famiglia che erano nel box. Mi hanno spinto così tanto che alla fine ho vinto grazie a loro”.

“Finale o primo turno? Gioco allo stesso modo”

D: Era il tuo quinto quarto di finale qui, ed è la prima volta che arrivi in semifinale. Che effetto ti fa?
ARTHUR FILS
: “Onestamente non cambia molto essere in semifinale: per me conta vincere le partite. Che sia una finale o un primo turno, sono sempre concentrato allo stesso modo per vincere. Se otto mesi fa, quando ero fermo per il problema alla schiena, mi avessero detto che avrei giocato una semifinale a Miami, avrei firmato subito. Però non è questo l’aspetto principale: la cosa più importante è il lavoro che facciamo ogni giorno, ed è grazie a quel lavoro che ci costruiamo le occasioni e poi riusciamo a sfruttarle. Comunque mi diverto qui e mi fa molto piacere essere in semifinale per la prima volta in vita mia. Ora cercherò di dare il massimo per arrivare in finale: ho un match duro contro Jiri (Lehecka), vediamo come andrà, ma la sensazione è molto positiva”.

Difesa e rovescio in scivolata

D: Avevi detto qualche giorno fa che la tua difesa stava diventando più efficiente. Sul match point stavi difendendo: come l’hai vissuto?
ARTHUR FILS: “Sul match point stavo difendendo in modo folle, scivolando ovunque, cercando solo di rimettere la palla in campo e aspettare. È in quei momenti che sento di essere davvero migliorato fisicamente. Oggi ho fatto un po’ di fatica in risposta, ma la cosa fondamentale è lottare fino in fondo. Ed è quello che abbiamo fatto oggi con la mia squadra, e sono molto contento della vittoria”.

D: Che cattive abitudini avevi che sei riuscito a cambiare?
ARTHUR FILS: “Il rovescio in scivolata. Di solito non scivolavo mai sul lato del rovescio, ora invece scivolo molto bene”.

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