Al termine della finale del Rolex Monte-Carlo Masters vinta da Jannik Sinner su Carlos Alcaraz e arricchita dal sorpasso in classifica, vale la pena di riprendere e aggiornare alcune cifre della storia del nuovo numero uno del ranking ATP, nei confronti del suo primo avversario come della sua carriera in generale.
Intanto il confronto diretto: Jannik si aggiudica il duello numero 18 e accorcia ulteriormente dopo il successo alle ATP Finals, ora il parziale è di 11-7 per il murciano; sulla superficie rossa, quella più gradita ad Alcaraz, l’asso altoatesino ha domenica prevalso per la seconda volta, con il rivale che è a quota 4 vittorie. Sinner in precedenza si era aggiudicato l’atto conclusivo di Umago nel 2022.
Le finali tra Sinner e Alcaraz
Quella del Country Club è la nona finale tra i due protagonisti del circuito e il bilancio vede in vantaggio Carlos ora di una sola lunghezza, 5-4, parziale che si riduce a 2-1, sempre per lo spagnolo, nel comparto Master 1000, con i due precedenti a favore di Alcaraz nelle ultime edizioni di Roma e Cincinnati.
Scandagliando anche i parziali dei loro match scopriamo che Sinner, spuntandola domenica in due set ha portato a 26 il numero delle frazioni vinte, mentre Alcaraz vanta tre successi parziali in più; con il tie-break vinto Jannik accorcia il divario portandolo in questo caso a -2 con l’attuale 9-7.
I Master 1000
Sinner tocca quota 22 partite consecutive vinte nelle manifestazioni di categoria appena inferiore ai tornei major: considerando Parigi-La Defense, Indian Wells e Miami, Sinner ha iniziato la serie con i sedicesimi di finale nella capitale francese, opposto a Zizou Bergs. Vale la pena di ricordare come la sconfitta subito precedente era giunta a Shanghai per ritiro al primo turno con l’olandese Tallon Griekspoor. La serie più lunga è di Djokovic (31, dal secondo turno di Indian Wells 2011 alla finale persa a Cincinnati nello stesso anno, con Andy Murray), che vanta altre due winning streak (di 30 e 23 successi) superiori a quelle del nostro portacolori, nonché una di pari numero di vittorie.
Il quarto titolo 1000 consecutivo ottenuto in eventi a loro volta consecutivi (ovvero non semplicemente giocati dall’atleta) permette al campione azzurro di raggiungere in cima alla speciale classifica Novak Djokovic e Rafa Nadal: il primo ha messo a segno l’impresa tre volte e nel secondo caso, tra il 2014 e il 2015, con i medesimi tornei di Sinner, il secondo in una occasione, interamente nel 2013 (Madrid, Roma, Montreal, Cincinnati).
Con il trofeo monegasco in bacheca Jannik si “annette” il settimo torneo diverso di categoria, e in questa particolare graduatoria stacca il rivale: all’azzurro ora mancano solo Madrid e Roma per completare la collana, mentre Carlitos non ha ancora piantato la bandierina in Canada, a Shanghai e a Parigi. A quota sette come Sinner troviamo Nadal, Agassi e Murray, a otto Federer (il cui curriculum include Amburgo, fino al 2009 incluso nel club) e a nove Djokovic.
Nella graduatoria dei vincitori di categoria, guidata sempre dall’asso di Belgrado con 40 titoli, l’italiano raggiunge l’iberico a quota 8 in settima posizione, gradino condiviso anche con l’austriaco Thomas Muster. Prima di loro anche Nadal (36), Federer (28), Agassi (17), Murray (14) e Sampras (11); i due americani citati condividono con Jannik l’aver vinto solo una volta sul rosso, entrambi a Roma (nel 1994 Sampras, nel 2002 Agassi).
