Paolini in lacrime a Stoccarda: dov’è finito il sorriso di Jasmine?

Jasmine cede alle emozioni. Ma non c'è tempo per rimuginare. Madrid, poi Roma, dove tutto può cambiare

Di Pietro Sanò
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Jasmine Paolini – WTA Roma 2024 (foto: Francesca Micheli/Ubitennis)

Le emozioni di Jasmine Paolini fanno le montagne russe. La gioia per la qualificazione per le Finals di Billie Jean King Cup, ottenuta con la divisa dell’Italia in quel di Velletri – contro il Giappone – si è presto tramutata in sconforto e lacrime nel tetro pomeriggio tedesco. Sotto le luci artificiali del Porsche Tennis Grand Prix, Jasmine Paolini è uscita di scena in modo piuttosto repentino (1 ora e 15 minuti), ma non indolore. Durante l’incontro di primo turno, a Stoccarda – vinto in due set dall’avversaria turca Sonmez – l’azzurra, vistosamente sottotono e lontana dalla sua miglior versione, non ha trattenuto le lacrime. Negli anni, abbiamo imparato ad assistere a drammi sportivi di qualsiasi entità, con annessi crolli emotivi al termine di logoranti battaglie. Ma vedere una giocatrice lasciarsi trasportare in tal modo dall’emotività, durante un match, è un segnale di grande disagio.

Un 2026 senza picchi

La straordinaria tennista azzurra, oltre ad essere celebre per i grandiosi risultati collezionati negli ultimi anni, è certamente nota per il suo contagioso sorriso. E anche in momenti meno brillanti della sua carriera, Jas, non lo ha mai perduto. Le immagini che giungono da Stoccarda sono poco rassicuranti per la punta di diamante del tennis nostrano. La nativa di Castelnuovo di Garfagnana, salvo le positivissime esperienza in maglia tricolore – 4 vittorie nelle ultime partite di BJKC – continua ad attraversare un 2026 turbolento e magro di buoni risultati. Dalla lunga trasferta australiana, passando per la tournée USA, Jasmine non si è mai spinta oltre gli ottavi nei Major della corrente stagione. E nella breve parentesi del ‘500 di Merida si è fermata “soltanto” in semifinale, nonostante l’entry list della tappa messicana la vedesse come unica Top 10 presente in tabellone.

La tournée sul rosso, tra aspettative e pressioni

Il camaleontismo di Jas le ha consentito di entrare nel novero delle tenniste più forti e competitive dei tempi recenti, non arenandosi ad una sola superficie. Anche se – è lapalissiano – le sfumature del tennis di Paolini, e la sua struttura fisica, trovano maggiore armonia sul mattone tritato. Perciò, quando si sbarca nello Swing europeo “Rouge”, le aspettative s’impennano di conseguenza. Terminate le tenebre statunitensi, ed archiviato il mal digerito cemento, ci si attendeva un’azzurra già più frizzante dal torneo di Stoccarda, che, anche se indoor, resta comunque una tappa su terra rossa. E invece, segnale debole o assente dalla Germania del Sud. Dal crollo emotivo di Paolini, avuto nel bel mezzo del match con Sonmez, traspaiono poca serenità e poco entusiasmo. Elementi necessari per sopravvivere all’angosciante solitudine della metà campo tennistica, nonché metafora dell’esistenza.

Il tennis è uno sport maledettamente esigente, poiché richiede un perfetto equilibrio tra corpo e mente, e nel corso della sfida odierna contro la turca, Jasmine sembrava lontana anni luce dalla suddetta condizione di benessere psicofisico.

Il Porsche Tennis Grand Prix – dove peraltro Jasmine ha conquistato le semifinali l’altr’anno – sarebbe dovuto essere un ottimo banco di prova per “il cambio pneumatici”, in virtù della transizione dal cemento al manto rosso. Specialmente, poiché nel corso di questa stagione primaverile europea, Paolini dovrà difendere la pesantissima cambiale da 1000 punti degli Internazionali d’Italia, dove ha trionfato nel 2025. Ma prima, c’è un altro ‘1000’ da affrontare, nella capitale iberica: Madrid. Qui Jas difenderà soltanto un secondo turno, ma non è più una mera questione di ranking. L’azzurra deve ritrovare il sorriso, il suo tennis dinamico e spumeggiante, per scongiurare un tracollo ed essere ancora fagocitata dalle penetranti emozioni negative.

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