WTA Madrid, Swiatek: “Tennis sport durissimo, bisogna farsi aiutare da specialisti”

“Con Francisco Roig esperienza fantastica, ora lavoriamo sodo per migliorare” dice Iga Swiatek alla vigilia del Mutua Madrid Open

Di Danilo Gori
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Iga Swiatek - Madrid 2025 (foto X @MutuaMadridOpen)

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La stagione 2026 è appena entrata nella fase rossa, quella che lei predilige: ancora senza titoli nel 2026, Iga Swiatek approda a Madrid dopo la sconfitta nel vernissage di Stoccarda per mano di Mirra Andreeva nei quarti di finale. Nella capitale spagnola la campionessa polacca ha vinto in solo un’occasione, nel 2024, quando superò al termine di una partita bellissima Aryna Sabalenka. Le condizioni particolari di altitudine offrono un appiglio in più al tennis della Tigre di Minsk, che infatti vanta ben tre titoli, tra cui quello che le permette di fregiarsi della carica di campionessa uscente.

Roig, allenamenti e adattamento

Il bilancio decisamente favorevole alla numero uno del mondo in un torneo su superficie lenta non deve quindi sorprendere più di tanto e a Iga, infatti, preme subito parlare della necessità di abituarsi ai campi come di un fattore decisivo: “In questo momento sono concentrata sulla mia prima partita. Anzi, non tanto sulla partita in sé, quanto sugli allenamenti e sull’adattamento alle condizioni”.

In questo aspetto, come in altri, ovviamente, l’atleta di Varsavia si aspetta molto dalla nuova collaborazione con Francisco Roig. Swiatek si è allenata con lui per dieci giorni a Maiorca prima di Stoccarda e ha definito come “fantastica” l’esperienza; lui, dice Iga, “Ha un buon occhio e capisce subito di cosa ha bisogno la giocatrice. Sapeva anche esattamente cosa avevo sbagliato e cosa dovevamo migliorare. Quindi eravamo sulla stessa lunghezza d’onda”.

L’esperienza con Rafa Nadal

La quattro volte vincitrice di Parigi morde comunque il freno, sapendo bene che il percorso di crescita non è mai immediato in questi casi e passa attraverso l’interiorizzazione di nuovi insegnamenti; insomma, ci vogliono tempo e lavoro duro, come sempre. Si illumina quando le si chiede dell’esperienza a Manacor con Rafa Nadal, il suo punto di riferimento: “È stato incredibile. Era lì per i primi due giorni della mia pausa, ed è stato molto stimolante. È stato un grande onore e un privilegio averlo lì… Abbiamo parlato molto delle sue esperienze, di cosa doveva migliorare e di come avrebbe dovuto adattarsi”.

Gestire le offese sui social

In merito alle pressioni esterne Swiatek, non nasconde quanto siano alte e che farsi aiutare da degli specialisti per accettarle sia una strada assolutamente consigliabile: “E’ uno degli sport più duri e bisogna prendersi cura di sé. Giochiamo per undici mesi e dobbiamo essere consci che non potremo essere sempre al top; la gente si aspetta sempre di più da noi e non ci lascia in pace. Inoltre, ci sono i commenti offensivi sui social e bisogna saperli gestire; è un aspetto che mi piace sempre meno ma bisogna saperli ignorare. Non incidono sul mio tennis, ma è un’esperienza di cui farei volentieri a meno”.

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