Pescosolido: “Sinner il più completo, a Musetti manca l’ultimo passo. Paolini? Le serve continuità”

Stefano Pescosolido, coach di Francesco Passaro, ha analizzato le diverse situazioni dei nostri italiani in vista del Masters 1000 di Madrid

Di Matteo Beltrami
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Tennis, ATP Monte Carlo Rolex Masters 2026, Jannik Sinner (ITA), Tuesday, April 7, 2026. Photo Felice Calabro'

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Jannik Sinner si presenta ai nastri di partenza del Mutua Madrid Open da favorito indiscusso, dopo la recente vittoria di Montecarlo, e il forfait dalla Caja Magica del suo rivale numero uno, Carlos Alcaraz. Forte di un ritrovato primato nel ranking mondiale, il n. 1 è senza ombra di dubbio, “il più completo sotto tutti i punti di vista. Serve meglio, si muove meglio, ha più soluzioni. E poi, vincendo tanto, cresce ulteriormente anche la fiducia“.

Queste le parole spese nei suoi confronti da Stefano Pescosolido, ex tennista con un best ranking di numero 43 del mondo, oggi commentatore per Sky nonché allenatore di Francesco Passaro. Intervistato da Alessandro Nizegorodcew in esclusiva per Spazio Tennis, il coach ha preso in esame diversi argomenti: da Sinner a Paolini, passando da Cobolli e Musetti.

Si parte dunque dal numero uno del mondo, in particolare dai suoi progressi sulla terra battuta. Pescosolido afferma di non aver Mai avuto grandi dubbi sul fatto che potesse essere super competitivo anche su questa superficie. Già lo scorso anno, a Parigi, era arrivato vicinissimo: ha avuto match point, quindi parliamo davvero di dettagli”. A fare la differenza, oggi, sono due fattori su tutti: la fiducia e la forma fisica. “Sta benissimo fisicamente e ha una fiducia enorme, ma soprattutto ha migliorato tanti aspetti del suo gioco. Il dritto ha più rotazione, usa molto bene la palla corta, il servizio, sia la prima che il kick, è cresciuto tantissimo”.

Un aspetto importante dei miglioramenti di Jannik è l’uso importante delle variazioni di palla, molto utili contro giocatori come Zverev, meno contro Alcaraz: “Con Alcaraz funzionano meno, perché è un giocatore diverso, più completo, capace di anticipare e accelerare. Le partite tra loro si decidono spesso su pochi dettagli, sancisce Pescosolido.

Un altro fattore da considerare nella crescita dell’azzurro è la risposta secondo l’opinionista: “Quando giochi contro uno così, sai che anche se riesci a strappargli il servizio, non sei mai tranquillo. Risponde sempre, ti mette pressione continua: è quasi un’agonia per l’avversario”.

Passando a Musetti, vittima di una serie di infortuni recenti, Pescosolido afferma che: “Ci sono stati momenti importanti negli ultimi tempi, come a Montecarlo 2025, al Roland Garros e anche ad altri tornei, ma quando arriva il momento di fare l’ultimo passo, quello per chiudere e ottenere il grande risultato, lì qualcosa si complica. Non dico che si irrigidisca, ma un po’ di tensione si sente. Non è una cosa casuale: non succede al secondo turno, succede quando è lì per fare il salto“.

Inoltre, sul tema del dispendio fisico che il numero 2 italiano richiede al suo corpo, e sul relativo recupero, Pescosolido individua nel tipo di tennis giocato dal toscano la causa principale. “Musetti è un giocatore che deve costruire tanto, che ha bisogno di scambi più lunghi, di ritmo. Non è come chi si appoggia su servizio e dritto. Per questo motivo, quando rientra da un infortunio, ha bisogno di più tempo per ritrovare la condizione migliore. Non è un fatto di essere più o meno bravo, ma proprio di tipo di gioco“.

Mentre su Flavio Cobolli, il coach di Passaro vede la top 10 alla sua portata. “Ha le qualità per arrivarci: è migliorato molto al servizio, in risposta è sempre stato solido e ha una grande mobilità. Si difende bene, ma sa anche prendere in mano lo scambio e il dritto gli porta tanti punti”. Un’evoluzione evidente anche dal punto di vista strettamente tecnico: “Ha fatto passi avanti importanti, soprattutto con il rovescio lungolinea, che oggi usa con più sicurezza. In generale è un giocatore più completo, ha più fiducia e sente di poter stare a quel livello”.

Infine, un ultimo pensiero viene rivolto al periodo storto di Jasmine Paolini. “Lo scorso anno ha vinto a Roma, ha fatto bene a Miami con una semifinale e si è confermata anche in altri tornei come Stoccarda. Il livello lo ha dimostrato, sancisce Pescosolido. Tuttavia, secondo lui, quello che le manca in questo momento è la continuità: “Il livello c’è, ma rispetto al periodo con Furlan non ha avuto la stessa stabilità di rendimento. Con lui aveva costruito una continuità incredibile, giocando bene per lunghi periodi e ottenendo risultati importanti anche nei grandi tornei”.

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