Da Madrid, il nostro inviato.
La spagna aveva bisogno di un nuovo Rafael da idolatrare. E anche se parecchio diverso dalla leyenda, il popolo iberico ne ha comunque trovato un altro. Il Manolo Santana, dopo tempo immemore, torna a cantare: “Rafaa, Rafaa”. Un lodamento ingannevole. Che, per un solo istante, riporta la mente a quella chela mancina che ha intrappolato i più forti della storia sul mattone tritato – casa sua. Il nuovo Rafael – al secolo Jodar -, ha assorbito ben poco dei tratti tennistici del 22 volte Slam. Ma il suo stile di gioco rapisce comunque tutti, specialmente i madrileni. Rimasti fino a tarda sera nella Caja Magica per assistere alla remuntada inflitta a De Jong.
“È stata una bella partita ed è stato un ottimo modo per iniziare il torneo qui a Madrid, il livello era altissimo, c’erano molte persone che conosco venute a vedere la mia partita, quindi è stato fantastico giocare in casa”, ha detto il padrone di casa all’inizio della sua conferenza stampa post-match.
D. Ciao Rafa, come va? Innanzitutto, sei ancora emozionato per la vittoria e per il calore dei tuoi tifosi? Volevo chiederti, visto che c’è stato un ospite molto speciale, Bellingham, se sei riuscito a parlare con lui. Di cosa avete parlato?
Rafael Jodar: “Sì, ho parlato con lui alla fine della partita, ho avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere e chiedergli come andava, se gli piaceva l’allenatore. E poi vedere una persona come Bellingham tra il pubblico, che forse ha guardato la tua partita, fa effetto. Alla fine è una gioia immensa giocare qui in casa, è stato diverso e lui è un idolo fin da quando ero piccolo. Ho visto tutte le sue partite, quindi il fatto che una persona come Bellingham venga a vedere le mie partite significa molto”.
D. Ciao Rafa, volevo chiederti del tuo debutto qui a Madrid, e su un campo come il Manolo Santana, così grande, come ti sei sentito? Cosa hai pensato quando sei sceso in campo? Poi vorrei chiederti come stai fisicamente. Perché abbiamo visto che sei stato medicato. Non so se ti sia piaciuta questa partita così lunga, o se hai qualche altro problema.
Rafael Jodar: “Sì, avevo tanta voglia di giocare qui a Madrid, ma sapevo che avrei dovuto disputare una partita molto solida dall’inizio alla fine. Le cose non sono partite molto bene, ma ho tenuto duro, mi sono dato una possibilità, e questa volta è andata per un soffio. E sono contento della vittoria, che mi permette di avere l’opportunità di giocare un’altra partita qui a Madrid. Per quanto riguarda la seconda domanda, sono i momenti di parità della partita, è un po’ la stanchezza che si è accumulata durante, e devo recuperare bene ed essere nella forma migliore possibile per la prossima”.
D. Volevo sapere se nel primo set hai accusato un po’ di nervosismo.
Rafael Jodar: “Beh, penso che stessi giocando molto bene; alla fine non sei solo tu in campo, ma c’è un altro avversario che vuole vincere proprio come te e che vuole giocare altrettanto bene, e lui stava giocando molto bene, ma ho accettato la sfida, ho cercato di continuare con il mio gioco, e alla fine nel secondo set si è presentata l’occasione, alla fine del secondo sono riuscito a tenere il passo, questo ha portato a un terzo set che si è deciso per pochissimi dettagli. Credo che l’intera partita sia andata bene, all’inizio non così bene, ma poi sono riuscito ad accettare quella situazione e a portarla avanti”.
D. Ciao Rafa, complimenti per la vittoria! Oggi finisci molto tardi, domani non giochi; non so se hai già deciso cosa farai prima di prepararti per la partita contro de Minaur.
Rafael Jodar: “Beh, ora bisogna recuperare bene, e poi prendersela comoda; in fin dei conti bisogna allenarsi, perché è sempre utile allenarsi nel giorno di riposo, specialmente quando si tratta di un Master 1000 e si ha un giorno di riposo tra una partita e l’altra; bisogna recuperare bene, cercare di lavorare bene con i fisioterapisti e prepararsi al meglio per il giorno di riposo”.
