“Solo una domanda casuale. Perché partecipo a tutti questi giochi e tutte queste attività promozionali con voi, ma poi ogni volta che riesco a fare qualcosa di giusto mi escludete da ogni video?”. Così, in un commento sotto un reel pubblicato da Tennis Channel, Alexander Zverev ha espresso tutta la sua irritazione per l’ennesimo contenuto social in cui, a suo dire, è stato tagliato ingiustamente.
Il video in questione, diffuso su Instagram e TikTok, mostrava una serie di giocatori alle prese con un piccolo rompicapo: scrivere correttamente alcuni numeri romani su una lavagnetta. Tra i protagonisti si vedevano, tra gli altri, Tommy Paul, Mirra Andreeva, Casper Ruud, Ben Shelton, Felix Auger‑Aliassime, Learner Tien e Iva Jovic. Di Zverev, invece, soltanto un’inquadratura di pochi secondi all’inizio. Niente più.
Sotto il post, il numero due del tabellone di Roma (complice l’assenza di Alcaraz) ha quindi scritto un commento che in breve è diventato virale: “Sto solo chiedendo. Volete solo farmi perdere tempo o sperate che io faccia qualcosa di sbagliato così potete poi inserirlo? So che avete giocatori che amate mostrare di odiare e giocatori che amate. Quindi per favore smettetela di farmi perdere tempo. Grazie”.
Il messaggio è rimasto online per alcune ore prima di essere cancellato, ma lo screenshot aveva già fatto il giro dei social.
Alexander Zverev sembra vivere ogni apparizione pubblica come un confronto con la propria immagine più che con il risultato. Anche quando gioca bene, sente il bisogno di chiarirlo, di segnare la distanza dagli altri. Come quando, dopo Madrid, si è definito “un gradino sotto Sinner e Alcaraz e uno sopra tutti gli altri, insieme a Djokovic”. Questa assenza di serenità mentale traspare anche in campo. A Roma, contro Luciano Darderi, dopo un match point mancato si è sciolto completamente, perdendo 6‑0 nel terzo set. Non sembrava mancare il gioco (quello non c’è mai stato, direbbe perfidamente qualcuno), ma un po’ di tranquillità.
Pure la protesta contro Tennis Channel parte da un motivo comprensibile , un professionista ha diritto a chiedere rispetto per il proprio tempo, ma il modo in cui Zverev l’ha espressa tradisce la stessa inquietudine. Non è la prima volta che il teutonico manifesta insofferenza verso la narrazione che lo circonda. Già in passato aveva polemizzato per la scarsa attenzione dei media americani rispetto ai suoi risultati nei Masters 1000, sottolineando come la copertura spesso privilegiasse profili più popolari. Dopo la sconfitta con Darderi, il tedesco aveva già dichiarato di non sentirsi “particolarmente fortunato” nelle ultime settimane. Anche sui social, la sensazione sembra la stessa.
