ATP Roma, le finali italiane: Sinner il quinto a disputarne almeno due

Sinner parte di una lista d'eccellenza con solo 11 giocatori. È il terzo a fare due finali consecutive dopo Palmieri e Pietrangeliá

Di Pellegrino Dell'Anno
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Jannik Sinner - Roma 2026 (foto Francesca Micheli)

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Giovanni Palmieri. Beppe Merlo. Nicola Pietrangeli. Adriano Panatta. E, come sempre quando si parla dei traguardi del tennis italiano, Jannik Sinner. Il n.1 al mondo, battendo Medvedev, è diventato il quinto azzurro capace di giocare almeno due finali agli Internazionali d’Italia. Sarebbe scorretto dire a Roma, visto che Palmieri giocò la sua prima, nel 1934, a Milano. La seconda, nel ’35, nella capitale, prima edizione del torneo disputata lì.

Dei quattro elencati, solo Merlo non ha mai vinto, perdendo contro Gardini e Pietrangeli, rispettivamente. Panatta, come ben sappiamo, è stato l’ultimo azzurro a trionfare qui, precisamente 50 anni fa. Ma è uno degli undici capaci di spingersi fino all’ultimo atto del torneo più importante d’Italia. Una lista di cui Sinner è l’ultimo, essendovi entrato lo scorso anno. A vincere, però, sono stati soltanto in cinque. E dal 1978 al 2025, nessun italiano vi è mai riuscito.

Da De Morpurgo a Sinner: gli italiani in finale

La tabella con gli undici italiani, e le rispettive annate, giunti in finale agli Internazionali d’Italia. In grassetto gli anni in cui hanno vinto:

Uberto De Morpurgo1930
Emanuele Sertorio1933
Giovanni Palmieri1934, ’35
Giorgio De Stefani1934
Gianni Cucelli1951
Fausto Gardini1955
Beppe Merlo1955, ’57
Nicola Pietrangeli1957, ’58, ’61, ’66
Adriano Panatta1976, ’78
Antonio Zugarelli1977
Jannik Sinner2025, ’26

La prima edizione assoluta, quella del 1930 a Milano, vide subito un italiano arrivare in fondo. Il barone Uberto De Morpurgo si arrese al grande Bill Tilden, il n.1 dell’epoca (per quanto non esistessero che le classifiche degli esperti), racimolando solo quattro game. Avrebbe avuto più fortuna tre anni dopo Emanuele Sertorio, primo italiano a vincere gli Internazionali contro il francese Legeay, che raggiunse la finale in tutti i tabelloni previsti, vincendo doppio e doppio misto.

Nel ’34 l’Italia si sarebbe ripetuta, per l’unica volta nella sua storia in questo torneo, con la vittoria di Palmieri nel derby con De Stefani. Giovannino fu protagonista anche nel 1935, arrendendosi all’inglese Wilmer Hines. E sarebbe stata l’ultima finale per un italiano nel torneo di casa fino al 1951, senza però dimenticare lo stop del torneo dal 1936 al 1949.

I ruggenti anni ’50

La prima epoca d’oro del tennis italiano è quella degli anni ’50, con Beppe Merlo prima e Nicola Pietrangeli poi. Il grande Nic, tanto indolente quanto talentuoso, è l’unico italiano ad aver vinto due volte gli Internazionali d’Italia. E vinse la sua prima finale in un derby contro Merlo, nel 1957. Per quanto la prima finale italiana agli Internazionali dopo l’epopea dei Palmieri e De Stefani porti la firma di Gianni Cucelli, frenato solo da Jaroslav Drobny, “il Professore”, capace di raggiungere quattro finali di fila al torneo.

Il primo successo della nuova era portò invece la firma di Fausto Gardini, il “vampiro del Bonacossa”, che battè sempre Merlo. Erano loro i comprimari dei primi anni ruggenti del nostro tennis, alle spalle di Pietrangeli. Che avrebbe disputato in tutto quattro finali a Roma, tornando alla vittoria nel 1967. Nove anni prima di quello che ad oggi rimane l’ultimo trionfo di un italiano nel torneo di casa.

Panatta: anteprima di Sinner

Il 1976 è stato per quasi cinquant’anni l’anno d’oro del tennis italiano. Grazie ai successi di Adriano Panatta, che da Roma iniziò l’annata vincente con Roland Garros e Coppa Davis. La vittoria di Panatta contro Vilas rimane l’ultima affermazione azzurra agli Internazionali d’Italia, in attesa che Sinner possa rompere l’incantesimo esattamente 50 anni dopo. “Ascenzietto”, come lo chiamavano in onore del padre, avrebbe giocato la finale anche nel 1978, perdendo. Un anno dopo il gran match di Tonino Zugarelli contro Vitas Gerulaitis.

Gli ultimi squilli prima dell’epopea di Sinner. Che nel 2025 ha riportato l’Italia in finale, diventando l’undicesimo in assoluto. E ora, come sempre d’altronde, punta a scrivere un altro pezzo di storia, con tutto il Paese che lo attende, che lo spinge. Spezzerebbe il digiuno più lungo e chiacchierato del tennis italiano, quello da mezzo secolo del torneo di casa. E a premiarlo ci sarebbe proprio Panatta, in un ideale passaggio di consegne.

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