L’edizione 2026 dell’Open di Francia ha già riservato agli addetti ai lavori alcune condizioni senza precedenti. I protagonisti del circuito hanno deciso di boicottare il Media Day, dando seguito alla protesta rivolta alla Federazione Francese (FFT) circa “l’esiguo” montepremi dello storico Slam sul rosso. La giornata di giovedì 21 maggio, a Parigi, è infatti stata pressoché silente, ma in data odierna – nonostante le limitate attività mediatiche –, tennisti e tenniste hanno finalmente presidiato la sala conferenze, e tra queste, anche Iga Swiatek. La pluricampionessa del Roland Garros è a digiuno dal 2024, quando ebbe la meglio su Jasmine Paolini in finale. L’altr’anno fu sconfitta da Sabalenka in semi, ma la quattro volte regina del Philippe Chatrier intende rifarsi, ed esordirà contro la diciassettenne Emerson Jones. Ecco cos’ha detto Iga in conferenza stampa:
D. Ti sembra diverso, mentalmente, tornare qui per la prima volta dopo tanto tempo senza essere campionessa in carica?
Iga Swiatek: “Sinceramente, no. Mi sembra, insomma, di ricordare bene tutti i tornei che ho giocato qui, indipendentemente dal fatto che abbia vinto o meno, quindi direi che mi tornano in mente tutti come un unico ricordo. Ma no, non penso in particolare all’anno scorso. Non ha molta importanza”.
D. Sappiamo che oggi i giocatori terranno una conferenza stampa di 15 minuti. Parteciperai anche tu? Il tempo è già iniziato e come lo stai controllando?
Iga Swiatek: “Sì, anch’io ci metto 15 minuti. Sto seguendo lo schema. Sì, scusa, quindi vuoi perdere tempo con questa domanda o preferisci… Si, lo sto facendo”.
D. Dal tuo punto di vista, qual è l’obiettivo principale di questa iniziativa? Si tratta di una questione di rispetto o del montepremi? Qual è la cosa più importante per te?
Iga Swiatek: “Prima di tutto, credo che nessuno di noi abbia nulla contro i media, ovviamente, e vi rispettiamo pienamente. Sappiamo quanto sia importante il nostro rapporto. Ma per quanto riguarda il torneo, credo che faremo di più quando il torneo farà di più per noi. Non solo noi, i giocatori di punta, perché ovviamente siamo noi quelli che hanno più contatti con voi ma anche per i giocatori con un ranking più basso e per l’intera struttura. Quindi, personalmente, non ho nulla contro di voi, ma di sicuro questa è la decisione che abbiamo preso e la porteremo avanti”.
D. So che a Roma ti è stato chiesto dei boicottaggi, ma in generale, pensi che i giocatori sarebbero disposti a prendere una posizione che potrebbe danneggiarli per far valere le loro ragioni? Ad esempio, immagino che un’opzione in questo caso sarebbe potuta essere quella di non rilasciare alcuna dichiarazione ai media e incorrere in una multa. Pensi che i giocatori sarebbero disposti a fare questo passo?
Iga Swiatek: “Beh, è una domanda interessante. Credo che per me sia difficile prevedere cosa succederà nelle prossime settimane. Penso che faremo quello che decideremo. Ma ci sono molti fattori in gioco, e dipende anche da come reagiranno i tornei, quindi non posso davvero dire se succederà questo o quello adesso, perché dobbiamo anche vedere quale sarà il riscontro. Non credo che fare qualcosa che non sia costruttivo abbia senso, ma vogliamo spingere un po’ di più per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno e per far sì che i tornei siano più aperti alle conversazioni che abbiamo bisogno di avere“.
D. Quanto è diverso il modo in cui ti sentivi forse proprio in questo giorno dell’anno scorso, con il torneo che stava per
iniziare, rispetto a adesso? Ti senti nettamente diversa in termini di fiducia, stile di gioco e tutte queste cose? Oppure la tua mentalità è la stessa?
Iga Swiatek: “Beh, l’anno scorso il torneo di Roma è stato come una doccia gelata, capisci, e mi sono svegliata con un brivido. Mi sentivo malissimo in campo a Roma, quindi quest’anno, dopo un paio di buone partite, c’è sicuramente un’atmosfera più positiva. È bello avere alle spalle delle partite davvero solide e iniziare il torneo con questo slancio. È un po’ diverso, ma ogni anno dico che ogni torneo è una storia diversa, non importa se ho vinto a Roma, non importa se ho perso al secondo turno. Abbiamo ancora tempo per rinfrescarci, ricominciare da zero e affrontare il torneo da una prospettiva completamente diversa. Quindi, sì, penso che porterò con me una buona esperienza dal torneo di Roma di quest’anno e anche un feedback positivo dopo le partite. E ho anche avuto la possibilità di giocare sotto pressione, ho avuto la possibilità di giocare partite brevi. Ho preso il feeling delle partite. Sono nel ritmo partita, il che è fantastico rispetto all’anno scorso. Ma comunque, questo è un torneo completamente diverso con condizioni diverse in questo momento, soprattutto per il caldo. Quindi bisogna essere umili e partire sapendo che si è disposti a lottare in ogni partita”.
